Aloe Vera: controindicazioni, rischi ed effetti collaterali?

Aloe vera: controindicazioni ed effetti collaterali

Rischi e controindicazioni dell’Aloe Vera

Le controindicazioni dell’Aloe Vera esistono e vanno tenuta in grande considerazione, anche se puà sembrare strano essendo un princpio naturale.

Infatti, pur trattandosi di sostanze naturali, provenienti dalle foglie di una pianta, gli estratti di Aloe vera devono essere assunti con le dovute precauzioni.

Le controindicazioni dell’Aloe Vera iniziano – seppur in forma molto leggera – con l’assunzione per via orale.

Assumere un consistente contenuto di questo prodotto, a meno che non si è sotto controllo medico e quindi consigliato da un esperto del settore, può generare alcuni fastidiosi inconvenienti.

Primo tra tutti, un’antipatica sensazione di nausea e di acidità.

Comunque, a parte tutto, manca ancora un preciso dato medico, relativo alla quantità assumibile di Aloe che sembrerebbe aggirarsi a non più di più di 250 ml al giorno.

Infatti, se utilizzati in concentrazioni troppo elevate, questi prodotti possono arrivare a risultare potenzialmente tossici sia in caso di ingestione che di utilizzo topico.

Rischio allergie

Nel primo caso si possono verificare episodi di crampi, accompagnati da diarrea, nel secondo caso si possono sviluppare leggere forme di allergie, annesse direttamente alla pianta.

Oppure potrebbero entrare in contrasto con sintomatologie preesistenti; in alcuni casi, l’Aloe può causare eruzioni cutanee ed infiammazioni.

Ad essere responsabile di questa tossicità è soprattutto una sostanza contenuta negli estratti di Aloe vera, detta aloina che, a causa dei problemi che può indurre, viene in genere rimossa durante il processo produttivo.

Nonostante questo accorgimento, tuttavia, gli estratti di Aloe vera, contenenti aloina in quantità superiori al normale, potrebbero eventualmente causare spiacevoli effetti collaterali.

Rischio tossicità e mutazioni

Uno studio medico, della durata di due anni, condotto dal National Toxicology Program (NTP) statunitense, ha evidenziato che l’assunzione di estratto grezzo di Aloe vera è in grado di aumentare l’attività carcinogenica (sviluppo del cancro).

Questo nei ratti, sia di sesso maschile che femminile.

Secondo l’NTP, tuttavia, sono ancora necessari studi dettagliati, per determinare i rischi potenziali per gli esseri umani.

Bisogna inoltre precisare che gli estratti grezzi non vengono impiegati tal quali per la realizzazione dei prodotti su scala industriale.

Nell’Aloe vera sono tuttavia contenute diverse sostanze biologicamente attive (fitochimici) che attualmente sono oggetto di studio allo scopo di determinarne con precisione gli effetti sull’organismo umano; per alcune di esse, ad ogni modo, si sospetta la tossicità.

Aloe vera e intestino

L’Aloe, inoltre, è una pianta ad Antrachinoni, sostanze responsabili della peristalsi intestinale, con conseguente azione lassativa, i cui effetti indesiderati si mostrerebbero a distanza di circa 7 – 12 ore dall’assunzione della pianta.

In pratica, l’Aloe può essere utilizzata per combattere la stipsi ma, comunque non va assolutamente assunta in modo arbitrario, senza il consulto e la supervisione di un medico specializzato.

Tuttavia, durante il processo di produzione del succo di Aloe, o di altri prodotti contenenti questo elemento, si eliminano queste sostanze “purganti” svolgenti funzione lassativa, con annessi dolori e altro.

Ad ogni modo, non è possibile essere sicuri al 100% che, nonostante questi processi produttivi, in soggetti fortemente allergici o particolarmente intolleranti, non possa accadere nulla.

Sarebbe sempre consigliato, informarsi sulla lista degli ingredienti e sui processi lavorativi delle foglie della pianta di Aloe.

Va comunque sempre tenuto a mente che si parla di situazioni altamente estreme.

Riferite in particolar modo all’utilizzo in primis di succo di Aloe e in relazione a casi di sovradosaggio.

O di un abuso prolungato e smodato di un prodotto contenente un’ alta concentrazione di Aloe pura (in riferimento sempre all’ estrazione dalle foglie).

Controindicazioni dell’Aloe vera

È bene, quindi, che alcune categorie di persone evitino nel modo più assoluto, o quanto meno prendano dovute precauzioni, l’utilizzo di prodotti a base di Aloe vera.

Questo vale in particolar modo quelli da assumere per via orale e/o contenenti elevate concentrazioni di questi estratti.

Ecco i casi in cui questi prodotti sono controindicati, soprattutto in relazione all’azione lassativa di cui sopra è stato specificato:

  • Appendiciti e altre infiammazioni intestinali
  • Malattia di Crohn
  • Colite ulcerosa
  • Emorroidi
  • Dolori addominali
  • Assunzione di particolari categorie di farmaci (antiaritmici, corticosteroidi, diuretici, glicosidi cardiaci)

Da aggiungere, anche, due casi di contrasto con l’assunzione di Aloe, per motivi specifici ma differenti, da quelli sopra citati, come:

  • L’aver subito una recente laparotomia, perché l’ Aloe ritarda la cicatrizzazione di tagli verticali e profondi
  • Trovarsi in fase di allattamento (l’ Aloe rende il latte materno amaro e sgradevole di sapore)
  • Per i bambini di età inferiore ai 12 anni perché il succo di Aloe può provocare un abbassamento del potassio
  • Gravidanza, sospetta gravidanza o tentativi di concepimento in atto: l’ Aloe, in alcuni casi, soprattutto in soggetti fortemente intolleranti, può causare crampi addominali che, in casi molto remoti, ma comunque possibili, possono creare minacce di aborto
  • Mestruazioni, per lo stesso motivo di cui ora spiegato, non c’è bisogno di aggiungere dolori addominali al basso ventre in presenza di altri

Overdose da Aloe vera, i sintomi

In caso di ingestione di quantità eccessive di Aloe vera, soprattutto se prolungate per lunghi periodi, è possibile che si manifestino i seguenti effetti collaterali:

  • Crampi allo stomaco e addominali
  • Diarrea (e possibile riduzione dell’assorbimento di farmaci)
  • Disfunzioni renali
  • Alterazioni elettrolitiche
  • Disidratazione
  • Interazioni con farmaci

Quando invece si abusa di prodotti per uso topico contenenti Aloe vera, i sintomi più frequenti e inconfondibili sono rappresentati da:

  • Eritema
  • Dermatite da contatto
  • Fototossicità (eritemi o ustioni a causa del sole)

Infine, bisognerebbe evitare di assumere Aloe vera (soprattutto per via orale) se già si soffre di allergie a cipolla, aglio, tulipani e piante simili.

In tutte queste persone, le probabilità di reazioni allergiche all’aloe sono nettamente superiori.

Non farsi ingannare

Attenzione a non farsi trarre in inganno dal fatto che l’ Aloe è diffusamente commercializzata. Al punto che la si può tranquillamente comprare, sotto ogni forma, in qualunque supermercato.

Indispensabile ricordare, quando si decide di assumere il succo d’ Aloe che bisogna rispettare i dosaggi riportati sulle confezioni.

E di non commettere l’ errore di pensare che, solo perchè si parla di un rimedio naturale, lo si possa  utilizzare sempre e in modo smisurato.

Come in tutto ciò che si assume a scopo terapeutico, o preventivo, è sempre bene indicato seguire un ciclo che può durare in tempi diversi.

Questo in base alla terapia da seguire o all’ uso che se ne voglia fare per poi interrompere.

Lla ciclicità, in questo caso, non solo è una condizione quasi obbligatoria ma necessità assolutamente di una supervisione specialistica.

2 Commenti

  1. danilo
  2. Giovanni Lattanzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.