Come potare il pesco?

Chiunque si occupi di potatura sa che parliamo di un’operazione indispensabile in giardinaggio ma anche di frutticoltura che permette di dare alle piante la corretta forma di allevamento e di migliorarle in termini di produttività.

Questo vale in modo paticolare per una pianta delicata e preziosa come il pesco.

Per gli appassionati del genere e per chiunque voglia saperne di più, ecco una breve guida che spiega come potare del pesco, partendo dall’impianto delle giovani piantine fino alla fase della piena produttività.

Il pesco è un albero che può raggiungere un’altezza di 4-8 metri, ha una corteccia di colore marrone e getti di colore verde, a volte sfumati di rosso.

Le sue foglie sono appuntite, alterne, con fiori ermafroditi portati in zona apicale sui rami giovani

Alcune parti della pianta, come la corteccia, le radici, le foglie e i semi, contengono sostanze da cui derivano cianuri sostanze state usate per aromatizzare i liquori.

La pianta del pesco ha la tendenza verso una stabilizzazione apicale, ossia nella potatura deve essere sempre rispettata la presenza di un apice dominante.

Se l’apice viene rimosso o viene spuntata la pianta, questa tende a riaffermare tale dominanza di un apice, producendo anche masse di polloni intermedi che però non sono produttivi.

I fiori del pesco sono di colore rosa, ma c’è una notevole differenza tra le diverse varietà; i petali possono essere piccoli e stretti, oppure ampi e larghi.

Se i petali sono di colore più scuro-aranciato, i frutti saranno a polpa gialla, mentre se l’interno dei petali è sfumato in chiaro i frutti saranno a polpa bianca.

Principi base della potatura del pesco

Tutti gli alberi e gli arbusti, pesco compreso, per poter crescere hanno bisogno del loro spazio vitale, di spazio a sufficienza per avere uno sviluppo sano e una buona produttività soddisfacente.

Lo spazio necessario deve essere considerato in base alla forma di allevamento che si vuole dare alla pianta e anche in base alla vigoria del portainnesto.

Infatti, su portainnesti considerati deboli si svilupperanno piante che saranno più piccole e meno ingombranti. Mentre portainnesti molto vigorosi daranno origine a esemplari che avranno bisogno di molto spazio.

In termini pratici e in altre parole, i portainnesti che sono deboli possono essere piantati abbastanza in modo abbastanza fitto. Ad esempio 1-1.5 metri tra una pianta e l’altra e 3-4 metri tra una fila e l’altra.

Mentre gli esemplari considerati più vigorosi dovranno essere più distanziati, calcolando uno spazio necessario e vitale di almeno 15 o 20 metri quadrati per ciascuna pianta.

Se vi servono informazioni sugli attrezzi giusti da usare, eccovi la guida specifica.

Come potare il pesco?

Piantare il pesco

Prima di capire come potare il pesco, partiamo dalla sua messa a dimora.

Per cominciare le operazioni di messa a dimora degli alberi di pesco è necessario scavare una buca di generosa ampiezza, che va da 50×50 centimetri fino a 1×1 metro.

E con dimensioni che possono aumentare nel caso in cui il terreno sia particolarmente pesante e compatto.

Un consiglio molto utile è quello di prestare attenzione al profilo dello scavo: il profilo non deve essere concavo verso l’alto (a “U”, per intenderci), ma convesso (ossia a “U rovesciata”).

L’obiettivo è quello di  evitare che l’acqua che si è infiltrata nel terreno si accumuli sul fondo della buca causando fastidiosi problemi di marciumi radicali e asfissia.

Per compiere questa operazione basta riempire la buca creando un cono con la terra che si è precedentemente estratta.

Il panetto di terra che conterrà le radici della pianta andrà interrato in modo tale che dal terreno sporga la porzione del tronco.

La quale, anche durante le prime fasi di vita, è sempre stata esposta all’aria.

L’interramento non deve mai essere né troppo superficiale, né troppo profondo.

Prima di collocare il panetto di terra sul fondo della buca scavata, è bene distribuire uno strato di circa 4 o 5 centimetri di terriccio di buona qualità, per favorire il successivo sviluppo della pianta.

La prima potatura

Poi, una volta interrato il panetto bisognerà tagliare il fusto della pianta a un’altezza di circa 80 centimetri dal suolo, praticando un taglio obliquo e avendo l’accortezza di proteggere sempre la superficie di taglio con del mastice cicatrizzante per arbusti.

I rametti che si dipartono dal fusto non devono essere lasciati così come sono, ma devono essere cimati sempre analizzando e tenendo in considerazione le gemme che portano.

Su ogni rametto laterale devono essere lasciate almeno due o tre gemme che permetteranno il futuro sviluppo della pianta.

Ovviamente nel caso di un ramo “orbo”, cioè un ramo che non presenta gemme, avremo un ramo inutile che non sarà in grado di crescere.

Come potare il pesco al primo anno

La potatura, nei primi anni di vita dell’albero, deve essere effettuata per dare al pesco la sua forma di allevamento, definitiva ma in modo graduale.

In aprile si potrà intervenire sulla pianta eliminando i germogli che si sviluppano nei primi 30 o 40 centimetri dell’astone: andrà bene lasciarne cinque o sei nella porzione apicale.

I germogli devono sempre essere scelti in base alle loro caratteristiche di omogeneità e di sviluppo e i  rami vanno mantenuti sani e vigorosi. In un secondo momento si potrà eseguire una potatura verde scegliendo con cura quali saranno quei germogli che andranno a costituire l’impalcatura del vaso.

Solo i germogli che saranno ben inseriti e disposti in modo regolare andranno mantenuti.

Quelli in sovrannumero, invece, andranno eliminati. Questa operazione di torsione è molto importante perché favorirà l’attività fotosintetica senza però compromettere lo sviluppo e la forza degli altri germogli.

Come potare il pesco maturo negli anni successivi

Negli anni a venire il pesco andrà potato sempre seguendo un principio base molto importante: si mantiene una gemma apicale che si sviluppa in altezza, diradando i rami che si trovano sotto, in modo tale da lasciarli con una disposizione che potremmo definire a lisca di pesce.

Quando la pianta avrà ormai raggiunto i tre o quattro metri di altezza, le dimensioni potranno essere ormai considerate quelle finali e da qui in poi sarà necessario intervenire con potature che mantengano l’albero del pesco nella forma di allevamento desiderata.

Per fare questo è importante che la potatura venga eseguita non sul legno giovane (di un anno), ma sui rami che hanno almeno due anni. La pianta deve essere caratterizzata da fusto e rami spessi nella sua zona centrale, che si dirigono verso diametri più fini nelle aree periferiche della chioma.

È importante eliminare anche i germogli in schiena, ossia quelli che si sviluppano in modo verticale a partire da fusti che hanno un andamento più o meno orizzontale.

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