Quali sono gli usi del Ginkgo Biloba?

Prima di parlare di quali sono gli usi del Ginkgo Biloba (nome scientifico Pterophylla Salisburiensis) dobbiamo svelare che è un fossile.

Si, si tratta di una delle piante più antiche e longeve del mondo, definita da Darwin come “fossile vivente”.

Questo per essere l’unico esemplare appartenente alla famiglia delle Ginkgoine (risalenti all’età mesozoica ed estinte da 100 milioni di anni circa).

Imponente e maestoso, di origine asiatica può raggiungere circa i 40 metri di altezza, con caratteristiche foglie a forme di ventaglio divise in due lobi (bilobate) e ricche di preziosi principi attivi.

Cosa contiene il Ginkgo Biloba

Le virtù del ginkgo risiedono nelle foglie dalle quali, tra le tante cose, deriva l’attributo biloba.

Grazie alla particolare forma bilobata, che significa suddivisa in due lobi, le foglie del ginkgo sono ricche di flavonoidi, ossia sostanze attive nella lotta ai radicali liberi.

Sempre ai flavonoidi, poi, si riconosce la capacità di intervenire sui vasi sanguigni e, di conseguenza, sulla rete capillare.

Questo rende il ginkgo adatto a contrastare anche altri disturbi legati ad esempio alla ritenzione idrica.

Come usare il ginkgo biloba

A cosa serve il Ginkgo Biloba

Tra gli usi del Ginkgo Biloba si segnala un prezioso aiuto contro l’invecchiamento cutaneo e organico.

Perché le proprietà di questa pianta vanno a contrastare quei radicali liberi che si formano a causa di

  • stili di vita errati
  • alimentazione squilibrata
  • inquinamento atmosferico

che attaccano il corpo sollecitandone il deterioramento cellulare.

Oltre alla buona salute delle cellule, il ginkgo stimola la regolarizzazione della circolazione venosa che si ripercuote sul fenomeno tanto diffuso della cellulite, dovuta appunto alla ritenzione idrica e ad un percorso circolatorio non ottimale.

Allo stesso modo della cellulite, anche i disturbi della circolazione periferica traggono giovamento dal ginkgo, così come le vene varicose, la memoria e la concentrazione che sono avvantaggiate da un flusso di sangue più dinamico a livello cerebrale.

Si ritiene addirittura che il ginkgo sia produttivo un utilizzo preventivo per scongiurare malattie degenerative come l’Alzhaimer.

Quali sono gli usi del Ginkgo Biloba

Indipendentemente dagli usi del Ginkgo Biloba, esso si trova in commercio in forma di gocce, capsule, olio, compressa o crema.

E’ indispensabile rivolgersi ad uno specialista per capire se esistano controindicazioni rispetto al proprio stato di salute.

Ma anche all’eventuale interazione con farmaci anche se, in linea di, massima, si tratta di prodotti naturali equivalenti ai più diffusi integratori erboristici.

Il ginkgo biloba non è assolutamente un prodotto per il fai da te dal momento che agisce sul flusso del sangue e può causare molti danni se assunto in modo sbagliato.

Il dosaggio dipende dalla natura e della gravità del sintomo per il quale si sceglie di assumerlo.

Sotto forma di compressa o capsula, infatti, va preso una volta al giorno ed è preferibile farlo la mattina prima di colazione. Perché a stomaco vuoto viene assorbito più rapidamente e la terapia non dura più di tre mesi.

Dopo questo periodo, se è necessario, è possibile proseguire la cura ma è necessaria comunque una pausa di 15-20 giorni.

Sotto forma di estratto secco dalle foglie, invece, il dosaggio giornaliero oscilla tra un minimo di 100 mg ad un massimo di 200 mg. E il ciclo di trattamento ha la periodicità di un mese seguito dalla sospensione per 2 o 3 settimane.

Dove si compra il ginkgo biloba

Il ginkgo biloba si compra in erboristeria, in farmacia o da ecommerce affidabili, ma è fondamentale la prescrizione del medico sulle modalità di assunzione.

Potenziare memoria e concentrazione con il Ginkgo

In Europa, il ginkgo è noto soprattutto per il suo utilizzo officinale, le sue foglie sono oggetto di frequenti ricerche date le spiccate qualità antiossidanti contenute.

Sempre più studi scientifici dimostrano come si può potenziare la memoria e la concentrazione con il Ginkgo biloba, grazie soprattutto ai potenti antiossidanti contenuti nelle foglie.

I flavonoidi e i terpenoidi, carotenoidi e vitamina C, che liberano i tessuti, compresi quelli sanguigni, dalle tossine migliorandone l’ossigenazione.

I suoi principi attivi lo rendono efficace per alleviare i disturbi circolatori e frenare l’invecchiamento cerebrale.

Questo grazie alla sua azione dilatatoria dei vasi sanguigni, con un conseguente aumento della microcircolazione e viscoelasticità del sangue.

Il ginkgo, attraverso l’aumento circolatorio a livello cerebrale e con un miglior apporto di ossigeno ed elementi essenziali nutritivi, migliora considerevolmente la condizione generale del cervello.

Ed è dunque particolarmente consigliato sia alle persone anziane, per la prevenzione del morbo di Alzheimer e della demenza senile, che ai giovani per migliorare le capacità di apprendimento e di memorizzazione.

È stato anche evidenziata la sua utilità nel contrastare la retinopatia diabetica, riducendo le possibilità ai radicali liberi di raggiungere ed intaccare i vasi sanguigni della retina.

Oltre ad apportare benefici nei disturbi dell’udito, vertigini, ronzii, e in caso di allergie, limitando la liberazione di istamina da parte dei mastociti.

Principalmente commercializzato sotto forma di compresse od opercoli, viene somministrato con particolare cautela nei soggetti che si sottopongono a cure antiaggreganti-anticoagulanti.

Inoltre, essendo un fotosensibilizzante, vanno sconsigliate durante il periodo di assunzione delle prolungate esposizioni al sole o a lampade abbronzanti.

Il Ginkgo Biloba contro la cellulite

Si può ricorrere al Ginkgo per la sua ricchezza di quei flavonoidi che agiscono sulla rete dei capillari come rafforzatori.

Essi agevolano così il regolare scorrimento del sangue, che contrasta la formazione di grumi.

Più i liquidi circolano ‘per bene’, meno la cellulite risce a formarsi, perchè dal drenaggio e dal microcircolo non possono nascere addensamenti.

E se anche la cellulite è già presente, e quindi si tratta di curare e non di prevenire, il ginkgo aiuta a ‘scioglierla’.

Permette di ridurla, nella misura in cui il miglioramento della circolazione del sangue interessa anche le aree già colpite, con evidente giovamento della situazione nel suo complesso.

Ricordare sempre che un bombardamento di gocce di ginkgo non serve a nulla da solo. Al contrario è imperativo abbinarlo ad un regime alimentare controllato e all’esercizio fisico, pena un comprensibile insuccesso.

Nel caso di applicazione di lozioni a base di ginkgo, è bene spendere qualche minuto in più per il massaggio del prodotto.

Occorre distribuirlo massaggiando in modo circolare, dal basso verso l’alto, con particolare attenzione per la zona dei polpacci.

Già con la sola frizione si attiva la circolazione e l’effetto del tocco delle mani unito alle proprietà del rimedio naturale può portare nel lungo periodo apprezzabili risultati.

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