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La sindrome delle “gambe senza riposo”
Questa sindrome non si presenta con dolori forti e insopportabili, ma consiste in una serie di malesseri striscianti e persistenti che colpiscono le gambe: prurito, formicolio, sensazione che ci sia qualcosa che cammina su e giù per gli arti.
Questi sintomi colpiscono soprattutto verso sera, in una fascia oraria che in genere va dalle otto a mezzanotte, proprio nei momenti in cui una persona che è stata tutto il giorno fuori casa al lavoro desidera riposarsi.
Oltretutto questa sindrome è una delle cause più frequenti di insonnia, visto che spesso nel cuore della notte chi ne è colpito sente la voglia irrefrenabile di alzarsi e camminare. La conseguenza (ovvia) è che al mattino ci si ritrova stanchi e privi di energia per affrontare la giornata.
Fermo restando che questa particolare sindrome presenta ancora dei lati oscuri che i medici stanno studiando, sembra che essa colpisca soprattutto le donne verso i 30-40 anni di età, specialmente se in famiglia c’è già qualcuno che ne ha sofferto.
Quando la sindrome comincia si manifesta con uno o due attacchi al mese, poi diventa sempre più frequente, e a questo punto il paziente se ne accorge e comincia a preoccuparsi seriamente. Un errore che di solito si commette è quello di associare pruriti e formicolii ad eventuali problemi di vene varicose: in realtà si è constatato che la circolazione non c’entra niente. Uno specialista che è in grado di diagnosticare il disturbo e curarlo con successo è il neurologo.
Si è accertato, infatti, che la causa della sindrome è un neurotrasmettitore chiamato dopamina, che di sera smette di funzionare come dovrebbe. Altri fattori di rischio sono l’insufficienza renale ed una carenza di ferro. Un caso particolare si verifica quando questo problema compare in gravidanza, specialmente negli ultimi tre mesi. In genere il disturbo scompare da solo subito dopo il parto, per cause non ancora del tutto chiare.
Questo disturbo può essere identificato con certezza attraverso una serie di esami, come il prelievo di sangue per verificare il livello di ferro nell’organismo, l’elettromiografia delle gambe per valutare la funzionalità dei nervi e dei muscoli, ed altri esami nei centri che si occupano di medicina del sonno. Esistono farmaci appositi che agiscono proprio sulla dopamina, che vengono utilizzati anche dai pazienti colpiti dal Parkinson.
I tempi di assunzione variano a seconda dei casi, ma i risultati sono più che soddisfacenti. Anche un corretto regime di vita, soprattutto dal punto di vista alimentare, può servire ad affrontare meglio questa sindrome. E’ consigliabile evitare caffè o bevande alcoliche alla sera (ed anche il fumo), perché queste sostanze aumentano le probabilità che si verifichino formicolii e problemi vari alle gambe.