Come scegliere il cardiofrequenzimetro?

Il cardiofrequenzimetro è uno degli strumenti digitali più diffusi e utili nel mondo del fitness e dello sport.

Indispensabile per chi pratica attività sportiva a livello agonistico o amatoriale di alto livello, ma anche assai diffuso tra gli appassionati.

Di enorme utilità nell’esecuzione di un corretto allenamento, in realtà si rende assai utile anche nella vita quotidiana.

Andiamo quindi a scoprire come orientarsi tra i mille modelli esistenti sul mercato e capire come scegliere quello giusto per noi.


Come scegliere il cardiofrequenzimetro

I modelli di cardiofrequenzimetro

Dire “modello” implica la scelta della tipologia di cardiofrequenzimetro che vogliamo, e questo significa che ogni tipo ha una sua precisa struttura, diversa dalle altre. Il modello è un elemento molto importante da considerare prima di comprare un accessorio come questo, dal quale dipende anche la nostra salute, oltre alla forma fisica.

La struttura (ossia il modo in cui è fatto e quindi il come funziona) di un cardiofrequenzimetro ne influenza l’accuratezza come anche la comodità durante l’allenamento; esiste poi una valutazione personale, molto soggettiva, sul modello e la tipologia. Varia sensibilmente da utente a utente, ma non per questo è meno importante nella scelta, dato che dovrete essere poi voi a indossarlo e usarlo.

Il modello scelte, comportando una specifica struttura, determina anche importanti caratteristiche del cardiofrequenzimetro come – prima fra tutte – la connettività (e tutte le funzioni correlate). E ce ne occuperemo approfonditamente in uno specifico paragrafo.

Modelli di cardiofrequenzimetro in commercio

Andiamo quindi a scoprire e capire quali sono i vari modelli di cardiofrequenzimetro esistenti attualmente sul mercato; per ciascuno vedremo la struttura, le caratteristiche principali, ma soprattutto vantaggi e svantaggi offerti da ognuno di essi.

Cardiofrequenzimetro a fascia toracica + ricevitore

Si tratta del modello più classico e diffuso di cardiofrequenzimetro, diciamo il primo ad avere avuto una grande popolarità. Oggi però, con la comparsa dei sensori a luce pulsata, sta iniziando a perdere terreno, commercialmente parlando.

Cardiofrequenzimetro a fascia toracica + ricevitore

Si compone di una “fascia toracica”, ossia una fascia elastica regolabile che contiene il sensore al quale compete il compito di misurare i battiti del vostro cuore (in sostanza è il rilevatore) e di uno strumento digitale di misura, elaborazione e analisi dei dati.

Quando volete usarlo per l’allenamento, dovete indossare questa fascia facendo in modo che il sensore contenuto sia posizionato a contatto con la pelle in prossimità del cuore. Giova ricordare che il cuore non si trova a lato sinistro della cassa toracica, dove viene spesso idealizzato in libri e fumetti, bensì al centro, sotto lo sterno.

Il sensore della fascia è connesso a uno strumento digitale, che può avere forma di orologio o di bracciale; si tratta di un vero e proprio computer-ricevitore che raccoglie, registra ed elabora i dati provenienti dalla fascia-sensore. Un display permette poi la visualizzazione di tutti i dati.

Quando fate allenamento, quindi, al sensore compete il compito di rilevare il battito del cuore sotto sforzo e di inviare i dati allo strumento. Questo vi permette poi di visualizzare tutte le informazioni disponibili a seconda delle funzioni di cui è dotato il modello che avete scelto.

Questo tipo di cardiofrequenzimetro è quello più scelto e se ne possono quindi trovare sul mercato tantissime versioni in una vasta gamma di prezzi, e quindi anche di prestazioni.

Cardiofrequenzimetro da polso

I cardiofrequenzimetri da polso (a orologio, ma anche a braccialetto) appartengono a una seconda tipologia, e si differenziano dalla prima appena vista perché non richiedono la fascia toracica. Possiedono infatti un sensore interno che è in grado di rilevare la frequenza cardiaca.

Cardiofrequenzimetro da polso

Il tipo di sensore usato in questo modello è quello a “luce pulsata verde”. Si basa sulla recente applicazione pratica di una scoperta scientifica che ha evidenziato come la luce verde venga assorbita dal sangue in maniera variabile a seconda dell’intensità del flusso (del sangue). Si è infatti scoperto che il suo assorbimento aumenta a ogni battito, quando il cuore pompa maggiore quantità di sangue nelle vene, e diminuisce negli interbatitti.

Basta quindi usare un minuscolo LED di colore verde che pulsa con una frequenza molto elevata (infatti alla vista sembra essere costante) e un sensore che ne rileva la quantità assorbita/riflessa dal sangue; con questa accoppiata si riesce a determinare con elevata precisione il numero di battiti al minuto senza dover usare i fastidiosi sensori a fascia.

I dati raccolti da questo sensore ottico vengono elaborati dallo strumento e possono essere visualizzati sia direttamente sul suo display che inviati a uno smartphone connesso via Bluetooth.

Cardiofrequenzimetro a sola fascia toracica

Questo modello, quasi opposto al precedente, consiste invece nella sola fascia toracica che abbiamo conosciuto nel primo dei modelli esaminati, e manca totalmente di strumento ricevitore.

Cardiofrequenzimetro a sola fascia toracica

Infatti, a differenza del primo tipo visto, in questo modello il sensore presente sulla fascia si collega direttamente a uno smartphone e viene gestito da una apposita App, che legge, analizza ed elabora i dati.

Questo modello è il preferito da tutti gli sportivi, siano essi runner, nuotatori e altre categorie che vogliono evitare l’ingombro di strumenti da polso o a braccialetto durante l’attività fisica, perché potrebbero creargli fastidi o risultare assai poco pratici.

Inutile dire che si tratta di strumenti assai sofisticati e complessi, caratterizzati da prezzi considerevoli che li collocano nella fascia medio-alta, e che sono rivolti ad applicazioni di tipo pro o semi pro.

Offrono infatti (nei modelli più sofisticati) la possibilità di abbinare sensori aggiuntivi usati per rilevare informazioni di altro genere, oltre al battito cardiaco, specifiche dell’attività sportiva svolta.

Un esempio classico è il sensore che misura il numero di giri al minuto della ruota, nel ciclismo, o le bracciate al minuto, nel nuoto.

Vale la pena di ricordare che questi modelli hanno una discreta limitazione dovuta al fatto che la comunicazione sensore-smartphone richiede una distanza ridotta tra i due elementi, non superiore a un paio di metri.

Oltre si rischia di perdere la connessione e la trasmissione dati viene interrotta, perdendo informazioni importanti sull’allenamento in corso.

Dati e informazioni fornite dai cardiofrequenzimetri

Dopo aver esaminato i principali modelli di cardiofrequenzimetri esistenti sul mercato, andiamo a vedere cosa offrono concretamente allo sportivo.

Quali informazioni ci danno?

Questo elemento si riferisce alla quantità e tipo di informazioni che un cardiofrequenzimetro è in grado di estrapolare dai dati ricevuti dal sensore e fornire allo sportivo.

Capite subito che si tratta di un fattore molto importante nella scelta, perché deve essere attentamente valutato in base all’utilizzo che ne volete fare, ossia il tipo di attività fisica che svolgete ma anche il vostro livello atletico… e quello cui aspirate.

Frequenza cardiaca

La frequenza del battito cardiaco è un parametro basilare e che quindi che viene sempre monitorato in maniera molto precisa (con la fascia toracica o il sensore integrato a luce verde, non fa differenza) e sempre in tempo reale. I dati letti vengono sempre correlati con i valori che lo sportivo dovrebbe rispettare per restare nella fascia “allenamento sicuro” e non affaticare eccessivamente il cuore.

Profilo personale

Quando attivate per la prima volta il cardiofrequenzimetro esso vi richiede la configurazione base e in questa fase vanno inserite (volendo) anche varie informazioni personali come:

  • sesso
  • età
  • peso
  • altezza
  • livello d’allenamento

e altri dati simili, che vengono usati per creare un profilo sportivo personalizzato di riferimento.

Grazie a esso molti cardiofrequenzimetri permettono di attivare interessanti funzioni accessorie, come quella che individua l’intervallo di allenamento che consente di bruciare i grassi ma senza creare affaticamento cardiaco eccessivo; un segnale (allarme acustico o vibrazione) vi avvisa se i paramenti dell’allenamento stanno uscendo dalla fascia ottimale.

Velocità

Il cardiofrequenzimetro monitora e indica la vostra velocità (camminando o correndo) fornendo il valore

  • istantaneo, calcolato in tempo reale
  • medio, visualizzato ovviamente alla fine dell’allenamento

Andatura

Il dato dell’andatura si riferisce al tempo impiegato a percorrere ciascun chilometro del tracciato. Viene fornito sia nel valore istantaneo che come media dell’allenamento;

Distanza percorsa

Questo dato dipende dalla capacità di memoria del cardiofrequenzimetro; permette di salvare i dati relativi alla distanza totale percorsa nell’arco di vari periodi prestabiliti: giorni, settimane o persino mesi. Si rivela molto utile a runner e ciclisti.

Altimetro

La funzione altimetro richiede la presenza sullo strumento del sensore GPS (che analizzeremo più avanti) e fornisce la quota attuale espressa in metri sul livello medio del mare. La troveranno utile coloro i quali fanno attività sportiva in alta montagna. Restando a livello del mare serve a ben poco.

Cumulo

Il cumulo, che può essere positivo e negativo, richiede anch’ecco la presenza del rilevatore GPS; serve a calcolare il dislivello (positivo o negativo) del percorso seguito in allenamento.

Contapassi

Come dice il nome stesso, il contapassi calcola i passi fatti durante il periodo di rilevamento, che non strettamente dipendentemente dall’allenamento sportivo. Possono essere, infatti, anche misurati tutti i passi compiuti durante la normale giornata lavorativa o durante una passeggiata. Nonostante sia un dato basilare in qualsiasi attività motoria, la sua misurazione è molto spesso poco precisa, per non dire inaccurata, in particolare nei modelli di fascia economica.

Andatura e distanza percorsa in acqua

Si capisce facilmente che si tratta di un dato relativo a chi pratica attività sportiva in acqua ed è tipico solo di cardiofrequenzimetri di fascia medio-alta e alta, caratterizzati da impermeabilità effettiva e studiati per il nuoto anche in particolare in acque aperte.

Tempo di recupero

Lo strumento (dopo aver elaborato i dati rivelati in allenamento) vi indica il tempo di recupero ottimale per l’allenamento che ha monitorato; ottimale significa adeguato a riportare il cuore alla normale frequenza dopo quello specifico sforzo fisico.

Altre funzioni e specifiche

Oltre alla lettura ed elaborazione dei dati che abbiamo appena visto, esiste una ampia gamma di possibili funzioni che si possono aggiungere alla normale rilevazione dell’attività cardiaca che rappresenta il lavoro principale di un cardiofrequenzimetro.

Allo stesso modo esistono numerose specifiche tecniche, che si traducono in prestazioni speciali, che possono caratterizzare un cardiofrequenzimetro

Esse, ovviamente, ne influenzano le possibilità di uso, ma soprattutto il prezzo, motivo per cui vanno attentamente considerate e valutate ai fini dell’uso che se ne vuole fare.

Alcune sono davvero indispensabili per alcune categorie di sportivi, come l’impermeabilità per chi fa nuoto, ma tante altre sono solo gadget che non userete mai, ma che pagate all’acquisto.

Capite bene infatti che tante prestazioni e funzioni sono caratteristiche di un prodotto sofisticato e di fascia elevata, quindi più caro.

Valutate sempre bene se le funzioni disponibili vi sono davvero necessarie e non fatevi prendere dalla febbre dell’acquisto, dal “magari le potrei usare un domani”. Pensate all’oggi: spesso un modello essenziale e meno costoso copre perfettamente le vostre esigenze.

Caratteristiche accessorie del cardiofrequenzimetro

Andiamo ora a esplorare nel dettaglio le principali caratteristiche tecniche accessorie che possono arricchire un cardiofrequenzimetro:

Memoria

Come per computer e smartphone la memoria digitale del cardiofrequenzimetro gli permette di salvare dati degli allenamenti per creare un vero e proprio archivio, assai utile per seguire lo sviluppo del vostro percorso sportivo e i progressi fatti.

La capacità di archiviare dati dipende ovviamente dalla grandezza (capacità espressa in Byte come per smartphone e PC) della memoria

Se lo strumento è usato da più utenti ovvio che la memoria venga ripartita; i prodotti di fascia economica sono di solito mono utente, mentre quelli più evoluti possono arrivare fino a quattro.

Impermeabilità

Detta in inglese Waterproof indica la capacità dello strumento di essere immerso in acqua senza subire danni dovuti a eventuali allagamento.

Usando appositi materiali e adeguate soluzioni progettuali il cardiofrequenzimetro viene quindi reso impermeabile e adatto agli sport acquatici.

Vale però lo stesso discorso degli orologi definiti “subacquei”: 100 metri non garantisce di poter scendere a 100 metri e solitamente si divide la profondità indicata per 3 in maniera da avere un dato affidabile.

Alcuni modelli di cardiofrequenzimetro sono onestamente dichiarati in grado di “resistere a schizzi o veloci immersioni”, mentre quelli davvero impermeabili possono lavorare continuativamente anche a 50 m di profondità.

GPS

Il sensore antenna GPS legge i segnali della rete satellitare e permette allo strumento di individuare la posizione sulla Terra con uno scarto di errore davvero minimo. Cardiofrequenzimetro GPS può quindi registrare i Km percorsi e i dislivelli di quota, ma anche i percorsi fatti.

Cronometro

Una funzione elementare ma assai utile: cronometro, conto alla rovescia, sveglia, orologio.

Multi-sport

Si tratta di una funzione assai utile se praticate varie discipline sportive allo stesso tempo, ma la trovate solo sui modelli di fascia più alta (e quindi più costosi). Risulta utile perché rileva i tempi di passaggio tra le varie attività.

Activity tracker

In realtà questo termine racchiude una miriade di azioni specifiche che mirano a raccogliere e registrare un grande numero di informazioni connesse a varie specifiche attività sportive: si va dal numero di passi fatti in un giorno alle ore di sonno, ai piani di scale saliti e così via. Se pensate che vi siano utili o vi interessano queste funzioni aggiuntive dovere approfondire il tema degli activity tracker.

Connettività del cardiofrequenzimetro

La connettività, parola assai in voga nel nostro mondo digitale, indica la capacità de cardiofrequenzimetro di collegarsi elettronicamente ad altri dispositivi esterni e inviare loro dati per monitorarli in tempo reale ed elaborarli dopo l’allenamento.

Connettività interna

Il cardiofrequenzimetro del primo tipo che abbiamo esaminato, quello con fascia toracica + strumento, è certamente dotato di connettività, ma si tratta di una connettività interna che serve solo a far dialogare il sensore della fascia con lo strumento. Non è una connettività rivolta all’esterno, ossia in grado di dialogare con altri apparecchi.

La connettività cui invece ci riferiamo in questo paragrafo è quella verso l’esterno, usata per far dialogare appunto il cardiofrequenzimetro con smarthpone e tablet. E si tratta di una connettività real time, basata su protocolli di trasmissione Wi-Fi o Bluetooth.

Connettività USB

Molti modelli hanno una connettività “a filo”, ossia una porta USB con cui si possono scaricare i dati su un PC una volta tornati a casa, ma essa non è adatta a far dialogare il cardiofrequenzimetro con smartphone o tablet durante l’allenamento.

Connettività Bluetooth o Wi-Fi

Quella che ci interessa è infatti la connessione dati completa, basata appunto su protocolli di trasmissione Bluetooth o Wi-Fi, in grado di creare una vera linea di comunicazione tra il cardiofrequenzimetro e un mobile, come smartphone o tablet.

I cardiofrequenzimetri del tipo “a sola fascia” si basano proprio su questo metodo di connettività, dato che hanno un sensore interno di rilevamento del battito cardiaco direttamente collegato al sistema trasmissione dati, in grado di inviarli direttamente al dispositivo mobile al quale sono stati connessi durante la fase di configurazione.

Alcuni modelli di cardiofrequenzimetro del tipo “fascia + strumento” (solitamente quelli di fascia medio-alta o alta) hanno invece la possibilità di connettere a quest’ultimo a dispositivi mobile.

La connettività permette anche di sfruttare App dedicate specificamente al fitness che consentono di archiviare e visualizzare i dati di tutte le sessione d’allenamento, le proprie statistiche e condividere i risultati personali con quelli di altri, e persino sfidarli in avvincenti gare virtuali.

É bene ricordare che esistono anche cardiofrequenzimetri in grado di mostrarvi le notifiche del vostro smartphone per chiamate e messaggi in arrivo, ma questa è una peculiarità quasi esclusiva di smartwatch e activity tracker di fascia alta.

Aspetto esteriore e design

Il fattore estetico, aspetto o design, non ha molte implicazioni sulla usabilità ed efficienza del cardiofrequenzimetro, ma nel nostro mondo anche l’occhio vuole la sua parte. Ma è molto una questione di gusto.

Se per voi l’estetica è importante, allora valutatela con attenzione. Visto che questo apparecchio vi starà addosso per parecchie ore, magari anche quotidianamente o addirittura più volte al giorno, chiaro che vi deve piacere anche esteticamente.

Nel caso di cardiofrequenzimetri di alto livello, quelli con molte funzioni avanzate in grado di monitorarvi anche durante la quotidianità, ecco che diventa più importante scegliere il modello che si sposa con i vostri gusti.

Dato che lo userete per monitorare il vostro livello di attività fisica durante tutto l’arco della giornata, e non solo in allenamento, diventa importante che si presenti esteticamente gradevole e in sintonia con il vostro look e il vostro essere, perché lo esporrete comunque in contesti lavorativi e sociali non legati allo sport.

Attenzione quindi alla gamma di colori in cui è disponibile e allo stile che lo contraddistingue: assicuratevi che sia in linea con i vostri gusti e il vostro stile.

Oltre a valutare l’estetica sotto il punto di vista del design, è molto utile valutarlo sotto l’aspetto pratico:

  • · ergonomia e disposizione dei comandi
  • · comfort e materiali di cinturino e/o fascia toracica
  • · dimensione del display e la sua leggibilità (sia con luce forte che con poca luce)

Valutare i materiali del cardiofrequenzimetro

I materiali usati per costruire i cardiofrequenzimetri sono abbastanza standard: esternamente sono tutti fatti con materiali plastici e gomma. Quindi c’è ben poco da scegliere come tipo di materiale.

Quello che invece va valutato con attenzione e fa davvero la differenza è la qualità di questi materiali: robustezza della plastica usata per la cassa dello strumento o del contenitore del sensore; elasticità e comfort del tessuto impiegato per la fascia toracica; materiale trasparente del display; gomma del cinturino.

Altro aspetto che fa davvero la differenzia è il tipo protezione trasparente montato sul display, che può essere vetro oppure plastica; ma che può essere anche caratterizzato da maggiore o minore resistenza agli agenti esterni: usura, graffi, urti, UV.

La qualità del materiale è poi fondamentale per certe esigenze specifiche dello sportivo, come la garanzia di tenuta e durata per materiali impermeabili usati nei cardiofrequenzimetri subacquei per chi deve monitorare allenamenti di nuoto o altri sport acquatici.

Il valore del marchio

Attualmente sono molte le aziende che producono cardiofrequenzimetri, tutte con cataloghi ricchi di modelli di diversa tipologia, caratteristiche e fascia di prezzo.

Il consiglio che possiamo darvi non è quello di scegliere questa o quella marca a prescindere, solo per il brand famoso, ma di sceglierne uno noto, uno di quelli che vedete spesso al polso di altri.

Suggeriamo di scegliere un marchio conosciuto per due ragioni:

Primo perché avete maggiori garanzie di acquistare uno strumento efficiente e di buone prestazioni, preciso e affidabile, calibrabile sui vostri parametri e che vi darà dati certi, cosa fondamentale quando si ha anche fare con la propria salute: non dimenticate mai infatti che state monitorando la vostra attività cardiaca sotto sforzo.

Secondo per l’assistenza post-vendita, tanto per trovare con certezza eventuali pezzi di ricambio quanto per contare su un servizio di assistenza clienti efficiente e presente.

Tra i marchi più noti ci sono:

  • Polar, leader del settore
  • Suunto
  • Oregon Scientific
  • Sigma
  • Runtastic
  • Garmin
  • Beurer
  • Tomtom

Valutare il prezzo del cardiofrequenzimetro

Il costo di un cardiofrequenzimetro varia parecchio: ci sono modelli che partono 30 € fino ad arrivare a superare i 300 €.

Quello che conta però è capire perché un modello possa costare così tanto più di un altro.

Al momento di valutare l’acquisto di un cardiofrequenzimetro il prezzo è sicuramente un elemento importante, ma va tenuto presente che la cifra che state per spendere è direttamente proporzionata a caratteristiche e funzioni del prodotto.

L’ampia fascia di prezzo di questi prodotti è dovuta alla grande diversità di caratteristiche strutturali e di funzionalità che offrono. Generalmente il costo è proporzionale al numero di informazioni che il cardiofrequenzimetro fornisce, alle funzioni di cui dispone, alla durata delle batterie, alla qualità dei materiali e alle sue caratteristiche speciali.

Capite quindi da soli che prezzi bassi caratterizzando cardiofrequenzimetri essenziali e poco sofisticati, magari con poche opzioni di gamma e di design. Diciamo prodotti spartani, ma non per questo necessariamente di scarsa qualità.

La scelta saggia è quella che coniuga le vostre esigenze con i budget: scegliete modelli che hanno solo ciò che vi serve davvero e prendete il meglio tra essi nei limiti del budget previsto.

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