Come si diventa tecnico certificatore del biologico?

Con il progressivo aumento delle coltivazioni biologiche e delle aziende che si occupano della commercializzazione di prodotti biologici, è sempre più importante affidare il controllo della qualità a tecnici certificatori che verifichino periodicamente la conformità degli alimenti ai parametri stabiliti per questo settore. Vediamo di cosa si occupa nello specifico questa nuova figura professionale.

Diventare tecnico certificatore del biologico

L’agricoltura biologica presuppone che per la coltivazione dei prodotti non si debbano utilizzare concimi chimici e fertilizzanti, e che il ciclo di produzione sia mantenuto assolutamente naturale. Prima di tutto, quindi, il tecnico certificatore deve verificare che nel processo produttivo non siano state impiegate sostanze vietate dal regolamento di produzione biologica.

Quando un’azienda si dedica a questo tipo di produzione agricola il certificatore ha il compito di verificare che tutta l’organizzazione aziendale sia conforme. In seguito, quando l’azienda si sarà avviata, il certificatore effettuerà visite periodiche, per accertare che le regole vigenti nel settore biologico vengano effettivamente seguite.

Le ispezioni si susseguono a seconda della valutazione del “rischio”: sono considerate a basso rischio le aziende che hanno esclusivamente terreni destinati alle colture erbacee. Qui per esempio i controlli sono effettuati una volta all’anno.

Le aziende che producono verdura e frutta sono stimate invece a “medio rischio”, mentre ad alto rischio sono quelle che insieme ad alimenti biologici producono quelli convenzionali. Sono queste le aziende che contravvengono più spesso le normative vigenti in materia.

I requisiti necessari

Per diventare un “tecnico certificatore del biologico” il requisito minimo è un diploma di perito agrario o agronomo o una laurea in agraria. Può andare bene anche una laurea in “Tecnologia alimentare”, ideale per seguire le aziende specializzate nella trasformazione dei prodotti.

Per la specializzazione, ogni ente certificatore stabilisce le proprie regole: in genere è previsto un corso di formazione della durata di 40 ore per imparare gli strumenti base e le procedure del settore. Su Internet è possibile trovare l’elenco degli organismi di controllo presenti sul territorio nazionale: date un’occhiata al sito www.sinab.it.

Dopo il corso di formazione, di solito è previsto un periodo di tirocinio o apprendistato. Il nuovo arrivato viene affiancato ad un collega esperto, fino a quando sarà in grado di procedere da solo. Il tecnico verifica le fatture, i documenti fiscali, controlla la merce in magazzino, dispone (se è il caso) analisi su campioni di frutti e piante.

Secondo il direttore dell’Icea, uno degli organismi di controllo del biologico in Italia, al momento operano circa 700-800 certificatori biologici. Ma siccome il settore è in espansione, si stima che altri tecnici potranno essere collocati in futuro.

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