Lavoro Archives - Risposta Facile https://www.rispostafacile.it/articoli/lavoro/ Risposte facili alle tue domande Mon, 06 Feb 2023 11:55:58 +0000 it-IT hourly 1 https://www.rispostafacile.it/wp-content/uploads/2022/05/cropped-favicon-32x32.png Lavoro Archives - Risposta Facile https://www.rispostafacile.it/articoli/lavoro/ 32 32 Che cos’è il Job Hopping? https://www.rispostafacile.it/che-cose-il-job-hopping/ https://www.rispostafacile.it/che-cose-il-job-hopping/#respond Mon, 06 Feb 2023 08:16:59 +0000 http://risposte.guidaconsumatore.com/?p=7161 Il Job Hopping è un comportamento adottato da coloro che usano cambiare continuamente lavoro. I motivi sono tanti, ma questa pratica non sempre rappresenta un valore negativo per i lavoratori. Se interpretato nel modo giusto, può essere utilizzato come un valore aggiunto quando si cerca lavoro.

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Cos’è il Job Hopping

Cambiare frequentemente lavoro non è necessariamente deleterio per la persona e per la sua formazione professionale. Sembra che molti studi dimostrino come la pratica del Job Hopping abbia risultati positivi sui lavoratori.  Ogni individuo cambi lavoro più di 8 volte tra i 20 e i 30 anni, e questo dato non è assolutamente negativo anzi può essere considerato positivo per diversi motivi.

La psicologia sostiene che non si sa mai bene cosa ci piace fin quando non lo proviamo, un detto che si usa anche in cucina e che esprime l’esigenza per ogni persona di tentare varie vie per capire qual è la migliore. Possiamo quindi dire che avere tanti lavori nella prima parte della propria vita lavorativa non è uno svantaggio, ma è un buon modo per comprendere cosa si vuole davvero fare da grandi. Il Job hopping cioè la pratica di saltare da un lavoro ad un altro, non è quindi qualcosa di negativo per la propria crescita professionale, al contrario rappresenta un buon modo anche per mantenere alta la passione verso il proprio lavoro. I cambiamenti aiutano ad imparare ad essere pronti a nuove sfide e nuovi scenari.

Sembra che le persone che cambiano di frequente lavoro, garantiscano ottime performance, che rendono più facile ottenere una vera e propria posizione lavorativa rispetto anche a coloro che lavorano da anni nello stesso ambiente. Le aziende non sono restie a questo tipo di lavoratori, visto che la prospettiva di una persona che punta al posto fisso non affascina molto le società che cercano personale efficace e competente ma anche predisposto al cambiamento. Le aziende hanno bisogno di lavoratori capaci e se il cambiamento di lavori viene giustificato in modo giusto può essere interpretato come qualcosa di positivo.

Sfruttarlo a proprio vantaggio

La pratica del Job Hopping crea uno scenario piuttosto confuso. Da una parte si hanno le aziende che da un lato come accennato sopra apprezzano un lavoratore capace che non guarda al posto fisso ma ai traguardi da raggiungere, ma dall’altro le stesse aziende possono male interpretare questi cambiamenti e vederli come una mancanza di interesse da parte del lavoratore di contribuire al miglioramento della società.

Molto spesso quindi anche se il vostro curriculum presenterà un lungo elenco di lavori, la cosa essenziale da fare è quella di cercare di spiegare per ognuno di questi lavori la vostra intenzione di offrire un grande contributo all’azienda. Questo impegno non dipende quindi dalla durata del posto di lavoro, ma dalla mansione e dagli obiettivi raggiunti. Un curriculum non deve essere visto come un elenco di mansioni, ma come la storia della vostra carriera lavorativa, che se varia può essere utilizzata come un punto di forza.

E’ essenziale che spiegate le motivazioni che vi hanno portato a cambiare lavoro, a come i vostri obiettivi siano stati raggiunti e una volta fatto questo siete andati via. Il vostro ipotetico datore di lavoro vuole spiegazioni valide e non motivazioni che evidenzino pessime situazioni. Dovrete quindi trovare il giusto equilibrio tra i tanti lavori che avete fatto e dargli il giusto valore, per mostrare quanto più possibile le vostre capacità e ottenere il lavoro che desiderate.

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Come creare un’impresa? https://www.rispostafacile.it/come-creare-un-impresa/ https://www.rispostafacile.it/come-creare-un-impresa/#respond Sun, 17 Apr 2022 10:21:05 +0000 http://risposte.guidaconsumatore.com/?p=4467 L’idea imprenditoriale può riguardare i settori più svariati, ma per concretizzarsi ha bisogno di un requisito indispensabile: la fattibilità, ovvero la realizzabilità. Prima di passare alla pratica, è importante esaminare una serie di fattori che incidono sull’effettiva messa in opera dell’idea: il territorio nel quale si vuole realizzarla, l’investimento iniziale da sostenere, il vantaggio economico che potrà arrecare. Sarà utile elaborare un vero e proprio “progetto professionale”, che tenga conto delle competenze, delle attitudini, degli obiettivi.

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L’idea imprenditoriale

Come nasce un’impresa? L’idea imprenditoriale può riguardare i settori più svariati, ma per concretizzarsi ha bisogno di un requisito indispensabile: la fattibilità, ovvero la realizzabilità. Prima di passare alla pratica, è importante esaminare una serie di fattori che incidono sull’effettiva messa in opera dell’idea: il territorio nel quale si vuole realizzarla, l’investimento iniziale da sostenere, il vantaggio economico che potrà arrecare. Sarà utile elaborare un vero e proprio “progetto professionale”, che tenga conto delle competenze, delle attitudini, degli obiettivi.

Questo servirà a realizzare un’impresa che sia vicina e affine a quello che siamo. Un esempio? Se intendiamo aprire un negozio di abbigliamento, dovremmo essere persone disponibili, socievoli e magari appassionati di moda e ultime tendenze. L’idea imprenditoriale non può essere elaborata correttamente senza avere una approfondita conoscenza di se stessi e delle proprie capacità professionali.

Si passa poi ad analizzare due aspetti salienti per una buona riuscita dell’attività: la domanda e l’offerta, ovvero il mercato di riferimento dei beni o servizi che intendiamo offrire. In poche parole, dobbiamo tenere d’occhio le attività concorrenti, quelle che sono già operanti nel settore e che hanno già esperienza. Di ognuna prenderemo in considerazione i punti di debolezza e quelli di forza. Tale operazione ci serve per poterci in seguito differenziare, in modo da ritagliarci una fetta cospicua di clientela.

Altra operazione utile è l’individuazione del target di clientela cui ci rivolgiamo, che va catalogata in base a determinate caratteristiche. Si può, a questo fine, utilizzare la tecnica della “segmentazione demografica”, dividendo i potenziali clienti in base a specifiche variabili: tipologia di famiglia cui appartengono, sue dimensioni, età, sesso, classe sociale di appartenenza, grado di istruzione.

Elaborare il “Business Plan” per fare impresa

Il Business Plan è un documento che sintetizza l’attività imprenditoriale che si intende realizzare, e serve a sondarne l’effettiva fattibilità. Va redatto con attenzione e cura, con o senza l’aiuto di un consulente. Il business plan si divide in più parti. Analizziamole in dettaglio.

Prima di tutto si riassume in poche righe il “progetto di impresa”: quali sono i servizi che vogliamo offrire o i prodotti che intendiamo mettere sul mercato, le dimensioni e il target di tale mercato, i profitti economici che pensiamo di ottenere e i tempi di realizzazione.

Si passa poi a definire le competenze e i ruoli ricoperti da ciascun componente dell’impresa (a meno che non si tratti di un’impresa individuale).

Analisi preliminari

Successivamente è importante svolgere specifiche indagini e ricerche di mercato per definire il “mercato di sbocco”. Questo serve per delineare lo sviluppo della domanda e dell’offerta e individuare quali potrebbero essere i potenziali fruitori dei nostri beni e/o servizi

Questa parte del business plan deve contenere un’analisi dettagliata dei nostri concorrenti, i loro punti di forza e di debolezza, la competitività, l’individuazione di elementi di differenziazione dei prodotti e servizi

Nel paragrafo “approvvigionamento” si descrivono le fonti di approvvigionamento e le loro caratteristiche, il potere contrattuale dei fornitori.

Si deve poi descrivere quali sono i bisogni e le esigenze dei consumatori che vogliamo soddisfare tramite il nostro prodotto o servizio, le licenze e brevetti che servono per dare inizio all’attività, lo sviluppo del prodotto/servizio dalla sua creazione alla sua messa a punto e successiva immissione sul mercato.

Nel business plan non devono mancare cenni sugli aspetti organizzativi dell’impresa che si intende realizzare, individuando mansioni e ruoli professionali dei singoli dipendenti.

Marketing e previsioni

Il “piano di marketing” va compilato con molta attenzione: consiste nello scegliere il prezzo dei prodotti/ servizi (spiegando il motivo di tale scelta), elaborare precise tecniche di comunicazione e pubblicità, evidenziando quali sono i canali distributivi che si desidera seguire. Inoltre bisognerebbe prevedere l’evoluzione del mercato nei due anni seguenti, seguendone passo per passo l’andamento

Se si tratta di un’azienda di produzione è necessario mettere in evidenza le modalità di svolgimento del processo produttivo, i tempi e i macchinari, le tecniche per migliorare la qualità dei prodotti

E per finire il business-plan deve contenere delle previsioni economico-finanziarie circa l’attività, per un periodo che va da un minimo di 3 ad un massimo di 5 anni. Questo paragrafo è sicuramente il più difficile, perché bisogna possedere competenze tecniche per redigerlo in maniera corretta

L’ultima parte (eventuale) contiene descrizioni più particolareggiate e tecniche del processo di produzione, gli investimenti previsti, le previsioni economiche, il dettaglio dei costi, indagini di mercato e analisi statistiche, i curricula dei dipendenti.

Un Business Plan scritto in maniera chiara e corretta rende più facile l’eventuale accesso a fonti di finanziamento. In bocca al lupo!

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Come ottenere il Working Holiday Visa per l’Australia? https://www.rispostafacile.it/working-holiday-visa-per-l-australia/ https://www.rispostafacile.it/working-holiday-visa-per-l-australia/#respond Thu, 24 Feb 2022 13:47:17 +0000 http://risposte.guidaconsumatore.com/?p=6394 ll Working Holiday Visa (WHV), come già spiegato è un visto che permette di compiere un’esperienza all’estero di vacanza-lavoro. L’Australia è uno dei Paesi che aderisce a questo programma, ed è sicuramente una meta molto ambita dai giovani.

Il Working Holiday Visa - WHV per l’Australia permette di entrare nella terra dei canguri e restare per 12 mesi nel territorio australiano. L'Australia è uno dei tanti paesi che partecipa a questo tipo di programma. Molti giovani utilizzano questo mezzo per arrivare in un posto lontano e compiere un'esperienza davvero unica, avendo anche la possibilità di lavorare, ottenendo le risorse necessarie per il viaggio. I normali visti turistici hanno in Australia una durata di 3 mesi e soltanto in casi particolari possono essere rinnovati per 6 mesi. Non è consentito lavorare con un visto turistico, mentre con il WHV potrete lavorare in Australia per mantenere il vostro soggiorno.

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Il Working Holiday Visa per l’Australia

I vincoli che limitano il Working Holiday Visa per l’Australia sono quelli tipici del WHV in generale:

  • età compresa tra i 18 e i 35 anni
  • non lo si deve aver già ottenuto (il visto è ottenibile una sola volta)

Inoltre il WHV ha alcune limitazioni:

  • non si può lavorare per più di 6 mesi consecutivi con la stessa azienda
  • il lavoro non deve essere l’attività principale per la quale si va in Australia.

Durata:

  • Dal momento che si ottiene il visto ci sono 12 mesi di tempo per entrare in Australia
  • Dal momento in cui si entra in Australia è possibile trascorrere 12 mesi consecutivi sul territorio australiano
  • Se si esce e rientra il visto non è sospeso, e quindi la durata non aumenta.

Come ottenere il Working Holiday Visa per l’Australia

Il metodo più semplice è quello di fare una richiesta online sul sito del governo australiano.

In 24 ore, si riceve il visto nella casella e-mail e si è pronti ad andare in Australia. In alcuni casi i tempi si prolungano e viene chiesto di effettuare una visita medica presso delle strutture convenzionate.

Non disperate il vostro visto potrebbe essere comunque accettato senza visita medica. E’ possibile anche fare una richiesta  all’ambasciata australiana a Roma, ma i tempi sono generalmente più lunghi e l’iter è più complesso.

Per il rinnovo del visto, che può avvenire un’unica volta vi sono differenti soluzioni:

Prima fra tutte è la possibilità di rinnovare il WHV svolgendo almeno 3 mesi di lavoro ( anche non continuativo) in una fattoria (farm) o nel lavoro stagionale (fruit picking).

Il lavoro può essere svolto in periodi differenti, il fattore fondamentale è che somma dei tempi sia superiore ai 3 mesi. Il visto viene in questo modo rinnovato per ulteriori 12 mesi. I 12 mesi vengono comunque calcolati sulla base del vostro primo visto.

In sostanza se decidete di tornare in Italia dopo aver ottenuto il rinnovo, la data del secondo visto sarà comunque a partire dal vostro primo WHV, per un totale di 24 mesi.

Alternative per ottenere il Working Holiday Visa

Altre soluzioni sono sicuramente più complicate e necessitano dei requisiti fondamentali.

VISTO CON SPONSORSHIP

Parliamo del VISTO CON SPONSORSHIP che si ottiene tramite il datore di lavoro che garantisce per voi, permettendovi di rimanere.

SKILLED VISA

Inoltre vi è anche lo SKILLED VISA, ottenibile solo per alcune professioni, e con tempi burocratici e meccanismi difficili da sostenere.

La politica di immigrazione australiana è piuttosto rigida in particolare negli ultimi anni, il Working Holiday Visa deve essere infatti inteso come un’esperienza formativa di vacanza-lavoro, che non necessariamente può sfociare in una permanenza.

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Come diventare pizzaiolo? https://www.rispostafacile.it/come-diventare-pizzaiolo/ https://www.rispostafacile.it/come-diventare-pizzaiolo/#comments Tue, 30 Nov 2021 08:30:50 +0000 http://risposte.guidaconsumatore.com/?p=6410 Il mestiere di pizzaiolo, permette di lavorare in un ambiente giovanile e stimolante, essere in mezzo alla gente e perché no anche al centro dell'attenzione. Si può diventare pizzaiolo facendo la classica 'gavetta', oppure scegliere dei corsi per avere le basi giuste per svolgere questa antica professione.

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Nelle nostre città, quasi in ogni strada c’è una pizzeria. Il lavoro, quindi, non manca per chi per chi ha buona volontà e decide di intraprendere una nuova professione e diventare pizzaiolo.

L’arte di sfornare pizze si impara soprattutto in bottega. Ma per chi desidera avere una formazione veramente qualificata o vuole aggiornarsi sugli ultimi ritrovati della tecnica, ci sono molte scuole per pizzaioli che organizzano corsi e stage collettivi.

Ci troviamo in un periodo storico davvero particolare, in cui ‘imparare un’arte’ può essere un elemento ulteriore di distinzione nel mondo del lavoro, e la partecipazione a corsi in grado di fornire tutte le conoscenze necessarie per accedere al mondo del lavoro, nonché acquisire gli strumenti utili che verranno sfruttati nel momento giusto, è senza alcun dubbio una scelta davvero buona per il nostro futuro.

Corsi per diventare pizzaiolo

I corsi per diventare pizzaiolo sono solitamente suddivisi in una parte teorica e una pratica.

Nella teoria si parlerà delle  materie prime e degli impasti per la pizza. Nello specifico la descrizione di:

  • farine
  • lieviti
  • acque
  • sali
  • farciture

con relative classificazioni. E poi ancora

  • tipi, qualità e usi
  • modalità di impasto
  • fermentazione
  • lievitazione
  • attrezzature per gli impasti.

E sempre per quanto riguarda la teoria un altro aspetto fondamentale è la cottura della pizza:

  • forni ( a legna, a gas ed elettrici )
  • energie e materiale per la cottura
  • attrezzature per i forni
  • norme di sicurezza per gli impianti

La parte pratica invece riguarda la tecnica degli impasti e l’uso di diversi tipi di impastatrici, la stesura e la farcitura della pizza e infine le diverse tecniche di cottura.

Tutto questo sta alla base di un pizzaiolo provetto. Per diventare un bravo pizzaiolo tuttavia non è sufficiente un corso, che può comunque rappresentare un’ottima base da cui partire.

Serve l’esperienza, tanta esperienza. Esperienza che si può acquisire con anni di pratica ma anche con il lavorare in luoghi diversi.

Osservare e apprendere da chi è del mestiere da più anni è sempre la soluzione migliore unita a forza di volontà e duro esercizio. Molti dicono che anche la fantasia in questo mestiere sia un ingrediente fondamentale.

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Come scrivere un buon Curriculum Vitae? https://www.rispostafacile.it/come-scrivere-un-buon-curriculum-vitae/ https://www.rispostafacile.it/come-scrivere-un-buon-curriculum-vitae/#respond Thu, 24 Jun 2021 10:03:16 +0000 http://www.rispostafacile.it/?p=17143 Cercare lavoro e soprattutto trovarlo è un’attività impegnativa e difficile, che richiede tempo, pazienza e una vera e propria strategia di azione che vi permetta di ottenere dei risultati soddisfacenti. Uno degli elementi fondamentali nella ricerca di un lavoro è senza dubbio il curriculum vitae, che deve essere creato secondo determinati standard che lo renderanno interessante e utile al raggiungimento del vostro obiettivo.

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Scrivere il Curriculum Vitae è un passo importante nella ricerca di un’occupazione.

Il curriculum è il vostro biglietto da visita, il primo approccio con le aziende che cercano nuovi lavoratori. Per questo motivo deve essere formulato nel modo corretto.

Se desiderate che sia davvero efficace e vi permetta di entrare a far parte di un processo di selezione, deve riuscire a catturare l’attenzione di chi lo legge. Quindi le regole principali sono: sinteticità e chiarezza.

Il primo contatto tra il candidato e l’azienda cui ci si propone avviene, in genere, con la presentazione di un Curriculum Vitae. Questo viene letto e valutato da alcune figure professionali preposte alla selezione del personale.

Ogni selezionatore dedica circa venti secondi alla lettura di un curriculum, quindi è chiaro che la prima regola da seguire è : essere sintetici. La sinteticità è una dote molto apprezzata da chi seleziona il personale, quindi cercate di stilare un curriculum che non sia lungo più di due pagine.

Come è composto un curriculum

Il Curriculum Vitae, chiamato brevemente cv, deve essere redatto secondo uno schema preciso. Come titolo può scriversi nome e cognome del candidato, in grassetto o con un carattere grande, in modo che sia dato il giusto risalto.

È importante che curiate la forma, articolando le frasi in maniera chiara e lineare, evitando gli errori ortografici, che potrebbero compromettere l’intero contenuto. I concetti vanno espressi in modo preciso, evitate quindi di scrivere periodi troppo lunghi e dispersivi.

Scrivete il curriculum al computer, utilizzando un font (carattere) chiaro, come “Arial” e “Verdiana”. Non lo scrivete a mano, a meno che non sia l’azienda stessa a richiederlo, ma in genere è la lettera di presentazione ad essere sottoposta a perizia grafologica.

Altro errore da evitare è scrivere un curriculum unico da inviare ad aziende diverse. È necessario invece personalizzarlo, a seconda del destinatario cui è diretto. Il cv serve ad ottenere un colloquio di lavoro, quindi la sua preparazione non va lasciata assolutamente al caso.

Il Curriculum Vitae è suddiviso in sezioni.

scrivere un buon Curriculum Vitae

Informazioni personali

Si inzia con nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita, stato civile (facoltativo), residenza, domicilio, indirizzo e-mail, recapito telefonico. Non dimenticate di inserire il numero di cellulare, eventualmente specificando le ore in cui preferite essere contattati.

Non mentite mai sull’età o lo stato civile, perché se il selezionatore scoprisse che si è scritto il falso, potrebbe decidere di cestinare il curriculum!

Esperienze Professionali

Le esperienze professionali sono la parte fondamentale di un Curriculum Vitae. Potete utilizzare diversi criteri: ordine cronologico, anticronologico o funzionale. Dovete indicare: il periodo di tempo, il nome dell’azienda e il settore e la posizione occupata, con le attività che avete svolto e il vostro grado di responsabilità.

Nel caso in cui le esperienze professionali non siano molte, potete indicare anche esperienze che vi abbiano trasmesso competenze reali e che possono risultare importanti per l’azienda.

Tra le attitudini potete utilizzare termini come: “capacità di lavorare in gruppo” o “capacità organizzative”, sviluppate, ad esempio, con esperienze all’estero. Particolarmente importante può essere anche lo svolgimento di uno stage, con durata di almeno tre mesi per essere considerato interessante.

Se si indicano eventuali “referenze” siate attenti a scrivere correttamente l’indirizzo e i nomi dei precedenti datori di lavoro.

Istruzione e Formazione

Dovete scrivere un elenco dettagliato del percorso scolastico e formativo, sempre in ordine cronologico a partire dal titolo più recente.

Se si è in possesso della laurea, specificate l’università in cui si è conseguita, la facoltà, il titolo della tesi, il voto e la data di conseguimento. Del diploma va indicato l’istituto e l’anno di conseguimento del titolo.

Aggiungete poi i corsi di perfezionamento e specializzazione. master, corsi di formazione professionale organizzati da enti pubblici (come le Regioni) o privati. Per i corsi vanno specificati la durata (in ore), la qualifica ottenuta, l’eventuale stage effettuato e l’ente organizzatore. Per i master va specificato se si tratta di primo o secondo livello (in base alla classificazione universitaria).

Lingue Straniere e Conoscenze Informatiche

Qui potete indicare la conoscenza di altre lingue, con livello di lettura, comprensione e espressione orale. Indicate anche le conoscenze informatiche.

Altre Informazioni

Si può decidere di chiudere il curriculum con il campo “”, una sorta di contenitore vuoto nel quale scrivere ciò che non ha trovato posto nei campi precedenti. Qui si possono elencare informazioni personali come attività di volontariato, il possesso di patente di guida, la disponibilità a trasferte, le proprie preferenze letterarie o musicali, oppure hobbies, che lasciano emergere la personalità a prescindere dalle competenze professionali.

Questa parte serve a fornire un’immagine come persona e generale, per integrare il cv ed equilibrarlo, aiutando il selezionatore a capire il candidato che ha di fronte.

Non dimenticate mai di firmare il curriculum. Ovviamente vale la firma autografa, o anche quella digitale.

Se manca la dicitura di autorizzazione al trattamento dei dati personali il curriculum non può essere letto. Quindi occore sempre scrivere, in calce al curriculum, “Ai sensi del Dlgs. 196/03 autorizzo il trattamento dei miei dati personali”.

Il curriculum europeo

Attualmente molte aziende richiedono di inviare le candidature tramite questo tipo di curriculum, che è strutturato in modo particolare, e risulta più dettagliato di quello “comune”. E’ possibile scaricare il modello direttamente da Internet (esistono format anche in inglese, francese, spagnolo, tedesco), e compilarlo seguendo le apposite istruzioni.

Per informazioni, consultate il sito dell’Europass, https://europass.cedefop.europa.eu/

Curriculum Vitae in inglese

Il cv in inglese deve essere breve e con un formato tabulare. Il curriculum conterrà fatti e cifre, altri elementi come motivazioni, qualità necessarie etc, verranno indicati nella lettera di presentazione.

I punti fondamentali di un Curriculum Vitae in inglese sono:

  • Informazioni personali
  • Istruzione
  • Conoscenze linguistiche
  • Esperienze di lavoro – iniziate dall’ultimo posto di lavoro che avete occupato e inserite date precise
  • Attività

È importante che descriviate con attenzione le vostre esperienze professionali, sottolineando i risultati che avete ottenuto.

Le referenze sono molto importanti in un cv in inglese. È bene inserire nel cv almeno due referenze con nominativi, indirizzi e numeri di telefono.

Forme differenti

La forma abbreviata in sostituzione al cv normale è molto usata in America. Si tratta di una forma breve e concisa, meno rigida, una forma narrativa e soggettiva dove gli obiettivi sono fondamentali e devono essere indicati chiaramente. Vengono inserite informazioni sulle funzione, le responsabilità e il tipo di impresa dove desiderate lavorare. Le date non sono fondamentali.

Curriculum Vitae via email

La ricerca del lavoro ha ormai cambiato i suoi metodi e il Curriculum Vitae viene normalmente inviato via email. Ci sono in questo caso alcune regole fondamentali.

Se usate un programma di posta elettronica dovete evitare corsivi, grassetti e lettere accentate, che possono compromettere la lettura del cv. Scegliete un font semplice.

È preferibile inviare il curriculum in attachment, ma nel caso vogliate inserirlo nel corpo del messaggio, fate in modo che sia di una sola pagina.

Non usate il comando Carbon Copy – “Cc”, che consente di vedere gli altri destinatari, è preferibile usare il comando Blind Carbon Copy – “Bcc”, che rende l’elenco non visibile.

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Chi è il web surfer? https://www.rispostafacile.it/chi-e-il-web-surfer/ https://www.rispostafacile.it/chi-e-il-web-surfer/#respond Wed, 23 Jun 2021 11:16:02 +0000 http://www.rispostafacile.it/?p=14885 Il web surfer è un professionista con alte conoscenze di internet, una persona appassionata e precisa in grado di navigare per la rete e trovare informazioni mirate e dettagliate. Una professione nuova e interessante adatta a chi ha pazienza e un occhio particolare per i dettagli. Il web surfer è il navigatore per eccellenza.

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Web surfer è la parola che definisce una professione nuova e innovativa che molti tra di voi che amano Internet e il telelavoro troveranno davvero interessante.

Il web surfer è un professionista con alte conoscenze di internet, una persona appassionata e precisa in grado di navigare per la rete e trovare informazioni mirate e dettagliate. Una professione nuova e interessante adatta a chi ha pazienza e un occhio particolare per i dettagli.

Parliamo del navigatore per eccellenza, chiamato anche “Information Broker” o “documentalista”. Si tratta della persona che ha il compito di trovare le informazioni relative a specifici argomenti che vengono scelti dal cliente. Il tutto avviene navigando in rete e non sempre è richiesta la sua presenza in ufficio. Di solito gli argomenti e anche i committenti sono specifici e un web surfer lavora presso portali di ricerca e directory.

Web surfer

Attività del web surfer

Il web surfer svolge varie attività e tra le principali ci sono:

  • gestire i contatti con i clienti
  • individuare le richieste
  • programmare la ricerca e la raccolta delle informazioni
  • analizzare e sintetizzare i dati ottenuti
  • ricercare partner e studiare la concorrenza

Il web surfer offre servizi di vario genere, che possono essere anche in abbonamento quindi continuamente aggiornati.

Web surfer in Italia

In Italia questa figura professionale è nuova rispetto ai paesi anglosassoni dove è molto più diffusa. Non è facile quindi stabilire quale sia il percorso da compiere ma senza dubbio le possibilità sono molte in un mercato così importante come Internet.

Un altro punto importante che rende questa professione interessante è la presenza di numerose informazioni in rete, un quantitativo così grande che spesso richiede l’intervento di professionisti con competenze specifiche per essere filtrate e utilizzate nel modo corretto.

Formazione e caratteristiche necessarie

È fondamentale avere una conoscenza delle lingue, soprattutto della lingua inglese che è quella maggiormente usata per le banche dati. Altro punto fondamentale è senza dubbio una buona familiarità con software e tecniche di ricerca legate a internet. Un livello e una preparazione culturale di alto livello sono senza dubbio un punto a favore per chi desidera intraprendere questa professione. Fondamentale sono anche un’eventuale specializzazione e aggiornamenti costanti.

Nel web i dati presenti sono davvero infiniti e a tal proposito è bene che un web surfer abbia una mente analitica in grado di classificare e sintetizzare i dati che vengono ottenuti.

In linea di massima un web surfer è una persona curiosa e attenta con un alto livello di istruzione che si è specializzata in determinati campi di ricerca. Non esistono università che diano una formazione specifica ma sono presenti numerosi corsi sia privati che pubblici.

Oltre a tutti i requisiti descritti sopra una delle caratteristiche fondamentali per coloro che vedono quella del web surfer come un’alternativa di lavoro possibile è senza dubbio una forte  e incondizionata passione per la rete.

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Come aprire un centro Pilates? https://www.rispostafacile.it/come-aprire-un-centro-pilates/ https://www.rispostafacile.it/come-aprire-un-centro-pilates/#respond Fri, 08 Feb 2013 14:22:05 +0000 http://www.rispostafacile.it/?p=15050 Il metodo Pilates si sta diffondendo parecchio in Italia. Di conseguenza, può essere un valido investimento aprire un “centro Pilates”. Ma quali sono i requisiti e gli adempimenti per poterlo fare? Ecco una guida che spiega in maniera sintetica ma completa quali siano i passaggi per iniziare questo tipo di attività

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Aprire un centro Pilates

Aprire un centro Pilates

Innanzitutto è necessario acquisire la qualifica di insegnante di Pilates (non basta quindi la laurea in Scienze Motorie). A tale scopo, è possibile frequentare appositi corsi che rilascino un valido attestato.

Lo “Studio Pilates” di Milano organizza corsi per istruttori di questa disciplina, che costano sui 2700 euro, e sono aperti a laureati in Scienze motorie e Fisioterapia. La Fif (Federazione Italiana Fitness) propone corsi base e di tipo avanzato. Inoltre l’associazione internazionale “Pilates Method Alliance” propone attività di aggiornamento continuo per gli istruttori.

Per iniziare, bisogna trovare un locale adatto, che sia almeno 60 metri quadrati, escludendo spogliatoi e reception. L’ubicazione della palestra è importante, meglio che si trovi al centro, oppure puntare ad una maggiore pubblicità se si trova in una zona periferica.

La spesa iniziale prevede anche l’acquisto di specifiche attrezzature per questa disciplina. Si tratta di macchinari in legno, come la Cadillac, che costa circa 3800 euro. Inoltre è necessario procurarsi l’autorizzazione della Asl, l’iscrizione al registro delle imprese e l’apertura della partita Iva.

Una volta aperto, il centro necessita della pubblicità e della promozione. Potreste proporre pacchetti di lezioni di prova a prezzi competitivi, rivolti soprattutto a chi non conosce e non ha mai praticato questa disciplina. Ricordate che si tratta di un metodo piuttosto nuovo, e in fase di espansione, e che la gente a volte è un po’ restia a provare le novità.

Se però ponete l’accento sui benefici del Pilates che sono stati dimostrati anche per alleviare lo stress e l’ansia, allora di sicuro molte persone lo vorranno provare e ne rimarranno soddisfatte.

Soprattutto dovete rassicurare i vostri utenti circa la vostra esperienza e professionalità, in quanto ci sono istruttori che si improvvisano tali e rischiano di fare del male a chi gli si affida in buona fede.

Non è un caso che il Pilates è considerato un vero e proprio toccasana da alcune star, come per esempio Madonna e l’italiana Simona Ventura, che hanno dichiarato di praticarlo regolarmente insieme allo yoga.

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Cos’è e come si diventa agronomo? https://www.rispostafacile.it/cose-e-come-si-diventa-agronomo/ https://www.rispostafacile.it/cose-e-come-si-diventa-agronomo/#respond Sat, 29 Dec 2012 13:26:19 +0000 http://www.rispostafacile.it/?p=14857 Il dottore agronomo e quello forestale sono professionisti dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente. In Italia ci sono circa ventimila agronomi impegnati all’interno di aziende agricole e agroalimentari, in istituzioni ed enti del settore.

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L’agronomo

Quella dell’agronomo è una professione riconosciuta e regolamentata dalla Repubblica Italiana dal 1976, anche se le sue radici affondano nel secolo precedente. Infatti, già nel 1863 il termine agronomo indicava colui che attende all’agronomia, definita come la dottrina e la scienza che riguarda l’amministrazione e la cultura della campagna.

Oggi le competenze professionali dell’agronomo sono molto più ampie e complesse, richiedono una preparazione in numerose discipline, una mentalità aperta e senso di responsabilità nei confronti della collettività.

Gli incarichi strategici e delicati assegnati a questa professione sono numerosi; l’Ordinamento professionale dei dottori agronomi e dottori forestali prevede:

  • consulenze aziendali
  • accertamenti delle qualità delle produzioni agricole e zootecniche
  • lavori che riguardano boschi e foreste
  • valutazione delle risorse idriche e piani per il loro utilizzo
  • pianificazione territoriale e piani ecologici finalizzati alla tutela e al rispetto dell’ambiente

La formazione dell’agronomo

Per esercitare la professione di agronomo bisogna aver conseguito una laurea specialistica in discipline scientifiche attinenti l’agricoltura o l’ambiente; oppure una laurea triennale come quelle di agronomo o forestale Junior, biotecnologo agrario o zoonomo.

Dopo la laurea è necessario superare l’esame di Stato che permette di iscriversi all’Albo professionale di categoria.

Opportunità di impiego dell’agronomo

Il settore professionale dell’agronomo è in crescita e il numero dei professionisti è aumentato notevolmente negli ultimi anni, così come le opportunità lavorative.

Gli sbocchi occupazionali sono molti e interessanti, dalla libera professione all’insegnamento, alla carriera nella pubblica amministrazione, fino all’impiego come dipendente o consulente all’interno di imprese agricole e agroalimentari.

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Cos’è e come si diventa florovivaista? https://www.rispostafacile.it/cose-e-come-si-diventa-florovivaista/ https://www.rispostafacile.it/cose-e-come-si-diventa-florovivaista/#respond Sat, 29 Dec 2012 13:23:57 +0000 http://www.rispostafacile.it/?p=14858 Il regno del florovivaista è quello dei fiori e delle piante, dei quali si occupa dall’inizio alla fine. Il suo mestiere è quindi quello di gestire un "vivaio", ossia un'attività commerciale il cui scopo è la coltivazione di piante per la vendita. Si tratta generalente di piante per orti e giardini, quindi da frutto oppure ornamentali; ma il vivaio vende anche tutti i prodotti, gli attrezzi e gli accessori per l'agricoltura e per il giardinaggio, compresi gli elementi di arredo per il proprio giardino.

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Il florovivaista

Il florovivaismo si suddivide in tre grandi filoni, distinti a seconda se ci si occupi prevalentemente di:

  1. fiori recisi
  2. piante da vaso
  3. alberi di medie e grandi dimensioni

Il florovivaista si occupa di tutto il processo della coltivazione di piante e fiori, fino alla commercializzazione dei prodotti. Chi si occupa di fiori recisi di solito li rivende all’ingrosso a commercianti e fioristi, mentre coloro che coltivano le piante, in molti casi vendono anche al dettaglio.

La formazione del florovivaista

Non esiste un percorso standard per diventare florovivaisti, né un ordine professionale che impone regole per lavorare in questo settore. La scelta è tra la formazione sui banchi di scuola o quella, molto spesso scelta, sul campo. I requisiti fondamentali sono l’amore per piante e fiori, la passione e un po’ di fantasia.

Esistono scuole professionali, come gli Istituti di agraria, della durata di 5 anni, da frequentare dopo la licenza media, che insegnano a coltivare, trattare e commercializzare nel modo migliore le diverse varietà di fiori e piante. In alternativa, o in aggiunta, è possibile anche scegliere un percorso universitario, frequentando i corsi universitari triennali proposti da molte facoltà di Agraria.

La via tradizionale mette in primo piano l’esperienza diretta, cioè la pratica in un vivaio per conoscere tutti i segreti del mestiere e poi intraprenderlo in modo autonomo.

Le opportunità di impiego del florovivaista

Spesso chi decide di avvicinarsi alla professione del florovivaista preferisce il lavoro autonomo a quello dipendente. La passione per il verde e un piccolo capitale da investire sono gli ingredienti base per iniziare.

È importante sapere che spesso le imprese florovivaistiche possono ampliare il proprio raggio di azione, partecipando ad appalti pubblici per la manutenzione di giardini e parchi, o il rifacimento di aree verdi; di consueto si occupano anche della manutenzione, progettazione e costruzione di giardini e spazi verdi privati, fornendo fiori e piante necessarie.

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Cos’è il Cake design? https://www.rispostafacile.it/cose-il-cake-design/ https://www.rispostafacile.it/cose-il-cake-design/#comments Sat, 26 May 2012 23:53:29 +0000 http://risposte.guidaconsumatore.com/?p=13413 Se amate i dolci e la loro decorazione, esiste un vero e proprio mondo fatto di straordinarie torte. Potreste rendere la vostra passione o semplicemente specializzarvi nella decorazione delle torte. Esiste una vera e propria branchia nel mondo della pasticceria dedicata a coloro che usando la creatività sono in grado di realizzare delle torte uniche e spettacolari. Il cake designer è un professionista in grado di creare torte e dolci, gustosi ma anche belli, anche se in Italia non vi sono studi specifici per divenire Cake designer.

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Il cake design è l’arte di realizzare torte e prodotti dolciari di estrema qualità e bellezza. Il cake design è frutto di grandi conoscenze delle tecniche dolciarie, mescolate alla creatività e alla conoscenza di altre tecniche. Si tratta di una vera e propria professione che può dare grandi soddisfazioni.

Cosa fa il Cake designer?

Il cake designer può specializzarsi in particolari tipi di decorazione. È fondamentale che vi sia una grande conoscenza delle tecniche dolciarie. La conoscenza deve essere totale perché è importante la bellezza e l’originalità del risultato ma anche la sua bontà. È fondamentale una conoscenza di tutti i regolamenti che riguardano sia la manipolazione che la produzione di prodotti alimentari.

Il compito di un Cake Designer è quello di creare delle torte originali, utilizzando numerosi ingredienti e strumenti. Un cake designer non è un semplice pasticcere e anche ridurre il tutto a una definizione ristretta dove la creazione riguarda solo le torte non è sufficiente.

Il cake designer creerà diversi tipi di “prodotti” ovviamente dolciari, in base alle richieste dei propri clienti. Dovrà parlare con i clienti per capire quali sono gusti e desideri da esaudire. Dovrà creare dei progetti per incontrare le richieste dei clienti, e quando troverà la torta giusta dovrà provvedere alla realizzazione nei tempi previsti. Un lavoro duro ma che può offrire grandi soddisfazioni.

Come diventare Cake designer

Per le donne o gli uomini che desiderano avvicinarsi al mondo del Cake design, le alternative sono diverse. Innanzitutto si tratta di una professione che può offrire molta soddisfazione. Ovviamente una prerogativa indispensabile è la capacità di creare torte e dolci buoni ma anche belli, quindi il mondo del Cake Design è strettamente legato a quello della pasticceria, anche se sono necessarie molte altre capacità che di solito provengono da diversi rami come l’ingegneria, la pittura, l’arte in generale.

In Italia e soprattutto in altre nazioni troverete molti laboratori o corsi, che vi forniranno un’ottima formazione. Molti vi forniranno un attestato altri soltanto conoscenze e materiali. Lo scopo è quello di migliorare la propria tecnica e conoscenza e diventare operativi, rintracciando lo stile che più vi appartiene. In realtà al di là dei corsi e dei laboratori in Italia non vi sono attestati o diplomi che vi diano il titolo di Cake designer.

I mezzi che un cake designer utilizza sono in linea generale:

  • La ghiacchia o pasta di zucchero: la pasta di zucchero fatta in casa è nettamente meno efficace di quella confezionata.
  • Coloranti: esistono tre differenti tipologie di coloranti: liquidi, polvere e gel.
  • Decorazioni: petali di fiore, perle bianche, fiocchi. La decorazione avviene a mano, ammorbidendo la pasta di zucchero con i diversi strumenti di lavoro.
  • Attrezzatura: l’elenco dell’attrezzatura usata è quella tipica della pasticcera, con un attenzione particolare ai dettagli.

Cake Design Italian Festival

Il cake designer è una professione vera e propria che suscita un grande interesse da parte di molti. Ecco che nascono siti e blog relazionati con questa attività, e un vero e proprio festival del Cake Design. Il Cake Design Italian Festival è un evento davvero curioso e originale che si terrà quest’anno presso lo Sheraton Hotel di Malpensa. La seconda edizione del Festival prevede molte novità e numerosi ospiti che renderanno questo appuntamento davvero unico.

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