Come si manifesta la fame d’aria?

La bronchite cronica è una patologia che si manifesta con tosse e catarro persistenti per oltre tre mesi all’anno o per due anni consecutivi. Si tratta, in genere, di un’infiammazione cronica dovuta al fumo di sigaretta, ma anche all’inquinamento domestico e ambientale. Potrebbe degenerare, se non curata bene, in enfisema polmonare (un eccessivo aumento del contenuto di aria all’interno dei polmoni). La cura consiste nell’uso di farmaci che regolano la produzione di muco o di antibiotici per debellare le infezioni batteriche. Naturalmente per eliminare del tutto la bronchite cronica è consigliabile smettere di fumare.

L’asma è un’infiammazione cronica delle vie aeree che si manifesta con tosse secca, senso di oppressione al torace, respiro sibilante e dispnea, appunto. Questo succede quando i bronchi, sottoposti ad un’eccessiva attività, si ostruiscono provocando un restringimento delle vie aeree. La cura dell’asma è a base di medicinali broncodilatatori, corticosteroidi, ma anche di antistaminici, anticolinergici, cromoni e teofillinici. Nei casi più gravi più gravi, invece, è consigliabile effettuare il vaccino a base di immunoglobine.

La bronco pneumopatia cronica ostruttiva è un’infiammazione che ostruisce il passaggio di aria all’interno dei bronchi. La patologia interessa anche i polmoni quando è provocata dall’inalazione di particelle nocive come il fumo di sigaretta. Il sintomo principale di tale malattia è la difficoltà a respirare sia a riposo che quando si fa uno sforzo. Inoltre può manifestarsi anche tosse con catarro. Prima di tutto, occorre eliminare il fumo. In secondo luogo, a seconda dell’entità della malattia, si possono utilizzare broncodilatatori a breve durata oppure quelli di lunga durata insieme al cortisone. E’ necessario inoltre sottoporsi ad un trattamento riabilitativo presso un centro specializzato.

Quando la “fame d’aria” è dovuta a problemi circolatori, le cause possono essere: anemia o scompenso cardiaco. La prima, che è caratterizzata da una riduzione del numero dei globuli rossi e quindi dell’emoglobina che trasporta l’ossigeno nel sangue, può provocare la dispnea a causa di una ridotta ossigenazione dei tessuti.

Per curare questa malattia bisogna eliminarne le cause e procedere ad eventuali trasfusioni di sangue. Lo scompenso cardiaco è un’attività anomala del muscolo cardiaco, che non riesce a portare la giusta quantità di sangue in tutto l’organismo. Questa situazione, se prolungata, comporta insufficienza respiratoria anche grave.

Altre cause di dispnea possono essere: alcune malattie neurologiche (come la sclerosi multipla), deformazioni del torace (esistenti fin dalla nascita o comparse in conseguenza di traumi), problemi di tipo psicologico (stress, ansia, attacchi di panico).

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