parto Archives - Risposta Facile Risposte facili alle tue domande Fri, 20 Jan 2023 11:48:14 +0000 it-IT hourly 1 https://www.rispostafacile.it/wp-content/uploads/2022/05/cropped-favicon-32x32.png parto Archives - Risposta Facile 32 32 Come funzionano i corsi di preparazione al parto? https://www.rispostafacile.it/come-funzionano-i-corsi-di-preparazione-al-parto/ https://www.rispostafacile.it/come-funzionano-i-corsi-di-preparazione-al-parto/#respond Tue, 13 Sep 2022 07:47:46 +0000 http://risposte.guidaconsumatore.com/?p=5115 I corsi di preparazione al parto sono relativamente recenti, perché certo in epoche passate, quando si partoriva in casa di certo non esistevano, c’era semplicemente la levatrice e quel che accadeva e doveva accadere veniva raccontato dalle altre donne della famiglia. Il parto veniva considerato un evento naturale, un fenomeno naturale di cui la medicina non si occupava, tant’è che neanche esisteva la figura del ginecologo. In questo modo da una parte si integrava la nascita di un figlio nella quotidianità, ma dall’altra se nascevano delle complicazioni la situazione diventava spesso letale e drammatica sia per la madre sia per il bambino.

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Corsi di preparazione al parto

I vari corsi di preparazione al parto organizzano tecniche diverse, ma hanno tutti gli stessi scopi.

  • Forniscono alla gestante tutte le informazioni sulla gravidanza, sul parto e sul neonato necessarie a vivere consapevolmente quel particolare momento.
  • Aiutano ad attenuare ansie e paure, in modo che l’inevitabile dolore fisico non venga amplificato dall’angoscia.
  • Insegnano a collaborare con il proprio corpo in modo che tutto si svolga nella maniera più facile, rapida e meno dolorosa possibile.
  • Offrono un’occasione di incontro con altre donne che stanno vivendo la gravidanza, per scambiarsi solidarietà e sostegno.
  • Rendono il partner più consapevole e partecipe, per stare vicino alla futura mamma in ogni momento, compreso quello del parto.

I corsi di preparazione al parto vengono organizzati dalle strutture pubbliche, come ospedali e consultori, e dai centri privati e in entrambi i casi vengono suddivisi in una parte teorica ed una pratica.

Teoria e pratica dei corsi di preparazione al parto

La parte teorica è svolta generalmente dal ginecologo, dall’ostetrica, dal pediatra, ognuno dei quali tratta gli argomenti della propria specializzazione. Le informazioni fornite riguardano l’evoluzione della gravidanza, il travaglio, il parto, il puerperio. Inoltre, si trattano anche la fisiologia del neonato e le prime cure che gli vengono prestate alla nascita e nei primi giorni di vita.

La parte pratica utilizza invece diverse tecniche che insegnano a reagire nel modo più adatto alle varie fasi del travaglio e del parto. Così la futura mamma apprende ad alleviare sia la tensione fisica sia quella emotiva, ridurcendo almeno parzialmente il dolore. Se nei corsi è prevista l’assistenza dello psicologo, una parte importante riguarderà la discussione guidata in gruppo, per ridurre dubbi e paure, attraverso l’espressione, il confronto e la comprensione dei propri sentimenti.

Nel nostro paese i tipi di corsi più praticati sono sostanzialmente due: il training autogeno respiratorio (RAT) e la Preparazione al parto attivo.

Il training autogeno respiratorio

Il training autogeno respiratorio, noto anche come RAT, si basa su una serie di tecniche respiratorie e di autosuggestione finalizzate ad abituare l’organismo a reagire nel modo più adatto alle varie fasi del parto. Così si allevia la tensione dal punto di vista sia emotivo che respiratorio. Il corso inizia solitamente al settimo mese di gravidanza e viene organizzato per gruppi di ampiezza variabile, anche se l’ideale sarebbe che non venissero superate le dieci persone per volta.

La preparazione al parto attivo

La parte pratica prevede invece l’insegnamento della tecnica vera e propria di rilassamento, comprese le tecniche di respirazione e le tecniche di controllo muscolare che devono essere messe in pratica nelle varie fasi del parto.

Nella fase in cui si apprende il rilassamento si impara anche in quale modo lasciare andare la mente, per richiamare ricordi e sensazioni esclusivamente piacevoli.

In vista della fase del travaglio l’attenzione si concentra sulla respirazione, insegnando a praticarla in modo ampio e profondo a partire dal momento in cui le contrazioni hanno inizio.

Per la fase espulsiva si insegna invece ad inspirare e a trattenere aria nei polmoni nel momento della spinta, per tornare subito dopo al rilassamento e alla normale respirazione. L’obiettivo è ridurre al minimo il dolore grazie all’allenamento e alla concentrazione, che aiutano a tenere sotto controllo tanto la tensione emotiva quanto quella fisica.

IRiuscire ad applicare questa tecnica in modo corretto significa recuperare energia preziosa fra una contrazione e l’altra, e arrivare di conseguenza più riposate alla fase espulsiva. Ne deriva che il dolore del parto si riduce, e non di poco, abbreviando i tempi stessi del travaglio. Per impararla occorrono tempo, impegno e un buon allenamento, che si raggiunge solo ripetendo quotidianamente gli esercizi a casa.

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Cosa sono le fontanelle dei neonati? https://www.rispostafacile.it/cosa-sono-le-fontanelle-dei-neonati/ https://www.rispostafacile.it/cosa-sono-le-fontanelle-dei-neonati/#respond Tue, 19 Apr 2011 12:04:02 +0000 http://risposte.guidaconsumatore.com/?p=7142 Al momento della nascita le ossa del bambino non sono del tutto unite, bensì ci sono degli spazi costituiti da tessuto moerido che servono per difendere il cervello durante il parto. Infatti sono fondamentali per consentire alla testina del piccolo di passare senza traumi attraverso il bacino della mamma.

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Le fontanelle dei neonati

Grazie alle fontanelle dei neonati la testa del bambino riesce ad adattarsi alle dimensioni del canale del parto, allungandosi e assottigliandosi per il bene suo e della mamma: in questo modo nè lei nè il neonato riportano traumi. Ma la loro ‘utilità’, per così dire, non si ferma al momento del parto, proseguendo altresì nel corso dei primi anni di vita del bimbo.

Le ossa del cranio possono svilupparsi adeguatamente prima di saldarsi in modo definitivo, proprio grazie alla protezione offerta dalle fontanelle e dalla elasticità del tessuto da cui sono formate. Il loro ruolo è importante nei primissimi anni di vita perchè consentono al cranio di modificarsi liberamente in modo da favorire la crescita del cervello.

Il pediatra durante le visite di controllo verificherà le condizioni delle fontanelle dei neonati per valutare la regolarità della crescita, prendendo come riferimento le dimensioni e lo stato della superficie, che può essere liscio o presentare dei rigonfiamenti. Al pediatra spetta il compito di controllare che la crescita della testa sia regolare e costante nel tempo mediante la misurazione della circonferenza del cranio: le fontanelle sono infatti correlate all’aumento di volume del cranio, che riflette lo sviluppo del cervello.

fontanelle dei neonati

Precauzioni e controlli sulle fontanelle dei neonati

Quando preoccuparsi? Quando la fontanella più grande, che si trova sulla parte superiore della testa, è gonfia o infossata. La sporgenza può derivare da un aumento della pressione all’interno del cranio, che si origina ad esempio in seguito ad un forte colpo alla testa. Se invece la fontanella è infossata, significa che il piccolo è a rischio di disidratazione e in questo caso è bene farlo bere subito e portarlo dalla pediatra.

E ancora, può accadere che la fontanella anteriore si chiuda entro il quarto mese di vita del bambino, il che potrebbe condizionarne la crescita cerebrale; occorre quindi misurare la circonferenza cranica per valutare se lo sviluppo sta avvenendo in modo normale. Al contrario, la chiusura può essere posticipata, ad esempio dopo i 18 mesi di vita del bambino, e questo potrebbe indicare un disturbo serio o una particolare carenza, per esempio di vitamina D. Il consulto del pediatra è fondamentale, non esiste ‘fai da te’ quando si parla della fontanella.

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Il parto: cosa mettere in valigia prima di andare in ospedale https://www.rispostafacile.it/il-parto-cosa-mettere-in-valigia/ https://www.rispostafacile.it/il-parto-cosa-mettere-in-valigia/#respond Sun, 01 Mar 2009 23:40:33 +0000 http://www.rispostafacile.it/?p=190 Solitamente, a partire dal 7° mese, la futura mamma inizia a preparare il corredino da portare in ospedale al momento del parto. Sono momenti emozionanti da vivere a 360°C.  Si tratta di una nuova esperienza e saranno gli acquisti più belli che farete in tutto il vostro percorso lungo ben 9 mesi. Vivrete una favola ... Leggi tutto

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Solitamente, a partire dal 7° mese, la futura mamma inizia a preparare il corredino da portare in ospedale al momento del parto. Sono momenti emozionanti da vivere a 360°C.  Si tratta di una nuova esperienza e saranno gli acquisti più belli che farete in tutto il vostro percorso lungo ben 9 mesi.

Vivrete una favola e ogni volta che uscirete di casa, i negozi di prima infanzia saranno quelli che vedrete più volentieri. C’è anche chi inizia a fare acquisti prima del 7° mese, sfatando ogni superstizione. Ma cosa acquistare? E quanto acquistare?  In ogni caso, quando vi recate in ospedale per le ecografie o comunque dal ginecologo per le visite di controllo, riceverete la lista delle cose da portare in ospedale per il neonato. La lista varia da ospedale a ospedale, ma noi qui elencheremo una lista che si può definire “standard”.

Il corredo in base alla stagione del parto

La lista del corredo per il bebè dipende, soprattutto, dalla stagione in cui nascerà. Indicativamente, se il parto è previsto in  inverno, occorreranno 5 body intimi di lana (in alternativa si possono acquistare body in caldo cotone oppure cotone sulla pelle e lana fuori), 5 tutine in ciniglia coi piedini e possibilmente con abbottonatura nelle gambine. Per la dimissione dall’ospedale, invece, serve una cuffietta in pile, un paio di calzine e un giacchino.

Se, invece, il bambino nascerà nella bella stagione, il corredino da portare in ospedale sarà composto da 5 body in cotone e 5 tutine sempre di cotone con piedini e bottoni sulle gambine. E’ importante preparare ogni singolo cambio in buste singole con un’etichetta con scritto il nome del bambino.

Dopo il parto: la taglia del corredo

Che taglia acquistare per il corredino? A questa domanda ognuno risponde secondo la propria esperienza. I neonati crescono molto in fretta, specialmente nelle prime settimane, e acquistando la taglia “0” si rischia di non sfruttarla abbastanza. Ma è anche vero che se compriamo la taglia “1” e il bebè non è molto grande, non farà una bella figura con la tutina enorme! L’ideale quindi, sarebbe comprare 2-3 tutine taglia “0” e le altre di taglia “1”.

Poi, una volta nato, saprete regolarvi da sole! Vi accorgerete che dopo un paio di settimane dal parto le prime tutine non gli andranno più bene , in quanto il bebè sarà già cresciuto in lunghezza!

Cosa indossare durante e dopo il parto

Ora una lista di cose da portare in ospedale anche per la mamma. Si comincia da 3 camice da notte con bottoni davanti (comodi per poter allattare), una vestaglia, calzini, mutandine usa e getta acquistabili in farmacia, pannoloni (in alcune strutture ospedaliere li trovate direttamente a disposizione di tutte le degenti), detergente intimo consigliato dal vostro ginecologo contro possibili infezioni, salviettine umidificate, fazzoletti di carta, una spugna morbida, salviette e tutto ciò che occorre per l’igiene personale.

Il tutto lo dovrete sistemare in valigia al momento opportuno…Il momento infatti di preparare il borsone per l’ospedale dovrebbe rimanere una cosa soggettiva…Deciderete voi stesse quando farlo, che sia due mesi prima o solo una settimana prima del parto!

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