Come prevenire la trombosi?

Le malattie cardiovascolari (trombosi, infarto, ictus) rappresentano la causa del 54% dei decessi tra le donne. Almeno 120 mila donne, in Italia, perdono la vita a causa della trombosi. Nonostante questi dati allarmanti, secondo alcuni sondaggi, soltanto 13 donne su 100 ritengono queste malattie delle minacce serie alla propria salute. La trombosi, in particolare, è una patologia in aumento tra la popolazione femminile, ma purtroppo ancora sottovalutata. Per questo motivo, gli esperti invitano le donne ad essere attente ad eventuali campanelli d’allarme e ad effettuare test periodici e visite specialistiche per evitare complicazioni. La trombosi consiste nella formazione di un

Le malattie cardiovascolari (trombosi, infarto, ictus) rappresentano la causa del 54% dei decessi tra le donne. Almeno 120 mila donne, in Italia, perdono la vita a causa della trombosi. Nonostante questi dati allarmanti, secondo alcuni sondaggi, soltanto 13 donne su 100 ritengono queste malattie delle minacce serie alla propria salute. La trombosi, in particolare, è una patologia in aumento tra la popolazione femminile, ma purtroppo ancora sottovalutata. Per questo motivo, gli esperti invitano le donne ad essere attente ad eventuali campanelli d’allarme e ad effettuare test periodici e visite specialistiche per evitare complicazioni. La trombosi consiste nella formazione di un accumulo di sangue (appunto, trombo) in un’arteria o vena, che chiude i vasi in tutto o in parte, provocando una riduzione del flusso sanguigno. La trombosi può avvenire nelle vene superficiali delle braccia o delle gambe, oppure a livello più profondo (in un’arteria o vena del cervello, della retina, dell’addome). Si parla di “tromboflebite” quando il trombo ostruisce le vene in superficie che si trovano sulle gambe o sulle braccia, e di “trombosi venosa profonda” se va a colpire una vena profonda.

I sintomi

Nella gamba o nel braccio colpite da trombosi venosa, nel punto in cui si forma il grumo di sangue, compare gonfiore e arrossamento, accompagnati da un cupo dolore. Le dita della mano potrebbero diventare bluastre o pallide, a causa del rallentamento del flusso sanguigno. Quando il trombo si forma negli organi interni o nelle arterie i sintomi sono molto più preoccupanti e seri: può subentrare perdita di coscienza, della vista, della capacità di parlare, debolezza, senso di nausea, palpitazioni e dolore al petto. Questi sintomi possono essere campanelli di allarme di un ictus o di un infarto, quindi conviene non sottovalutarli mai, anche se dovessero scomparire dopo qualche secondo. E’ necessario riferirli al medico. La trombosi venosa profonda potrebbe causare gravissime conseguenze, se non viene diagnosticata e curata in tempo. Possono insorgere complicanze varie, come l’embolia polmonare, l’ischemia, l’infarto del miocardio, un ictus. La trombosi colpisce in particolare le donne, per una serie di fattori: maggiore propensione al fumo, maggiore stress, uso diffuso della pillola anticoncezionale, abitudini di vita scorrette. Gli ormoni svolgono una funzione protettiva dalle malattie cardiovascolari, per questo la maggior parte dei problemi insorge dopo l’arrivo della menopausa, quando l’equilibrio ormonale cambia favorendo la comparsa di diabete, ipertensione, sindrome metabolica, obesità, tutti fattori a rischio per la trombosi.

L’importanza della prevenzione

Le malattie cardiovascolari si possono prevenire con risultati soddisfacenti. Lottare contro il sovrappeso è fondamentale fin dall’infanzia. La prima regola di prevenzione da seguire è praticare un’attività sportiva. Fare regolarmente esercizio fisico per circa 40 minuti tre/quattro volte durante la settimana aiuta a mantenere il peso forma, a ridurre il livello di zuccheri e grassi nel sangue, a proteggere il cuore e le arterie. Altra regola di prevenzione da seguire è astenersi dal fumo, poiché le sostanze contenute nelle sigarette rendono meno elastiche le pareti venose e con il tempo potrebbero ostruire le arterie. Inoltre, è necessario misurare la pressione arteriosa almeno una volta all’anno, fin da quando si è piccoli; effettuare una visita cardiologica con elettrocardiogramma una volta all’anno, superati i 35 anni; effettuare gli esami del sangue almeno una volta all’anno, dopo i 35 anni; effettuare EcocolorDoppler delle carotidi, dopo i 50 anni.

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