Quali sono le specialità sportive con gli sci?

Lo sci (dal norvegese “skid” che significa ricoperto di pelle) è un termine che sta a indicare ognuno dei due attrezzi usati per scivolare, camminare o saltare sulla neve, anticamente rappresentati da due assicelle ricurve ricoperte di pelle di foca onde evitare lo scivolamento all’indietro.

Specialità sportive con gli sci

Lo sci è oggi sport molto popolare anche in Italia nelle sue due branche: sci nordico (fondo e salto) e sci alpino (discesa).

Specialità sportive con gli sci

Lo sci da competizione comprende tre specialità: la discesa, il fondo e il salto.

Discesa

Le gare di discesa possono essere di discesa libera o di discesa obbligata, detta anche slalom. Nella discesa libera i partecipanti prendono il via uno alla volta con distacchi sufficienti a impedire che sul percorso ce ne siano contemporaneamente due, e cercano di realizzare il minor tempo possibile, forzando la velocità; il percorso è “libero”, spetta cioè al singolo atleta scegliere le traiettorie che ritiene migliori.

Le uniche bandierine presenti sul tracciato sono quelle “direzionali”, poste a ogni lato della pista (rosse a sinistra, blu a destra); speciali “porte di controllo” sono piazzate, inoltre, sul percorso per segnalare ai concorrenti i punti pericolosi e per ridurre la velocità media della corsa. Solitamente, gli uomini gareggiano su piste lunghe circa 3 chilometri, con un dislivello di 800-1000 metri; il percorso riservato alle donne è meno lungo e anche meno ripido (500-700 metri di dislivello). Tra le specialità dello sci alpino, la discesa libera è quella che consente di raggiungere le massime velocità.

Per quanto concerne lo slalom, si disputano due tipi di gare: lo slalom speciale e lo slalom gigante. Entrambi si disputano su percorsi disegnati in precedenza dagli organizzatori e la vittoria viene assegnata, dopo due prove (manches) su percorsi differenti, al concorrente che fa registrare il minor tempo totale.

Lo “speciale” si svolge su un percorso sinuoso delineato da coppie di bandierine chiamate “porte” larghe ciascuna tre metri. La distanza tra due porte (che devono essere alternatamente blu e rosse) non deve essere inferiore ai 75 centimetri e superiore ai 15 centimetri. Ogni percorso deve contenere “porte aperte” e “porte verticali”, due o tre combinazioni verticali (composte di tre-cinque porte) e almeno quattro combinazioni a pettine.

I percorsi maschili hanno 55-75 porte, quelli femminili 40-60. Per quanto concerne il dislivello, il regolamento dei Campionati del Mondo e delle Olimpiadi prevede che per le gare maschili debba essere di 180-220 metri, per le gare femminili di 130-180 metri. Lo stesso regolamento stabilisce che almeno un quarto del percorso deve essere con pendenza superiore ai 30°. Al concorrente è richiesta la massima attenzione, poiché nessuna “porta” può essere saltata, pena la squalifica.

Il concorrente è cioè tenuto a passare tra le due bandierine di una porta con entrambi i piedi e la parte anteriore dello sci. L’atleta deve compiere due percorsi e la somma dei tempi impiegati determina il risultato della gara. Se l’atleta manca una porta e sbaglia il passaggio che deve avvenire con entrambi i piedi fra i due paletti può risalire e ripetere l’ingresso.

E’ squalificato e tolto di gara l’atleta che salta una porta. Le porte possono essere disposte dal tracciatore a una distanza non superiore ai 15 metri l’una dall’altra in senso orizzontale, verticale o diagonale. Per lo slalom si usano sci meno rigidi e spesso leggermente più corti di quelli che si usano per la discesa.

Lo slalom gigante si tratta di una gara che riassume le caratteristiche di velocità della discesa libera e quelle d’abilità tecnica e d’esecuzione dello slalom speciale. Si disputa, infatti, su percorsi più lunghi rispetto a quelle dello “speciale”, ma segnati da un numero inferiore di porte. La distanza minima tra una porta e l’altra è, infatti, di 5 metri, mentre la larghezza di una porta può essere anche di 8 metri. Mediamente, lungo il percorso devono esserci almeno 30 porte.

Per quanto riguarda il dislivello, deve essere di 250-500 metri, per le gare maschili, e di 250-450 per quelle femminili; il dislivello medio tra due porte deve essere di almeno 8 metri. Come per lo “speciale”, il salto di una porta determina la squalifica del concorrente. In questi ultimi anni, alle due specialità tra i pali se ne è aggiunta una terza, il supergigante, che vede gli atleti impegnati su un tracciato di lunghezza equivalente a quello della discesa libera, e però disciplinato da porte e passaggi obbligati.

Un’altra specialità, prevista alle Olimpiadi e ai Campionati del Mondo, è la Combinata. Non è una gara diversa dalle precedenti, ma una classifica comprensiva sia degli slalom, sia della discesa libera. La graduatoria finale dei concorrenti viene stilata non già sommando i tempi realizzati da ciascun concorrente nelle tre prove, ma bensì i punti (determinati in base a uno speciale prontuario) ottenuti in ciascuna gara.

Fondo

Le gare di fondo potrebbero essere definite anche “prove di marcia veloce sulla neve con gli sci”. In una gara di sci di fondo lo sciatore avanza a lunghi passi spingendosi con una gamba per scivolare in avanti sull’altra. Lo sci di fondo rappresenta un esercizio fisico eccellente in quanto implica il movimento di tutti i principali gruppi muscolari.

I tracciati devono comprendere in parti eguali salita, piano, discesa, debbono essere vari, ma naturali e senza ostacoli artificiali, con dislivelli medi di 150 metri, per le gare femminili, di 180 per le maschili da 15 a 18 chilometri, di 275 per i 30 chilometri e di 350 per le prove più lunghe.

Idealmente, un terzo del percorso dovrebbe essere in piano, un altro terzo in leggera salita e il resto in discesa, ma non sempre le caratteristiche naturali dei tracciati consentono il pieno rispetto di questa regola. La misura del massimo dislivello consentito tra il punto più alto e quello più basso del percorso varia, invece, a seconda della lunghezza della corsa. Le gare si svolgono a cronometro con avvio dei concorrenti separati.

La partenza viene data ai singoli concorrenti a intervalli regolari, un po’ come avviene nelle gare ciclistiche a cronometro; vince, ovviamente, chi percorre la distanza nel minor tempo possibile. Le staffette si corrono, invece, in linea con partenza contemporanea di tutti i partecipanti alla prima frazione. Gli sci sono molto leggeri, di lunghezza inferiore a quelli in uso per la discesa. Tra le prove di fondo rientra il biathlon, gara in cui il fondista sosta in determinate località per prove di tiro che incidono con penalizzazioni sul suo tempo di gara.

Gli eventi agonistici principali dello sci di fondo sono i Giochi Olimpici invernali e i Campionati del Mondo, che si alternano a distanza di due anni, oltre naturalmente alla Coppa del Mondo. Le nazioni tradizionalmente più forti nello sci di fondo sono quelle scandinave, gli stati della ex Unione Sovietica e l’Italia.

Salto

La gara di salto è, senza dubbio, la più spettacolare e rischiosa. Il saltatore prende velocità da uno speciale trampolino di lancio (costituito da una pista di lancio e da una zona di atterraggio), vola in aria tenendo gli sci paralleli, e infine atterra sulla sottostante pista di neve a 70, 80 e anche 90 metri di distanza dal “dente” del trampolino.

La distanza del salto si misura dal dente del trampolino al punto in cui lo sciatore prende terra con gli sci. Vince chi sa saltare più lontano, naturalmente; però ai metri saltati da ciascun concorrente vanno aggiunti dei punti che esprimono la valutazione dei giudici di gara sullo stile del saltatore.

Quindi, la giuria attribuisce due punteggi: uno di stile, deciso dai giudici tenendo conto di tre concetti, stacco, volo, atterraggio (ogni giudice esprime un voto, vengono esclusi il più alto e il più basso e conteggiati gli altri tre); l’altro, in base alla misura ottenuta, viene attribuito, attraverso particolari tabelle che tengono conto del punto critico e della portata del trampolino su cui si svolge la gara. La somma dei due punteggi definisce così il risultato di gara dell’atleta.

In questa specialità, quindi, gli atleti cercano di assumere una posizione che riduca al minimo la resistenza all’aria e permetta loro di atterrare il più lontano possibile. E’ una specialità che richiede grande coraggio ed eccezionale forza di gambe per resistere al momento dell’atterraggio dopo il volo.

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