Cosa sono i fondi obbligazionari?

Cosa sono i fondi obbligazionari? Prima di darne una definizione, ci teniamo a sottolineare che questa tipologia di fondo è da evitare, dal momento che è caratterizzata da costi piuttosto rilevanti, tali da annullare anche un’accurata operazione di diversificazione. L’acquisto di un ETF obbligazionario, infatti, comporta il comprare una sorta di costo-opportunità che è sicuramente differente da un paniere statico di titoli.

Questi fondi, che vengono definiti anche OICR entrano nel mercato italiano nel 1984. Lo scopo dichiarato è quello di raccogliere le somme dei risparmiatori per poterle investire servendosi di una società di gestione, trattandoli come se fossero un unico patrimonio.

Nella fase iniziale, esistevano tre tipi di fondi:

  • obbligazionari
  • azionari
  • bilanciati

L’errore di fondo commesso da molti è relativo alla convinzione che ad ogni fondo faccessero capo solo ed esclusivamente la tipologia di fondo connessa e al quale il nome fa richiamo. In realtà, però, non è così.

Questo significa che un fondo bilanciato ha la possibilità di consentire un investimento in azioni compreso tra il 10 e il 90%, un fondo azionario una percentuale minima del 70%. I fondi obbligazionari, invece, non possono investire in azioni ad eccezione di quelli nmisti. In caso di fondi liquidità, invece, è totalmete escluso il ricorso ad azioni.

In ogni caso, a prescindere dal tipo di fondo sottoscritto (e quindi dalle macro categorie) si possono considerare delle sottofamiglie. E’ il caso, ad esempio, dei fondi chiusi o di quelli aperti; di quelli di distribuzione o di accumulazione dei proventi, di quelli italiani o esteri, e via dicendo.

I diritti dei sottoscrittori del fondo sono tutti gli stessi, ovvero perdite e utili vengono allo stesso modo distribuiti, naturalemente tenendo conto delle diverse partecipazioni e, nello specifico, del numero di quote.

In questa famiglia di investimento rientrano anche le SICAV (ovvero le Società di investimento a Capitale Variabile) che sono diverse dai fondi comunemente intesi perchè in questo caso esiste una vera e propria società gerente il sui patrimonio è gestito con il fondo amministrato, di cui gli investitori possono essere considerati soci in ogni senso. Nei fondi classici, invece, l’investitore risulta essere titolare di una o più quote del fondo medesimo.

Naturalmente anche in questo caso la parola d’ordine è “differenziare” al fine di non non correre troppi rischi e di poter trarre proventi da più parti.

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