Prestiti a cattivi pagatori o protestati

Il ritardo nel pagamento di due o più rate di un finanziamento (sia questo un piccolo prestito, un finanziamento al consumo o un mutuo), comporta per il debitore una valutazione di demerito in EURISC – CRIF: viene, cioè, segnalata la morosità in un archivio informatico contenente i dati sui finanziamenti erogati a privati o imprese, che le banche e le finanziarie consultano in fase di concessione del credito. Tale nota di demerito comporta la dicitura di “cattivo pagatore”.

Prestiti a cattivi pagatori o protestati: alternative possibili

Invece, in caso venga accertato da un notaio (o da un qualunque pubblico ufficiale abilitato) il mancato pagamento di un assegno bancario o di una cambiale, viene elevato il “protesto”, iscrivendo colui che ha emesso il titolo impagato presso la CAI (Centrale Allarme Interbancaria) con segnalazione negativa e revocando la facoltà di emettere assegni, pregiudicando così il rapporto con gli istituti di credito. Questa pratica fa sì che il debitore venga comunemente definito “protestato”.

Quando si verificano tali eventi pregiudizievoli, indipendentemente dalla motivazione che sta dietro all’inadempienza del pagamento dei propri debiti, diventa complesso ottenere nuovamente del credito da una banca o da una finanziaria, anche se non è impossibile.

Prestiti a cattivi pagatori o protestati

Anche per i cattivi pagatori e per i protestati, infatti, c’è la possibilità di richiedere un prestito non finalizzato (senza dover apporre giustificazioni sull’utilizzo che verrà fatto del denaro), a condizione che il richiedente sia lavoratore dipendente e con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Gli strumenti più utilizzati per i cattivi pagatori e i protestati, sono: la cessione del quinto dello stipendio, il prestito delega e il prestito cambializzato.

La cessione del quinto dello stipendio (CQS) ha come peculiarità la modalità di pagamento delle rate stesse: queste vengono trattenute direttamente dalla busta paga, consegnando al debitore una quietanza nettata del quinto dello stipendio. Sarà compito del datore di lavoro (che è parte integrante del contratto di CQS e non può rifiutare questa tipologia di prestito) versare poi la rata, garantendo il titolare del finanziamento nei confronti del creditore.

Il Prestito Delega è molto simile alla CQS: anche in questo caso, infatti, la busta paga ricevuta del debitore viene nettata dell’importo della rata. Le principali differenze rispetto alla cessione sono che: non è previsto il limite del quinto di stipendio (20% dell’importo della retribuzione) potendo arrivare fino al 50% del salario e la possibilità, per il datore di lavoro, di rifiutare la sottoscrizione di tale contratto.

Il prestito cambializzato, infine, è un finanziamento che viene erogato in cambio della firma di un certo numero di cambiali da parte del richiedente. In quanto la cambiale è un titolo di credito “puro” ed è già sottoscritta dal beneficiario, la particolarità di questo contratto è che –in caso d’insolvenza- la banca (o la finanziaria) è già autorizzata al pignoramento dei beni. Questa tutela ulteriore, unita al fatto che non vi è alcuna comunicazione ai database bancari (le cambiali mettono il creditore al riparo dai rischi di morosità), fa sì che tale finanziamento sia utilizzato principalmente da chi versa in situazioni di maggiore difficoltà.

Dunque anche i cattivi pagatori e i protestati, seppur con percorsi meno lineari e con l’aggiunta di garanzie, hanno la possibilità di accedere nuovamente al credito, anche prima della cancellazione dal sistema EURISC (che avviene dopo 12-36 mesi, in base al grado di morosità) o CAI (che avviene dopo 6 mesi).

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