Quali macchinari sono ammessi nei centri estetici?

Fino a non molto tempo fa, si diventava estetista senza titoli, o meglio, senza che fosse necessario avere un titolo specifico. Chi decideva di fare la scuola per estetista magari era agevolato, ma allo stesso tempo si poteva intraprendere la professione semplicemente con la pratica, iniziando a lavorare in un posto e apprendendo sul campo quanto necessario. Per le clienti, meno certezze e più approssimazione. Oggi per diventare estetista si segue un corso triennale e, per chi lo desidera, dei corsi di specializzazione, ma rimaneva l’incognita delle apparecchiature.

I macchinari

Se si sceglie di aprire un centro estetico, non si può prescindere dal decreto che attua una legge datata addirittura 1990 (n.1, 4 gennaio) e solo ora applicata in parte. In pratica vengono fissate le regole per le apparecchiature elettromeccaniche che possono essere usate dalle estetiste: inoltre vengono chiarite le modalità di utilizzo, in modo che ogni operatore sappia dove mettere le mani, è proprio il caso di dirlo.

Macchinari no

Ci sono ovviamente dei divieti, che riguardano peraltro delle attività molto richieste dalle donne. La cavitazione e il fotoringiovanimento, in particolare, non devono essere praticati nei centri estetici, e la motivazione è comprensibile. Si tratta infatti di trattamenti volti ad eliminare la cellulite, nel caso della cavitazione, e le rughe, nel caso del fotoringiovanimento, che presentano delle criticità per le quali si rende necessario un medico. Sarà quindi il caso di effettuare presso uno studio medico questi trattamenti, e bisogna diffidare dei centri estetici che li propongono, a meno che al loro interno non sia presente appunto un medico che se ne occupa.

Macchinari si

Le apparecchiature approvate sono molte più di quelle vietate, si tratta di ventidue contro le due di cui sopra. Via libera, ad esempio, al laser e alla luce pulsata per la depilazione e per la elettrodepilazione; si tratta di un riconoscimento importante, nella misura in cui i trattamenti depilatori rappresentano una delle attività principali svolte dalle estetiste, soprattutto nel periodo estivo. L’ok riguarda poi specifiche apparecchiature per la pulizia del viso, per la manicure e la pedicure, per diversi tipi di massaggi e per la ceretta a caldo, le lampade abbronzanti, gli elettrostimolatori ad ultrasuoni.

Le indicazioni

Oltre all’elenco dettagliato delle apparecchiature e delle loro caratteristiche, il decreto prevede delle indicazioni sull’utilizzo stesso degli strumenti approvati. Si tratta di comprendere che la ceretta a caldo, ad esempio, anche se legittimata dalla legge, non può essere praticata su una persona con problemi di capillari fragili, di vene varicose o di irritazioni importanti della pelle. Altro caso tipico quello del laser o della luce pulsata: gli occhi vanno schermati con appositi occhiali si tratta di un imperativo categorico, e fra una seduta e l’altra non può passare meno di un mese.

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