Che cos’è la schizofrenia?

La schizofrenia, è una malattia mentale cronica, difficile e problematica che colpisce un numero non proprio ridotto di persone in tutto il mondo. Si tratta di una malattia psichiatrica che ha effetti sulla persona a tal punto di limitarne l’attività. Alcune ricerche hanno constatato che la schizofrenia colpisce maggiormente gli uomini rispetto alle donne.

E’ un disturbo mentale psicotico che è caratterizzato da sintomi che si manifestano nel comportamento e nel pensiero dell’individuo e che sono la causa principale dei problemi sociali che derivano da questa difficile malattia.

I problemi che colpiscono la mente e che nella schizofrenia sono riconducibili alla psicosi, si riscontrano quando i pensieri della persona malata sono completamente lontani dalla realtà e da ciò che lo circonda.

Per esempio lo schizofrenico può sentire voci e vedere persone che non esistono, o ancora sentire insetti sul proprio corpo quando non ci sono. Il tutto in una sorta di allucinazione costante. L’individuo colpito da questo problema, in alcuni casi arriva anche a parlare in modo non sensato e comportarsi in maniera anomala. Un altro sintomo è la catatonia che consiste in anomalie sia motorie che comportamentali, inoltre lo schizofrenico può essere vittima di paranoie che lo spingono a ideare dei complotti contro la sua persona da parte degli altri.

I differenti tipi di schizofrenia

Esistono ben cinque differenti tipi di schizofrenia, che vengono classificati in base ai sintomi che la persona manifesta al momento della diagnosi.

  • Schizofrenia paranoide: l’individuo è preoccupato e deluso da una o più cose, o è vittima di allucinazioni sonore, ma non è vittima dei sintomi di una schizofrenia disorganizzata.
  • Schizofrenia disorganizzata: i sintomi più evidenti in questo caso sono discorsi e comportamenti privi di senso. I sintomi non sono tanto gravi da essere riconducibili a una schizofrenia catatonica.
  • Schizofrenia catatonica: la persona affetta da questo tipo di schizofrenia manifesta almeno due dei seguenti sintomi: difficoltà e resistenza nei movimenti, movimenti eccessivi o anormali. In alcuni casi la persona dice o ripete quello che gli altri dicono o fanno.
  • Schizofrenia indifferenziata: questo tipo di schizofrenia è caratterizzata da due o più episodi che rivelano i seguenti sintomi: delusione, allucinazioni, discorsi o comportamenti privi di senso, comportamento catatonico, che tuttavia non sono riconducibili ad altri tipi di schizofrenia.
  • Schizofrenia residua: in questo caso i principali sintomi della schizofrenia possono essere assenti, anche se l’individuo soffre di alcuni sintomi negativi. La persona per esempio potrebbe essere completamente disinteressata a quello che la circonda o non parlare.

Anche se gli studi fatti per quanto riguarda la schizofrenia nei bambini non sono molti rispetto a quelli svolti sugli adulti, le ricerche hanno trovato che i bambini che hanno compiuto sei anni, possono manifestare gli stessi sintomi di schizofrenia che si trovano negli adulti, e in alcuni casi la presenza di questi problemi continua anche con la crescita.

Le origini

Il termine schizofrenia è stato per la prima volta usato nel 1911, e prima di allora era stata già evidenziata la sua diversità rispetto ad altre malattie mentali nel 1887 da Emil Kraepelin. Anche se la storia della schizofrenia è piuttosto recente, vi sono dei riscontri anche negli scritti antichi. Egiziani, Indu, Cinesi, Greci e anche Romani hanno prodotto degli scritti dove vengono descritti i sintomi della schizofrenia. Durante il medioevo, la schizofrenia, assieme ad altre malattie mentali veniva interpretata come un chiaro segnale di possessione da parte di uno spirito o addirittura del diavolo.

Le cause e lo sviluppo

Una domanda che spesso viene posta riguarda alla schizofrenia è se essa è o meno ereditaria. Come la maggior parte dei disturbi mentali la schizofrenia non può passare da generazione in generazione in modo genetico. L’unico aspetto interessante è che la schizofrenia è piuttosto data da un’insieme di fattori genetici, psicologici e anche ambientali.

Geneticamente la schizofrenia così come il bipolarismo hanno delle caratteristiche comuni, dove vi sono una serie di geni a rischio, anche se entrambe evidenziano dei fattori genetici unici.

Il rischio di schizofrenia sembra potersi presentare anche prima del parto. Gli studi hanno evidenziato che gli individui che hanno una madre che ha subito alcuni tipi di infezione durante la gravidanza, sono dei soggetti a rischio. Difficoltà durante l’infanzia, come la perdita dei genitori, situazioni economiche di povertà, e violenze subite o ancora, abusi psicologici, sessuali o emozionali, possono essere uno spunto valido per la comparsa di questa malattia.

I sintomi

I sintomi della schizofrenia sono vari e possono essere classificati in sintomi positivi e negativi.

I sintomi positivi sono quelli simili a quelli della psicosi e sono:

  • Credenze che non hanno basi reali
  • Le allucinazioni che consistono nel sentire, vedere e anche odorare o assaporare cose che non hanno alcuna base reale.
  • Discorsi privi di senso
  • Comportamenti privi di senso
  • Catatonia

I sintomi negativi, sono meno riconducibili ai sintomi psicotici e sono:

  • Inespressività facciale
  • Mancanza di parola
  • Mancanza di motivazione

La diagnosi

Così come accade per altri problemi mentali, la diagnosi non è in grado di offrire alcun tipo di test che possa indicare in modo definito se una persona è affetta o meno da schizofrenia. Durante il processo di diagnosi devono essere valutate la natura e la durata dei sintomi. Tuttavia un attento studio del caso da parte di un esperto con l’aiuto dei familiari e in base anche alla storia clinica dell’individuo possono aiutare nel capire il problema. Per una diagnosi completa devono essere valutati tutti gli aspetti della persona: orientazione sessuale, religiosa, culturale, etnica, e anche lo stato socio economico. Ogni aspetto può aiutare a comprendere e affrontare la schizofrenia. In alcuni casi vengono anche svolti dei controlli sullo stato fisico del soggetto, per capire se vi sono delle condizioni mediche o di saluto che possano causare problemi psicologici.

Durante lo studio del caso, l’esperto cerca di capire se l’individuo soffre di allucinazioni o delusioni, di depressione o di sintomi maniacali e ancora di stati di ansia. Viene valutato anche l’eventuale uso di sostanze stupefacenti (droghe e alcool) e eventuali disturbi della personalità o della persona. Siccome alcuni sintomi della schizofrenia, sono riconducibili anche ad altre malattie mentali, la ricerca serve per stabilire qual è il reale problema della persona. Alcune malattie mentali come quelle che appartengono ai disturbi di personalità multipla sono difficilmente distinguibili dalla schizofrenia..

Oltre a fornire dei trattamenti adeguati a seconda della diagnosi, in caso di schizofrenia è bene anche tentare di migliorare le condizioni di vita del soggetto schizofrenico, per evitare situazioni limite, considerando che le persone schizofrenico sono soggetti a rischio per quanto riguarda il suicidio.

3 Commenti

  1. elita malorgio
  2. Ilaria Mancini
  3. Carolina

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