Quali sono i dettami del Bon ton?

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La corrispondenza secondo il Bon ton

Al giorno d’oggi sembra ormai superato l’uso di scrivere messaggi cartacei e lettere per rimanere in contatto con amici e parenti. L’informatizzazione delle notizie sta eliminando sempre più le vie tradizionali. Esistono però dei contesti un cui il bon ton impone di utilizzare la carta per comunicare. Le lettere amorose sono sempre da inviare per via cartacea, magari consegnate a mano o contestualmente ad un regalo. La carta renderà meno fugace e più significativo il messaggio d’amore.

E’ vero, i vecchi metodi di corrispondenza sembrano ormai superati ma in alcuni contesti è preferibile usarli. Questi contesti sono: l’accettazione o il rifiuto di qualsivoglia invito scritto, le condoglianze per un lutto o per un dispiacere in generale e, d’altro canto, la felicità per una nascita, un fidanzamento o un matrimonio.

Il bon ton prescrive anche quale carta vada utilizzata: per lettere formali si preferiscano carte lisce e bianche, mentre per una corrispondenza privata una donna può anche scegliere carte azzurrine o grigie.

E’ scelta di gran classe, certo impegnativa, quella di far stampare in alto il nome a rilievo, oppure in alto a destra, sempre a rilievo, l’ indirizzo.

Per quanto riguarda l’inchiostro da utilizzare, si consiglia il nero su carta bianca, grigio scuro su quella grigia e blu su quella azzurrina.

L’apertura della lettera avviene per lo più con forme cristallizzate. In rapporti più amichevoli si può iniziare con ‘Cara/o Amica/o’ o semplicemente con ‘Cara/o’ seguito dal nome. ‘Gentile Signora/e’ è invece più formale, mentre ‘Gentilissima/o Signora/e’ è più snob.

Per continuare il discorso sulle lettere formali, passiamo in modo doveroso a quelle per corrispondenza lavorativa.

Le lettere d’affari dovrebbero cominciare sempre con ‘Egregio Direttore/Avvocato/Dottore’. Le donne in tal caso potranno iniziare anche con ‘Caro’ o ‘Gentile’.

Se ci si rivolge invece a una ditta è necessario cominciare con ‘Spett. Ditta’.

Per quanto riguarda la chiusura della lettera, questa varia a seconda della lettera: ‘Distinti Saluti’ va utilizzato in una lettera più affaristica e commerciale mentre in una formale ‘I Migliori/Cordiali Saluti’. Se si scrive invece ad amici è meglio usare ‘cordiali/affettuosi/amichevoli saluti’.

La firma va scritta nome e cognome. Una signore firma con il proprio nome seguito dal cognome del marito ed eventualmente da quello proprio. Sarebbe meglio evitare di usare titoli di studio e/o nobiliari.

Come scegliere la compagnia per le feste?

Quando si tratta di dover rifiutare un invito con stile, il bon ton può essere un fedele alleato da saper sfruttare.

Il vecchio detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” al giorno d’oggi non basta più. Come si fa a scegliere tra i genitori della moglie o la famiglia del marito? Chiunque si sarà sicuramente trovato nella situazione di non sapere come risolvere questo problema. Esistono alcune possibili soluzioni, dettate dal buon senso e dalla razionalità, vediamo assieme quali possono essere.

Se a Natale si potesse scegliere se mangiare presso la famiglia del marito oppure quella della sua dolce metà, è possibile fare una scelta razionale oppure empatica. Il secondo caso è quello più istintivo, s’effettua una scelta in base alla compagnia che sembra più divertente, allettante. Magari giustificata dalla presenza d’altre coppie, preferibilmente con bambini.

La presenza di altri bambini, se si hanno figli, può essere un ottima motivazione per scegliere una compagnia piuttosto che un’altra senza aver sensi di colpa. In questo caso la scelta sarà razionale perché potrai andare in un posto dove anche i tuoi figli troveranno compagnia ed intrattenimento. Nei giorni di festa più che mai, grandi è piccini hanno diritto ad un po’ di svago.

Se per caso i due nuclei familiari su cui si può scegliere sono “alla pari”, per non far torto a nessuno si possono alternare le festività, oppure si può tentare d’unire tutti attorno un’unica grande tavolata. Se Ma nel caso in cui le famiglie siano eccessivamente numerose o poco compatibili, si può sempre andare presso chi avrebbe minor compagnia.

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