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La devitalizzazione di un dente
Il dente può essere recuperato con l’asportazione della carie col trapano, oppure richiedendo un trattamento più approfondito. Quest’ultimo è il caso della devitalizzazione che consiste nell’asportazione della parte interna del dente, la polpa.
Deve essere il dentista di fiducia a capire quanto a fondo sia la lesione, possibilmente avvalendosi di una radiografia localizzata. La devitalizzazione è spesso attuata anche in occasione di condizioni traumatiche (lesioni accidentali) oltre che in presenza di carie profonde. Si decide per la devitalizzazione nel caso in cui la polpa dentale sia irrimediabilmente compromessa.
L’operazione non richiede necessariamente un microscopio (adoperato per casi eccezionali di difficile visualità), molto più spesso viene attuata ad occhio nudo dal dentista.
Il pensiero di doversi sottoporre a devitalizzazione può essere motivo d’ansia nel paziente, va però ricordato che la devitalizzazione viene effettuata con un’anestesia locale che blocca ogni dolore durante il trattamento.
Il solo fastidio che si può provare è quello della puntura per l’anestesia, fatta con un ago che penetra direttamente nella gengiva in prossimità del dente. È normale che il senso d’intorpidimento, coinvolga in pochi minuti anche parte della lingua. Per rendere agevoli le operazioni ed evitare che la saliva s’accumuli nel dente da devitalizzare, il dentista applica un supporto di gomma noto come Diga.
Si procede dunque col trapano, fino a superare la corona del dente e raggiungere la camera pulpare. Il canale radicolare viene preparato con piccoli strumenti che lo svuotano, il tutto viene poi riempito con la guttaperca assieme ad un particolare cemento adesivo. Il tutto deve essere sigillato per bene. A questo punto il dentista è solito applicare un’otturazione temporanea, che può dare qualche fastidio (in spessore ed instabilità) nei giorni successivi.
È possibile, soprattutto in caso di denti che erano divenuti particolarmente infiammati, che il dente arrechi qualche dolore dopo la devitalizzazione. In quei giorni , in caso di fastidi, è possibile prendere un qualsiasi analgesico che aiuti a superare queste fasi. È preferibile non mangiare sopra il dente trattato, onde evitare che l’otturazione si rimuova (ma in ogni caso potrebbe essere ricostruita dal dentista).
Dopo circa una settimana occorre tornare dal dentista per la seconda fase del trattamento.
L’otturazione temporanea viene rimossa ed al suo posto viene realizzata un’otturazione definitiva.

Mi sono sottoposta alle due sedute per devitalizzare e ricostruire un premolare, ci sono cibi che non posso mangiare o evitare per i primi tempi?