Come si cura la malaria?

La malaria non ha risparmiato neppure il bell’attore George Clooney, che l’ha contratta durante un viaggio in Sudan e che fortunatamente ne è guarito in brevissimo tempo. Questa infezione è provocata da un parassita, chiamato Plasmodium, che si trasmette tramite le punture della zanzara “Anopheles”, e che si trova soprattutto in Asia, Africa e Sud America. Il parassita, una volta entrato in circolo nel sangue, si riproduce nel fegato della persona colpita. Uscito poi dal fegato, il Plasmodium va ad infettare i globuli rossi.

La malaria si può curare, ma è importante riconoscerla tempestivamente e combatterla con le cure appropriate. Diversamente, potrebbe anche rivelarsi fatale. Ci sono varie forme di malaria, e vi sono parassiti più pericolosi di altri, anche per la loro resistenza ai farmaci. In particolare, quattro sono i parassiti in grado di provocare la malaria nell’essere umano: P. malarie, P. vivax, P.falciparum e P. ovale. Molti parassiti vengono riconosciuti anche in base alla zona in cui ci si trova, o attraverso le analisi del sangue. Il caso di George Clooney è indicativo del fatto che, se presa in tempo, la malaria può essere affrontata e quindi non è pericolosa. Purtroppo però spesso le persone che vivono nelle zone a rischio non possono accedere facilmente alle cure e quindi la malaria ne provoca la morte. Siccome in alcuni luoghi c’è comunque il rischio di contrarre questa infezione, prima di partire è bene fare la profilassi. Il parassita viene individuato subito facendo gli esami del sangue. Prima di mettersi in viaggio è preferibile consultare il sito della Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni (www.simvim.it) per avere informazioni più precise sui centri italiani di medicina dei viaggi presenti nei Paesi a rischio.

Quali sono i sintomi della malaria?

I sintomi di questa infezione compaiono in genere tra il 7° ed il 15° giorno dall’infezione, ma spesso anche dopo un bel po’ di tempo. I sintomi sono simili a quelli di una banale influenza, e quindi non sempre è facile riconoscerli. Se si è tornati da un Paese a rischio e si avvertono i primi sintomi, meglio non aspettare e consultare il medico. Bisogna allertarsi se si ha febbre persistente, vomito, mal di testa, malessere generale.
I farmaci che curano la malaria
E’ indispensabile individuare il parassita che ha originato l’infezione per valutare i farmaci più adatti. L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) raccomanda sempre, prima di iniziare la cura farmacologica, di individuare in maniera certa il parassita responsabile. L’Oms in genere prevede, a seconda delle situazioni, un farmaco a base di artemisia associato ad un’altra molecola. I farmaci come la sulfadossina-pirimetamina e la cloro china non sono più molto efficaci, poiché con il tempo si sono diffuse le resistenze.

Le precauzioni anti-malaria

Per limitare il rischio di punture di zanzara (il veicolo principale di contagio della malaria) nei Paesi a rischio, è opportuno seguire anche una cura preventiva. Questa va cominciata una settimana o un giorno prima di partire e va proseguita per 4 settimane dopo essere tornati a casa. I farmaci preventivi devono essere prescritti dal medico, ed è necessario seguire le sue indicazioni in modo scrupoloso. Il trattamento preventivo, però, non assicura l’efficacia al 100%, quindi se nonostante tutto accusate sintomi che possono ricondurre alla malaria, rivolgetevi subito al medico specificando in quale zona siete stati.

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1 commento su “Come si cura la malaria?”

  1. Un articolo molto esauriente ed utile.
    Volevo fare solo una precisazione ; ad un certo punto si parla della zanzara che trasmette la malattia, essa viene definita VEICOLO .
    Sappiamo che i veicoli sono quegli oggetti, compresa l’acqua, che fanno da tramite per la contrazione della malattia.
    Siccome la zanzara è un insetto e non un oggetto si tratta di VETTORE.

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