La portabilità del mutuo conviene?

Oggi molte banche ed istituti finanziari in genere si presentano come promotori di portabilità del mutuo a costo nullo. Ci si chiede, quindi, se sia davvero così! Al momento è in corso un vero e proprio “duello” tra istituti e antitrust. I primi, infatti, si sarebbero resi protagonisti, secondo l’antitrust, di pratiche commerciali scorrette. Questo ha reso necessario un apposito regolamento in tal senso, volto a chiarire e delimitare i contenuti della legislazione che regolamenta la materia.

Ci sono però degli aspetti che lasciano scontenti i cittadini. Studi ed analisi, infatti, hanno evidenziato come le problematiche connesse agli acquisti di un immobile siano insite, secondo le opinioni dei consumatori, nella lunga durata delle procedure, evento che determina spesso un completo mutamento della situazione economico-finanziaria in corso, anche a tutto svantaggoi del cliente. Una altra lamentela, è connessa alle difficoltà insite nella portabilità delle assicurazioni che al mutuo risultano connesse in maniera diretta.

Se al momento della promulgazione del decreto Bersani, quindi, la portabilità dei mutui poteva essere vista come un vantaggio notevole ed innegabile, il tempo e l’applicazione del decreto hanno permesso di capire che non è così. Poniamo quindi l’accento su alcuni elementi a volte trascurati:

  • gli istituti di credito concedono l’operazione se e solo se è stato restituito almeno il 20% del capitale
  • alcuni istituti non hanno ancora eliminato in automatico le penali connesse all’estinzione anticipata del mutuo, nonostante l’assoluto divieto sancito dalla legge
  • passare da una banca all’altra consente di avere uno spread (e quindi anche un tasso finito) più basso. La banca che “cede” il credito è obbligata ad accettare la surroga (e quindi la scrittura privata invece dell’atto pubblico), mentre la banca che lo rileva non necessariamente lo fa.

Un po’ di confusione è invece sorta nel rapporto tra mutuo e agevolazioni prima casa, dal momento che secondo alcuni il trasferimento del mutuo sarebbe connesso alla perdita dei benefici prima casa.

A tal proposito è opportuno ribadire alcuni aspetti. Le agevolazioni sulla prima casa, infatti, riguardano l’immobile e non il mutuo e, in ogni caso, si perdono solo al verificarsi si queste condizioni:

  • entro 18 mesi non si trasferisce la residenza nel comune in cui è ubicato l’immobile
  • in fase di atto si sono rilasciate dichiarazioni non veritiere
  • l’immobile viene venduto entro i 5 anni dall’acquisto.

In conclusione, la portabilità del mutuo da un istituto all’altro è senza dubbio un ottimo provvedimento che consente ai clienti di non essere in nessun modo vincolato e in alcuni casi ricattato dalle banche.

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