griffe Archives - Risposta Facile Risposte facili alle tue domande Wed, 13 Oct 2021 09:10:40 +0000 it-IT hourly 1 https://www.rispostafacile.it/wp-content/uploads/2022/05/cropped-favicon-32x32.png griffe Archives - Risposta Facile 32 32 Storia della griffe Chanel https://www.rispostafacile.it/storia-della-griffe-chanel/ https://www.rispostafacile.it/storia-della-griffe-chanel/#respond Wed, 14 Jul 2021 08:54:15 +0000 http://www.rispostafacile.it/?p=15040 La storia della griffe Chanel è indissolubilmente legata alla personalità della donna e della stilista Coco Chanel, che, seppur di umili origini, riesce a diventare una figura simbolo del XX secolo, fra provocazione, innovazione e una vita privata molto discussa fatta di libertà, amanti potenti ed emancipazione.

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Storia della griffe Chanel

La griffe Chanel è da sempre simbolo di stile e classe.

Per essere insostituibili bisogna essere diversi.

Se una donna è malvestita si nota l’abito. Se è impeccabilmente vestita si nota la donna.

La moda è fatta per diventare fuori moda.

La moda passa, lo stile resta.

Sono solo alcune della frasi celebri di Coco Chanel, la stilista francese che ha rivoluzionato la moda femminile, che ha restituito la libertà alle donne inventando un nuovo concetto di stile, ideale per la donna moderna. Una figura miliare nella storia della moda e del design.

Coco Chanel

Gabrielle Bonheur Chanel, il vero nome di Coco Chanel, nasce a Saumur nel 1883. Di umili origini, figlia di un venditore ambulante e di una sarta, perde presto la madre e abbandonata dal padre, viene cresciuta in un orfanotrofio, dove impara a cucire.

Da adulta decide di diventare una cantante di cabaret, senza riscuotere successo. Grazie a questo lavoro, però, conoscerà l’erede di una nota dinastia di industrie tessili, il barone Ètienne Balsan. Egli diventerà suo amante ed anche il suo primo finanziatore.

È nel 1913 che Coco Chanel apre il suo primo negozio di cappelli, diversi per estetica dal gusto della belle epoque. In seguito, aprirà le sue prime boutique a Parigi e a Deauville. Il 1916 apre il suo salone di alta moda a Biarritz e nel 1920 è di nuovo a Parigi, dove apre il mitico atelier di Rue Cambon, 31.

Storia della griffe Chanel

Il 1921 è un anno fondamentale: Chanel si dedica alla profumeria in modo tale da lanciare sul mercato, un paio di anni dopo, il mitico Chanel n.5. Fu il primo profumo a prendere il nome di una stilista, proposto in un’essenziale bottiglia di cristallo in Art Dèco. Negli Anni Trenta Chanel riesce finalmente a sfondare e a imporsi definitivamente nel mondo della moda.

Con l’avvento della crisi in seguito alla seconda Guerra Mondiale, nel 1939, Chanel è costretta a chiudere la sua maison e a rifugiarsi prima a Vichy, poi in Svizzera. Nel 1954 deciderà di rimettersi nuovamente in gioco presentando, all’età di 71 anni, la sua nuova collezione ancora ispirata agli Anni Venti. Dapprima stroncata dalla critica, questa collezione diventerà il simbolo della moda degli Anni Sessanta.

Muore nei suoi appartamenti privati all’Hotel Ritz nel 1971. Da allora l’eredità artistica della maison è affidata a Karl Lagerfeld.

Stile e innovazione nella griffe Chanel

Coco Chanel inventa un nuovo stile, perfetto per una donna libera, anticonformista, rivoluzionaria, indipendente dagli uomini e sicura di sé. La moda e lo stile di Coco Chanel sono diretta emanazione della personalità della fondatrice della maison che sperimentò sempre su sé stessa le proprie innovative idee.

Rivoluzionaria negli Anni Venti, Coco inventa uno stile lineare ed essenziale. In netto contrasto con l’opulenza degli abiti in voga durante la Belle Epoque, il suo è uno stile che mescola fin dall’inizio il femminile e il maschile. Coco Chanel ha liberato le donne dai corsetti ed ha proposto lo stile garcon, estrapolando dal guardaroba maschile capi fino a quel momento indossati esclusivamente dagli uomini, come pantaloni, giacche sportive o cravatte. Oltre all’abbigliamento unisex, ha avuto intuizioni geniali come i cappelli a cloche, le scarpe bicolore per slanciare le gambe, le borsette da portare sulle spalle con le classiche catene, per citrane solo alcune.

Lo stile Chanel vuole non tanto ostentare il lusso quanto piuttosto nasconderlo.

Fra le numerose innovazioni apportate da Coco anche un occhio particolare per gli accessori, dalle grandi borse, all’uso smodato della bigiotteria abbinata ad abiti dalla linea semplice. Collane, bracciali, perle, cristalli, catene dorate, sapientemente abbinata a gioielli veri, che Coco amava farsi regalare e a cui soleva ispirarsi.

Un perfetto mix di vero e falso. Coco Chanel ha inventato anche il petit robe noir, l’intramontabile abitino nero. Altro successo intramontabile è il classico tailleur Chanel composto da vari pezzi, dalla classica giacca con taglio cardigan, alla gonna lineare e semplice, fino alla camicia coordinata con il lussuoso tessuto interno del tailleur.

Ancora oggi lo stile Chanel, proposto da Karl Lagerfeld, è pensato per una donna che ama il lusso e l’eleganza dei dettagli anche in abbigliamento comodo e pratico.

Profumeria

L’impero Chanel va dall’haute couture al pret a porter (introdotto da Lagerfeld nel 1978), dagli accessori, alla gioielleria, dal make up alla profumeria che rappresenta un altro importante settore di affermazione dello stile Chanel. Lo Chanel n.5 è il profumo più venduto al mondo, una vera icona per tutte le donne.

Chanel si dedicò alla profumeria nel 1921 commissionando al chimico Ernest Beaux una fragranza sintetica lontana dai tradizionali, stucchevoli profumi dell’epoca. La leggenda narra che la stessa Coco scelse, fra le varie bottigliette semplicemente numerate da 1 a 5 e da 10 a 24, la numero 5.

Non le cambiò neppure il nome: era nato il mitico Chanel numero 5 proposto in un’innovativa confezione in cristallo trasparente, reso celebre anche dalle affermazioni di Marilyn Monroe che dichiarò di “andare a letto vestita solo di due gocce di Chanel n.5). Furono moltissimi altri i profumi creati da Coco, da Cuir de Russie a Gardenia fino al n° 22.

Pubblicità

Nel corso degli anni le campagne pubblicitarie della linea Chanel e dei profumi in particolare sono sempre state molto incisive e inusuali. Dal celebre spot di Egoiste, il profumo maschile, allo spot del profumo Coco con una giovanissima Vanessa Paradis nel ruolo dell’uccellino in gabbia, la galleria delle celebri testimonial di lusso è davvero lunghissima, da Marylin Monroe a Catherine Deneuve, da Carole Bouquet a Nicole Kidman, da Keira Knightly ad Anna Mouglalis a Kate Moss fino ad Audrey Tatou (e solo per citarne alcune) protagonista dell’ultimo spot del celebre profumo come protagonista di un impossibile storia d’amore sull’Orient Express.

Spot che non devono semplicemente pubblicizzare il prodotto (che quasi non ne ha necessità) ma che devono continuare a riproporlo come qualcosa di mitico.

Chanel e il cinema

Coco Chanel ha vestito le più belle donne del cinema. Stilista prediletta dell’attrice Romy Schneider (che ha vestito anche nel film di Luchino Visconti, suo grandissimo amico, Il lavoro), è stata omaggiata dal cinema con due film usciti nel 2009 interamente a lei dedicati.

La francese Audrey Tatou è la protagonista di Coco Avant Chanel di Anne Fontaine i difficili inizi della carriera della stilista. Anna Mouglalis è invece la protagonista di Coco Chanel&Igor Stravinsky di Jan Kounen sulla tormentata (e presunta) storia d’amore fra la stilista e il musicista.

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Storia del marchio Giorgio Armani https://www.rispostafacile.it/storia-del-marchio-giorgio-armani/ https://www.rispostafacile.it/storia-del-marchio-giorgio-armani/#respond Wed, 14 Jul 2021 07:51:05 +0000 http://www.rispostafacile.it/?p=15047 Armani è un celebre marchio di lusso che nasce originariamente nel settore dell’abbigliamento ma che si è rapidamente espanso in tantissimi altri settori, come ad esempio la profumeria, la gioielleria, gli orologi e la casa. Ecco quindi una guida per saperne di più sulla storia di questo famosissimo marchio, sulla persona che lo ha creato e sui prodotti che lo hanno reso celebre.

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Giorgio Armani

Storia del marchio Giorgio Armani

“È una questione di eleganza, non solo di estetica. Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È trovare la novità e l’invenzione senza ricorrere alla stravaganza. È gusto e cultura”. (Giorgio Armani)

Giorgio Armani nasce a Piacenza l’11 luglio 1934. Alcuni decenni dopo diventerà uno dei più famosi stilisti italiani a livello mondiale.

Vive a Piacenza con la famiglia fino al diploma, poi si trasferisce a Milano per studiare medicina, ma dopo due anni lascia gli studi e trova lavoro come buyer per la Rinascente.

Storia del marchio Giorgio ArmaniSi divide tra la vendita di abbigliamento maschile, l’allestimento delle vetrine e l’attività di assistente fotografo fino al 1964, quando viene contattato da Nino Cerruti per dare un nuovo volto al marchio Hitman e disegna così la sua prima linea.

Lascia Cerruti dopo sette anni, dietro incoraggiamento dell’amico e futuro socio Sergio Galeotti e avvia l’esperienza di disegnatore di moda, inaugurando nel 1975 la Giorgio Armani spa: il 24 luglio la primissima linea uomo-donna prèt a porter.

La collezione che, a distanza di un solo anno, lo consacra come nuovo talento della moda è presentata nella Sala Bianca di Firenze, ed è l’inizio del suo stile: compare la giacca destrutturata, vera rivoluzione rispetto ai canoni tradizionali rigidi e classici.

La rigidità cede il posto ad una versione più morbida, priva di supporti interni, con i bottoni spostati e nasce un vero e proprio stile per uomo ma anche per la donna. Nelle sue parole

“la giacca è stata la prima cosa a cui ho desiderato mettere la firma. Ho costruito un tipo di giacca rilassata, informale, meno rigorosa che lascia intuire il corpo e la sensualità”.

Il nuovo stile è informale, il tailleur esce dai ristretti confini imposti dalla tradizone, è sconfina in nuovi territori, legandosi per le donne alle scarpe con il tacco basso e addirittura alle sportive. Indipendenza e libertà, quindi, ma sempre nel rispetto dei canoni classici dell’eleganza e del buon gusto.

Niente è più necessario del rigore, si potrebbe dire, mentre il superfluo è per l’appunto inutile: questa la sua filosofia.

Del resto, Armani si ispira a dive come Marlene Dietrich, e i colori prediletti saranno sempre l’ormai celeberrimo ‘nero Armani’, il grigio, il sabbia, toni discreti ed eleganti.

E la sobrietà si ripercuote anche nella scelta di utilizzare le filiere produttive normali, comuni, piuttosto che sarti di prestigio, scelta ripagata nel 1982 dalla prima di una lunga serie di copertine, quella del Times. (“Giorgio’s Gorgeous Style”).

Prima di lui, l’unico stilista ad ottenerla era stato Christian Dior.

E’ la consacrazione, e da allora solo successi lo attendono:

  • 1983. Eletto stilista internazionale dell’anno dal Council of fashion designers of America.
  • 1985-1986-1987. Nominato rispettivamente Commendatore della Repubblica Italiana, Grande Ufficiale e Gran Cavaliere.
  • 1991. Conferimento Laurea honoris causa dal Royal College of Art di Londra.
  • 1998. Attribuzione Premio Risultati dal Sole 24 Ore.

Armani nel cinema

Sono ben 150 i film di cui Armani è lo stilista ufficiale, ma tre in particolare rimangono impressi nell’immaginario collettivo.

Il primo è stato American Gigolò (1980), il volto è quello di Richard Gere. Entrambi emergenti, hanno tratto l’uno vantaggio dall’altro.

Il Gere di American Gigolò si veste di eleganza per le sue serate scegliendo tra un repertorio di impeccabili completi di diverso colore, e di una serie di quelle magliette che rappresentano il marchio dello stile Armani.

Dal canto suo, il sex symbol in ascesa Gere indossa con eleganza giacche, camice e maglie, e a distanza di anni rimane ancora nella memoria.

E’ la nascita del completo con maglietta, della classe naturale, vicina alla raffinatezza ma lontana dalla rigidità dei canoni classici.

Dieci anni dopo, nel 1990, è la volta di ‘Il tè nel deserto’, di Bernardo Bertolucci. Ed è ancora, trionfalmente, Armani.

Un Armani diverso, lontano dai completi di American Gigolò, ma sempre lui, nelle stoffe stampate con riferimento alla calligrafia cinese, nei ricami semitrasparenti che richiamano le porcellane Ming, nelle linee generali degli abiti ispirate alla filosofia zen.

Ma ancor prima, nel 1987, Armani è chiamato da Brian De Palma per ‘Gli Intoccabili’.

Qui la molla non è rappresentata tanto dal prestigio del regista o dal presentimento che il film diventerà un capolavoro destinato a lasciare il segno, quanto piuttosto dalla possibilità di creare degli abiti per una ambientazione degli anni Venti e Trenta, che rappresentano da sempre per lui un punto di riferimento, il terreno di elezione da cui attingere spunti.

Il bianco, il nero, l’eleganza imperano.

Il marchio Armani

Non solo abiti. Ma anche profumi, occhiali, gioielli, oggetti di arredamento.

Il primo passo è nel 1988, quando da un accordo con Luxottica nasce una linea di occhiali destinata ad inaugurare una lunga serie.

A seguire, realizzerà profumi per L’Orèal, e porterà il suo tocco magico in tutti i settori legati alla cura della persona, come appunto gli occhiali e i gioielli: vestire e profumare Armani diventa una tendenza, un simbolo, oltre che un puro piacere personale.

E nel 2000 si va oltre la persona, si passa a caffè, ristorante, libri, e nel 2001 ad Armani Accessori, il primo punto vendita dedicato.

Tutte le sue attività lo collocano al secondo posto nella classifica degli stilisti più ricchi del mondo e al quarto in quella degli uomini più ricchi di Italia: ancora cifre da record

Giorgio Armani

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