dipingere Archives - Risposta Facile Risposte facili alle tue domande Fri, 07 Oct 2022 17:11:04 +0000 it-IT hourly 1 https://www.rispostafacile.it/wp-content/uploads/2022/05/cropped-favicon-32x32.png dipingere Archives - Risposta Facile 32 32 Come dipingere le pareti con la tecnica del Tadelakt? https://www.rispostafacile.it/dipingere-le-pareti-tecnica-del-tadelakt/ https://www.rispostafacile.it/dipingere-le-pareti-tecnica-del-tadelakt/#respond Fri, 05 Apr 2013 14:20:20 +0000 http://www.consigliacasa.com/?p=1045 Il Tadelakt è una particolare tecnica di pittura parietale a base di calce utilizzata dai barberi di Marrakech che rappresenta una soluzione d’arredo innovativa ed originale, ancora non troppo conosciuta. L’autentico Tadelakt è molto complesso da eseguire e richiede l’utilizzo di materiali specifici e grande esperienza. Tuttavia esistono oggi in commercio delle soluzioni alternative di più facile esecuzione che non alterano il risultato finale, donando alla parete quel particolare effetto lucido e liscio tipico delle pietra o della calce.

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Il Tadelakt è una particolare tecnica di pittura parietale a base di calce utilizzata dai barberi di Marrakech che rappresenta una soluzione d’arredo innovativa ed originale, ancora non troppo conosciuta.

L’autentico Tadelakt è molto complesso da eseguire e richiede l’utilizzo di materiali specifici e grande esperienza.

Tuttavia esistono oggi in commercio delle soluzioni alternative di più facile esecuzione che non alterano il risultato finale, donando alla parete quel particolare effetto lucido e liscio tipico delle pietra o della calce.

Tecnica del Tadelakt originale

Il vero Tadelakt, termine marocchino che in italiano significa letteralmente ‘massaggio’. Questo proprio in virtù del modo in cui il materiale, tramite una pietra, viene lavorato sulla superficie.

Si tratta di un composto interamente biologico. Viene fatto con calce di Marrakech. Una speciale calce impermeabile prodotta artigianalmente, unita poi a ossidi e pigmenti naturali. Segue l’uso di sapone nero a base di olio d’oliva e cere.

La principale particolarità riguarda il fatto che la finitura si esegue utilizzando sassi e ciottoli di fiume (provenienti di norma dalla valle del Dra). Lo scopo è di produrre sulla parete un effetto ondulato e irregolare di grande impatto visivo.

Tradizionalmente lo usano dei maestri artigiani,detti ‘mahlem’. Incredibilmente essi sono considerati semplici muratori, piuttosto che decoratori veri e propri.

Lo usano per rivestire gli hammam e i bagni dei giardini e dei palazzi marocchini ed era in origine impiegato per le vasche di raccolta dell’acqua.

Dove si usa

Col Tadelakt è possibile infatti non solo decorare i muri, in alternativa all’uso delle piastrelle, ma rivestire anche:

  • docce
  • vasche da bagno
  • lavabi
  • sanitari
  • pavimenti

E’ ideale quindi per gli ambienti umidi, dimostrandosi anche un efficace agente anti muffa.

Il procedimento, nonostante il fatto che gli artigiani che lo eseguono spendano molti anni ad affinarne la tecnica, è tuttavia semplice da spiegare. E, cosa importante, è lo stesso da sempre usato fin dall’antichità.

L’operazione preliminare da svolgere è sciogliere una pietra di calce, più o meno grande, all’interno di un contenitore con dell’acqua, dove resterà per circa due tre giorni.

A questa miscela si aggiungono successivamente degli ossidi naturali, da mescolare rigorosamente a mano. Il prodotto così ottenuto è steso sulla parete attraverso movimenti rotatori e subito dopo lucidato con l’ausilio di una delle pietre descritte sopra.

A questo punto bisognerà lasciare che il tutto asciughi per almeno due giorni prima di passare alle opere di rifinitura.

In questa fase infatti il muro è ovviamente molto assorbente e si sporca ancora con una certa facilità.

Inoltre, proprio perché non contiene resine al suo interno, potrebbe presentare delle cavillature, cioè delle micro-lacerazioni nella parte superficiale dell’intonaco.

Solo quando sarà completamente asciutta, quindi, si potrà finalmente passare sulla superficie dipinta il sapone, il tocco finale, che è lo stesso usato per i massaggi. Questo, prima di essere utilizzato, va a sua volta sciolto in un recipiente d’acqua e lavorato sempre a mano.

Durante il lavaggio col sapone, che viene steso in maniera molto semplice, con l’ausilio di una spugnetta, si vedranno emergere delle crepe. Un ulteriore e definitivo passaggio della pietra già usata in precedenza le farà sparire completamente.

Tadelakt in commercio

E’ possibile comunque trovare oggi sul mercato dei prodotti molto simili e dai prezzi decisamente più bassi.

Si tratta di intonaci a base di calce che mantengono le stesse caratteristiche estetiche del Tadelakt originale. Di facile posa, sono resistenti all’acqua e brillanti e vengono utilizzati sia per gli ambienti interni che per gli esterni. Tra questi si cita ad esempio il più noto, ovvero il Tadelakt Perfectino o Tierra Azul.

Normalmente sono di odore neutro e grazie all’aggiunta di specifici pigmenti possono acquistare la tonalità del colore preferito. Con coloranti da aggiungere direttamente al composto prima di iniziare a dipingere la parete.

Altre miscele invece, pur mantenendo nella composizione elementi affini, si allontanano da quello originale producendo come risultato esiti più vicini a quelli dello stucco.

Procedimento completo per casa

Una volta scelto il colore occorre miscelare accuratamente i componenti, con l’aiuto di un trapano meccanico dotato di frullino o di uno sbattitore.

Il prodotto si stende con un rullo su tutta la superficie lavorando dall’alto verso il basso. E ripassando di tanto in tanto sul pezzo di parete già dipinto per regolarizzare lo spessore della mano.

A questo punto bisogna aspettare che la parete si asciughi leggermente e passare quindi il frattazzo (lavoro che nel Tadelakt tradizionale è svolto dalle pietre). Questo in modo tale da rendere la parete il più possibile liscia e priva di asperità.

Passate le 24 ore sarà necessario passare una seconda volta il frattazzo in maniera irregolare, cercando di raschiare in tutte le direzioni.

Una volta che il muro è completamente asciutto infine si può passare, utilizzando sempre lo stesso strumento, alla fase di lucidatura per mezzo delle cere.

Questo passaggio è d’obbligo se si desidera ottenere una superficie lucida e brillante, molto simile agli effetti prodotti dal Tadelakt vero e proprio. La cera inoltre rende la parete così lavorata lavabile.

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Dipingere le pareti: tecnica dello spatolato https://www.rispostafacile.it/dipingere-le-pareti-tecnica-dello-spatolato/ https://www.rispostafacile.it/dipingere-le-pareti-tecnica-dello-spatolato/#respond Fri, 05 Apr 2013 14:18:16 +0000 http://www.consigliacasa.com/?p=1044 La tecnica dello spatolato è un particolare tipo di decorazione parietale che, come dice la parola stessa, viene realizzato attraverso uno speciale strumento chiamato genericamente spatola. Non si tratta di una procedimento semplicissimo da eseguire, poiché richiede una certa manualità e una discreta esperienza. Nella maggior parte dei casi infatti, quando si decide di dipingere le pareti della propria abitazione in questo modo ci si avvale di personale esperto e qualificato.

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Tuttavia realizzarlo anche da soli non è impossibile, basta scegliere il prodotto giusto e seguire alcuni indispensabili suggerimenti.

Tecnica dello spatolato

La tecnica dello spatolato si utilizza di norma quando si desidera avere sui muri di casa una superficie particolarmente liscia e levigata. Uno dei caratteri distintivi di questo tipo di procedimento è infatti proprio l’effetto setoso che si ottiene al passaggio della mano e, assieme a questo, l’estrema lucidità della parete.

Esistono in commercio numerose vernici apposite, assimilabili per consistenza e qualità agli stucchi, che permettono di ottenere tale effetto, al quale si accompagna un singolare disegno decorativo costituito da strisce curvate, apparentemente casuali, che conferiscono alla parete quasi una sorta di tridimensionalità e comunque di movimento, più o meno accentuato.

Si tratta di un tipo di pittura adatta, e per questo lì più diffusa, soprattutto ad ambienti quali i salotti e le camere da letto, senza che questo tuttavia comporti ovviamente il divieto di distribuirla anche altrove (bagni, cucine, studi), in base alle proprie inclinazioni estetiche.

E’ inoltre particolarmente versatile, perché pur avendo origini molto remote, si presta benissimo ad ogni tipologia d’arredamento, sia esso datato, con mobili magari classici e di legno scuro, che moderno e contemporaneo, con arredi caratterizzati da tonalità più chiare o neutre.

Un ruolo fondamentale infatti, al di là della tecnica stessa, è di certo svolto dal colore prescelto. In tal caso le varianti sono più che numerose. Si passa dai toni caldi come l’ocra o il terra di Siena fino ad arrivare al blu cobalto o all’azzurro acceso, passando per i bianchi e i verde pastello. Non di meno, il colore definitivo viene conferito anche dal numero delle volte in cui la vernice viene stesa dopo la prima passata: più numerose saranno, più la tonalità risulterà marcata.

Se aveste bisogno di approfondire l’argomento di come pitturare casa e come scegliere colori e pittura, vi suggeriamo questa utile guida.

Come si esegue lo spatolato

Il primo fondamentale passaggio è preparare la parete. Il muro infatti non dovrà presentare difetti, dovrà essere ben levigato (è consigliabile in tal caso il passaggio di una leggera carta vetrata) e avrà bisogno di una mano o due di fondo per far aderire al meglio la vernice colorata. E’ preferibile di solito utilizzare un fondo più scuro rispetto al colore scelto per la vernice di finitura, questo per ottenere ovviamente un risultato più soddisfacente.

Eseguiti con cura questi accorgimenti, la parete adesso è pronta a ricevere la nuova decorazione e si può passare alla tecnica dello spatolato vera e propria. Normalmente la vernice dovrebbe essere di media densità, né troppo molle né troppo dura, per essere così lavorata con gli appositi attrezzi nel miglior modo possibile. E’ bene comunque, per non sbagliare, seguire sempre attentamente le istruzioni presenti sulla confezione.

Per iniziare si prende con la spatola un po’ di prodotto e si inizia a passarlo sul muro con movimenti semi rotatori decisi e fermi, o alternativamente verso l’alto e verso il basso, oppure a tocchi incrociati (questa scelta dipende dal tipo di effetto finale che vogliamo realizzare): l’importante è tirare bene il colore affinché si formi sulla parete uno strato di materia il più possibile sottile.

Un volta dipinto tutto il muro è a discrezione del proprietario di casa decidere quante ulteriori passate effettuare, ricordando però ad ogni step di far asciugare bene la superficie tra una mano e l’altra. Solitamente ci vogliono almeno due passate, ma alcune persone ne consigliano anche una soltanto se il risultato che si vuole ottenere è quello di un leggero e delicato impatto cromatico.

Attrezzi per lo spatolato

E’ vero che lo strumento per eccellenza, quando si parla di tecnica dello spatolato, è appunto la spatola. Tuttavia esistono delle differenze tra spatola e spatola (non sono ovviamente tutte uguali) e in commercio comunque si possono trovare tutta una serie di utensili alternativi, di moderna generazione, che permettono di ottenere gli stessi effetti con minor fatica.

Innanzitutto la nota spatola americana o più semplicemente denominata cazzuola.

Si tratta di un attrezzo costituito da una lama di acciaio con impugnatura in legno o plastica utilizzato dai muratori per diversi tipi di attività, come spalmare la malta, riempire gli spazi vuoti del muro e impastare.

Le forme variano sia per dimensione (quella piccola viene chiamata ad esempio cazzuolino) che per conformazione della punta. Per eseguire la tecnica dello spatolato sulle pareti di casa infatti è consigliato l’uso di quella triangolare con angoli arrotondati.

A quella in acciaio però si preferisce normalmente la spatola in plastica. Questo perché la prima, avendo tratti più marcati e squadrati, si presta di più ad essere utilizzata con gli stucchi duri, mentre quella in plastica è adatta a materiali più morbidi e cedevoli, caratteristiche tipiche delle vernici usate in questi tipi di decorazione.

Oltre a queste poi si segnala l’uso del cosiddetto frattone o frattazzo. Molto simile alla spatola, di forma quadrangolare, può anch’esso essere di diversi materiali (legno, acciaio, gomma, plastica), ed è utilizzato in ambito edile soprattutto per rendere lisci amalgami come la malta o l’intonaco.

Infine è possibile eseguire la tecnica dello spatolato anche con strumenti di natura diversa.

Tra questi si ricordano i rulli per effetto spatolato in pelle e i tamponi in plastica.

I prezzi per questi tipi di attrezzi sono piuttosto contenuti: si va dai 4/5 euro per una spatola semplice in plastica ai 20/30 euro per gli utensili in acciaio.

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Come dipingere le pareti con la tecnica dello spugnato? https://www.rispostafacile.it/dipingere-le-pareti-tecnica-dello-spugnato/ https://www.rispostafacile.it/dipingere-le-pareti-tecnica-dello-spugnato/#comments Fri, 05 Apr 2013 14:16:18 +0000 http://www.consigliacasa.com/?p=1043 Tra le tante tecniche di pittura murale conosciute la spugnatura, com’è noto, è una di quelle più semplici e veloci da realizzare, adatta pertanto anche a chi ha pochissima esperienza e non troppa dimestichezza con vernici e pennelli, oltre che poco tempo a disposizione. Le regole da seguire sono davvero minime e di facile esecuzione, poiché molto dipende dalla fantasia e dal gusto personali: l’effetto ottenuto darà quindi molta soddisfazione a chiunque senza troppa fatica.

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Tra le tante tecniche di pittura murale conosciute, lo spugnato, com’è noto, è una di quelle più semplici e veloci da realizzare. Si adatta pertanto anche a chi ha poca esperienza e dimestichezza con vernici e pennelli. Oltre che poco tempo a disposizione.

Le regole da seguire sono davvero minime e di facile esecuzione, poiché molto dipende dalla fantasia e dal gusto personali. L’effetto ottenuto darà quindi molta soddisfazione a chiunque senza troppa fatica.

Tecnica dello spugnato

La tecnica dello spugnato è molto facile e veloce anche perché per realizzarla si utilizza, come dice la parola stessa, una semplice spugna.

Questa dona alla parete quel particolare risultato decorativo, qualificato da macchie puntinate accostate fra di loro in modo più o meno armonico ed omogeneo.

Il risultato finale dipende comunque da molteplici fattori legati perlopiù alla tipologia di spugna utilizzata, al modo che si è scelto per stendere il prodotto e ai colori.

Strumenti per lo spugnato

E’ possibile infatti adoperare una semplice spugna marina (quelle giallo scuro caratterizzate da numerose occhieggiature), presenti in commercio sia naturali che sintetiche.

Fondamentalmente il risultato è lo stesso e nello specifico è bene ricordare che la spugna naturale costa molto di più.

Oltre a questo strumento di base, il mercato offre anche delle alternative, come ad esempio il guanto, di norma in pile e spugna, e il rullo per effetto spugnato, forse più pratici nell’utilizzo, ma con i quali, anche qui, l’esito finale non cambia di molto.

Di solito si preferisce quindi usare una spugna sintetica, intervenendo preventivamente almeno un po’ sulla forma. Infatti si consiglia di tagliuzzare o strappare l’utensile lungo i profili per ottenere un’insieme il più possibile irregolare.

Tanto è poi dettato dal tipo di pressione esercitata sul muro nel momento in cui si tampona e dai movimenti effettuati.

Più la mano sarà pesante, più il colore e lo stampo della spugna con le sue cavità imbevute di vernice, appariranno accesi e ben evidenti.

D’altro canto la traiettoria da eseguire può essere caratterizzata da movimenti verticali (dall’alto verso il basso) o orizzontali, l’importante è evitare di creare sulla parete un effetto troppo geometrico o schematico.

Per questo è raccomandabile osservare la parete di volta in volta da lontano, per considerare appunto l’effetto d’insieme.

Scelta dei colori

Con la tecnica dello spugnato la scelta dei colori è fondamentale, forse ancora di più rispetto alle altre tecniche.

I colori utilizzati infatti sono di norma almeno due o tre, proprio per creare quel particolare effetto cromatico che altrimenti non si vedrebbe.

La fantasia qui la fa da padrona, nel senso che non ci sono delle regole precise e si possono azzardare anche accostamenti del tutto arbitrari.

Tuttavia è indispensabile fare attenzione: accostamenti stridenti o troppo avventati rischiano di creare sulla parete un risultato di cattivo gusto. Solitamente la cosa migliore da fare è unire tra di loro tinte uguali ma di tonalità diverse.

Qualsiasi sia comunque la scelta cromatica è sempre utile fare delle prove per verificarne gli esiti.

Per compiere questo si possono ad esempio utilizzare alcuni programmi presenti nel computer (come ad esempio Paint di Windows) o più semplicemente eseguire delle prove pratiche su un pezzo di cartone resistente, tenendo bene a mente che una volta asciutto il colore si schiarisce di almeno due tonalità.

Normalmente si utilizza l’idropittura o la vernice lavabile, sia per il fondo che per la decorazione. In altri casi però è possibile utilizzare anche dello smalto satinato tono su tono.

Affinché l’effetto sia ben visibile bisogna pure tenere in considerazione che devono esserci, tra i vari colori, almeno due o tre tonalità di differenza.

Si può decidere di passare un fondo scuro e poi via via ‘spugnare’ con i toni più chiari, oppure fare il contrario. In questo caso la scelta è ovviamente personale.

Procedimento dello spugnato

Esistono due sistemi per realizzare la tecnica dello spugnato.

  • a mettere
  • a levare

Nel primo caso (che è di solito quello più diffuso) si tratta di applicare direttamente con una spugna dura la vernice sul muro. Nel secondo, ovviamente, di toglierla con del diluente.

Il primo passo è comunque, come sempre quando si decide di ridipingere le stanze della propria abitazione, quello di preparare la parete.

Nel nostro caso è indispensabile, prima di tutto il resto, applicare un fissante acrilico e lasciarlo asciugare (il fissante è trasparente, asciuga in fretta e permette alla vernice di finitura di durare di più nel tempo).

Successivamente poi si deve stendere, con una pennellessa o con un rullo, il fondo del colore prescelto.

Due o tre mani di fondo dovrebbero bastare, ma il numero di queste va considerato anche in base alla qualità e allo stato del muro stesso.

Una volta infine che anche la base è asciutta, si può finalmente passare alla spugnatura vera e propria.

tecnica dello spugnato

Spugnato “a mettere”

Innanzitutto si versa la pittura in una vaschetta o in un bidoncino.

La spugna può essere immersa direttamente nel colore oppure si può bagnare con esso un pennello grande, versare un po’ di prodotto su un grosso coperchio di plastica rovesciato (o su un qualsiasi altro contenitore) e immergere la spugna direttamente lì (questo per facilitare l’operazione ed evitare che la spugna coli).

A questo punto si procede picchiettando, abbastanza delicatamente all’inizio, sulla parete.

Per i primi tocchi, che di norma sono quelli più carichi di vernice, si consiglia di distanziarli parecchio fra di loro e procedere via via al riempimento del muro.

Un accorgimento fondamentale è comunque quello di non strofinare mai, trascinandola, la spugna sul muro: questo infatti comprometterebbe il risultato finale rappresentando un errore difficile da recuperare.

Passato il secondo colore poi (il primo è quello del fondo) bisogna aspettare che asciughi e, se previsto, spugnare di nuovo la superficie col terzo.

Il procedimento è ripetitivo e si procede in questo modo per tutta la parete.

Gli unici punti più complicati da decorare sono gli angoli e i profili di porte e finestre: per arrivare con la pittura anche lì l’ideale sarebbe staccare un pezzettino di spugna, più facile da maneggiare rispetto alla spugna intera, e tamponare con cura per coprire gli spazi vuoti rimasti.

Spugnato “a levare”

Il sistema a levare prevede invece un procedimento inverso.

Dopo aver steso il fissante la vernice va mescolata, magari con un lungo cucchiaio di legno, e passata con un pennello o un rullo sulla parete.

In questo caso è importantissimo lavorare un metro quadrato alla volta per impedire che il colore asciughi rendendo poi impossibile il lavoro.

Il passo successivo infatti è quello di immergere la spugna in un diluente (preferibilmente acqua ragia) e, dopo averla ben strizzata, tamponare sulla porzione di muro dipinto cercando di premere per portare via il colore.

L’effetto finale è molto originale: sarà una sorta di puntinatura a macchie in negativo.

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