Che cos’è lo Yoga della risata?

Il movimento “Laughter Yoga” (Yoga della Risata) è stato fondato da un medico indiano, Madan Kataria. In pochi anni questo movimento, nato in India, ha raggiunto circa 60 Paesi, compreso il nostro.

Yoga della risata

Yoga della risata

Il principio cui Madan Kataria si ispira è che ridere fa bene sia al corpo che alla mente, quindi la risata, anche forzata, aiuta a raggiungere uno stato di benessere.

Questa disciplina particolare, che abbina esercizi di respirazione yoga e la pratica di sonore risate, si propone l’obiettivo di prevenire malattie legate allo stress dei nostri giorni, e combattere patologie mentali come la depressione.

La scienza e la medicina confermano la validità terapeutica della risata. Ecco uno degli straordinari esempi.

Lo scrittore Norman Cousins si ammalò nel 1964, e attraverso questa pratica è riuscito a salvarsi da un male pressoché incurabile. La guarigione è avvenuta grazie all’autosuggestione, che ha spinto lo scrittore a reagire alla malattia che lo attanagliava.

Questo caso, che ha suscitato sorpresa nella comunità scientifica ha spianato la strada ad altre ricerche su tale argomento.

Negli anni ’60 gli studi del dottor Fry hanno rilevato che i sistemi fisiologici dell’uomo vengono positivamente influenzati da una risata fragorosa, che produce nell’organismo le endorfine, sostanze in grado di alleviare e in alcuni casi inibire del tutto il dolore.

Yoga ed endorfine

Le endorfine, veri e propri “ormoni del benessere”, rinforzano il sistema immunitario, quindi ci aiutano ad ammalarci di meno.

In lingua indiana lo “Yoga della risata” viene denominato “Hasya yoga”, e si basa su un metodo che prevede esercizi di respirazione (pranayama) ed esercizi di risate stimolate.

Con questa tecnica si raggiunge una risata gioiosa e contagiosa, un ridere senza motivo che fa godere di una serie di benefici quali:

  • miglioramento della circolazione sanguigna
  • riduzione dello stress
  • maggiore ossigenazione cellulare
  • rafforzamento del sistema immunitario
  • minore probabilità di attacchi di panico, ansia e depressione
  • prevenzione di ipertensione e malattia cardio-vascolari

Si può fingere di ridere anche quando ci si sente tristi e malinconici.

Quando si inizia a sorridere si attivano meccanismi positivi che a loro volta diffondono gioia e benessere.

Una volta acquisita la tecnica, la si può esercitare ovunque ci si trovi. La seduta dura circa mezz’ora, ed ogni incontro si suddivide in tre fasi. Dopo la fase preparatoria, c’è quella centrale, in cui ci si esercita a ridere di cuore.

Ci si può ritrovare a ridere da soli o in gruppo: una singola risata deve durare 40 secondi al massimo, intervallata da respiri lenti e profondi.

L’obiettivo di questa tecnica è imparare a ridere senza un motivo preciso. La sessione termina con la meditazione e qualche minuto di raccoglimento in silenzio.

E’ la fase finale del rilassamento, nel quale i partecipanti restano distesi a terra con la testa rivolta verso l’alto. Io consiglio a tutti di provare questa disciplina.

D’altronde, è proprio vero quello che dicevano gli antichi: “Ridi, che ti passa”, oppure che “Ridere fa buon sangue”.

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