Di cosa si occupa la cronobiologia?

Il nostro organismo segue un proprio orologio biologico, scandito da ritmi giornalieri, mensili e stagionali. La cronobiologia studia proprio le attività umane in relazione ai fattori ambientali, come l’alternanza tra giorno e notte.

Tutti noi sperimentiamo le oscillazioni ritmiche dell’organismo. Secondo la “crono dieta”, ad esempio, bisogna assumere zuccheri a colazione, grassi nella prima parte della giornata e proteine a cena. Inoltre, ci sono momenti della giornata in cui alcune attività riescono meglio, mentre conviene rimandarne alcune.

La cronobiologia distingue tra individui “allodola” e individui “gufo”. Al primo gruppo appartiene chi è più attivo e concentrato nella prima parte della giornata e nel primo pomeriggio. Chi è “gufo” riesce a dare il meglio di sé soltanto dal tardo pomeriggio in poi. Gli individui “allodola” producono una maggiore quantità di cortisolo un po’ prima rispetto alla media, e questo fa sì che siano già attivi fin dal primo mattino. Gli individui “gufi”, invece, producono il cortisolo più tardi, e per questo gli effetti sono lenti ad arrivare.

Di cosa si occupa la cronobiologia?

 

Le capacità cognitive

Le funzioni cerebrali seguono un ritmo giornaliero. Mentre attenzione, memoria e concentrazione raggiungono livelli massimi al mattino (grazie all’azione di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina), la memoria a lungo termine è più efficiente dopo le 15 del pomeriggio. Si rileva un calo delle facoltà cognitive dopo pranzo (a causa del processo digestivo), ma il momento peggiore per il cervello è tra le 2 e le 4 de mattino, quando le onde cerebrali subiscono un calo di frequenza e l’organismo richiede di dormire.

Sport nel tardo pomeriggio

Secondo la cronobiologia, praticare un’attività sportiva a pomeriggio inoltrato o ad inizio sera permette di migliorare le prestazioni fisiche anche del 10%. In particolare è bene concentrare in questo momento della giornata gli sport che richiedono prontezza di riflessi, coordinazione e forza muscolare (tutti gli sport aerobici). Le attività che richiedono invece destrezza e precisione, come il tiro con l’arco, sono consigliate in mattinata. La flessibilità corporea raggiunge l’apice nel primo pomeriggio, quando si consiglia di praticare ginnastica a corpo libero o yoga.

Cronobiologia e cronoterapia

La cronoterapia studia invece quale è l’approccio di cura più adatto alle varie fasi della giornata, per combattere e prevenire determinate malattie. Alcuni studi sull’argomento hanno rilevato che, per essere efficaci, le cure andrebbero somministrate in determinate ore: è il caso dei farmaci contro l’ipertensione, che in genere vengono presi al mattino, lasciando però l’organismo indifeso proprio nel momento in cui è più vulnerabile al rischio cardiovascolare, cioè al risveglio.

Cronobiologia e ritmo circadiano

Il ritmo circadiano, della locuzione latina “circa diem”, che significa “intorno al giorno”, è costituito da un arco di tempo di 24 ore. Si parla di ritmo circadiano in relazione al periodo che intercorre tra la veglia ed il sonno oppure in riferimento al grado di calore del proprio corpo. La luce naturale e la temperatura dell’ambiente sono i punti di riferimento a cui l’orologio biologico dell’uomo fa riferimento, poiché esso si regola con il susseguirsi naturale del giorno e della notte.

Mutare tale situazione porta ad un’alterazione del ritmo circadiano; in base ad alcuni studi effettuati in ambienti bui o poco esposti alla luce solare si è dimostrato come, ad esempio, il rapporto tra veglia – sonno sia notevolmente aumentato.

Luce naturale

Il rapporto che intercorre tra il ritmo circadiano e la luce ha spinto numerose imprese a vendere dei prodotti, i sistemi di luce naturale, affinché potessero offrire gli stessi benefici di chi disponeva di una sufficiente illuminazione solare.

La luce naturale può inoltrare o rallentare i ritmi circadiani, anche se questi ultimi variano da specie a specie, generando dei veri e propri disturbi. Gli svantaggi che ne possono derivare vengono detti dissonie, dalle quali il ciclo sonno-veglia viene alterato.

Le persone che soffrono di tali disturbi non riescono a godere delle necessarie ore di sonno, influenzando, di conseguenza, il tempo che si dedica allo studio oppure al lavoro: calo di attenzione, difficoltà di apprendimento, sono tutte cause che si determinano in relazione ad un mancato riposo. Accade anche che questi soggetti dormano quanto basta, ma che – durante il sonno – abbiano dei risvegli improvvisi o trovino difficoltà ad addormentarsi. Soffrire di dissonia può dipendere sia da fattori “circostanziali” oppure da fattori interni.

Al fine di eliminare tutti questi disturbi sarebbe opportuno applicare i sistemi di luce naturale in tutti gli ambienti che non godono di un sufficiente irraggiamento solare.

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