Matrimonio tecnologico: in Giappone il prete è un robot

Non parliamo nemmeno più di tabù, è scomparsa anche la parola: non c’è veramente più religione, nel senso che anche il matrimonio non sarà più celebrato da un prete, ma da un suo sostituto tecnologico, un robot. Accadrà in Giappone, dove una coppia ha già detto il suo sì “tecnologico”.


La motivazione della neo-sposina riguardo le sue nozze cyborgiane vertono su una questione “sociale” e “moderna”: i robot sono così tanti ormai (in Giappone) e la tecnologia fa sempre più parte integrante della vita di tutti, che farsi sposare da un robot appare come una conseguenza quasi naturale della situazione sociologica che si è venuta a creare.

Non si potrebbe sicuramente fare lo stesso paragone nel nostro Paese (che non produce centinaia di robot l’anno), ma francamente la visione della novella sposa è se non altro discutibile e forse, alla luce di conseguenze già abbondantemente ipotizzate e realizzabili (Matrix docet), per niente condivisibile.

Lungi da me il demonizzare la tecnologia, che amo profondamente, ma questo mi sembra davvero troppo. E poi francamente, da due sposi geek mi sarei aspettata qualcosa di meglio riguardo gli abiti: perchè tutta questa tradizione se poi il prete viene dal futuro?!?

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