Quali sono i primi controlli per il neonato dopo la nascita?

Primi controlli al neonato dopo la nascita

Ad ognuno vengono attribuiti da 0 a 2 punti, che corrispondono alle valutazioni di buono, discreto o con problemi, la cui somma è una cifra che varia tra 0 e 10 e corrisponde all’indice di Apgar, in base al quale si valutano le condizioni del bimbo alla nascita: da 7 in poi le condizioni del neonato vengono considerate ottime.

Questo indice viene utilizzato per la valutazione un minuto dopo la nascita e poi di nuovo dopo cinque minuti, perché il punteggio può variare anche in un arco di tempo così’ breve. Ad esempio nei bambini nati con il parto cesareo in genere varia in modo sensibile, perché subito dopo la nascita sono ancora un poco addormentati, di sicuro più di quelli nati con il parto naturale.

A seguire viene praticata la medicazione dell’ombelico, il bambino viene lavato e gli viene messa al polso la fascetta di identificazione con il cognome, un numero uguale a quello della madre e la data di nascita. A questo punto gli viene fatta una iniezione di vitamina K per stimolare la coagulazione del sangue e al fine di prevenire danni alla vista viene utilizzato uno speciale collirio.
Una volta verificati anche il tono muscolare, i riflessi nervosi e le condizioni neurologiche generali, il piccolo viene portato dalla madre, che finora lo ha visto solo per un attimo, e messo nel lettino.

I neonati prematuri

Se un bambino è stato nell’utero per meno di 38 settimane viene definito prematuro o ‘pretermine’ ed ha avuto minor tempo a disposizione per svilupparsi e prepararsi a vivere una vita autonoma. La capacità di difendersi dalle infezioni e il funzionamento dei vari organi, in particolare dei polmoni, potrebbe essere parzialmente o del tutto insufficiente. Meno tempo ha trascorso nell’utero, più il bambino potrà incontrare delle difficoltà per raggiungere l’autosufficienza.

L’incubatrice

Se il bambino presenta delle difficoltà a svolgere le sue funzioni vitali, viene messo per un certo periodo nell’incubatrice o nella culla termostatica, che gli garantiscono un ambiente protetto e un calore costante.

Tutti i neonati con peso inferiore alla norma vengono tenuti sotto osservazione anche se a prima vista sono sani e vivaci. Può infatti accadere che abbiano difficoltà a mantenere la giusta temperatura corporea o a respirare,  quindi per non correre rischi vengono tenuti in ambiente protetto fino a quando non raggiungono i 2,5 kg di peso.

Dal momento che il tempo trascorso dal bambino nell’incubatrice è sempre lunghissimo e penoso per la mamma, si può cercare di stargli il più possibile vicino, compatibilmente con la situazione, magari andando spesso a vederlo e chiedendo ai medici di poterlo accarezzare o anche tenerlo per qualche istante tra le braccia.

Gli esami speciali

Prima che il bambino venga definitivamente affidato alla famiglia, di solito gli vengono fatti degli esami speciali per scoprire l’eventuale esistenza di particolari malattie congenite che altrimenti rischierebbero di essere diagnosticate troppo tardi per essere curate efficacemente.

Quasi tutti i test vengono eseguiti su una goccia di sangue prelevata dal calcagno. Tra gli esami ‘classici’ di questo tipo, la manovra di Ortolani, che analizza le condizioni delle anche, e il test audiometrico, che serve per verificare che non ci siano danni all’udito e si svolge osservando la reazione del piccolo a fronte di suoni di diversa entità.

Condivi l'articolo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.