In cosa consiste l’ippoterapia?

Gli effetti positivi della pet-therapy sono ampiamente riconosciuti in tutto il mondo. Prendersi cura di un animale aiuta a superare i momenti di difficoltà e a migliorare la sensazione di benessere. Se poi l’animale protagonista è il cavallo, gli effetti sono ancora più evidenti. L’ippoterapia è infatti considerata una disciplina efficace e collaudata in grado di favorire il recupero delle proprie forze, sia psicologiche che fisiche. E’ stato infatti dimostrato che questa terapia è particolarmente valida in caso di autismo e disturbi del comportamento. L’ippoterapia è costituita da un insieme di tecniche che, attraverso il rapporto con il cavallo, consente

Gli effetti positivi della pet-therapy sono ampiamente riconosciuti in tutto il mondo. Prendersi cura di un animale aiuta a superare i momenti di difficoltà e a migliorare la sensazione di benessere. Se poi l’animale protagonista è il cavallo, gli effetti sono ancora più evidenti. L’ippoterapia è infatti considerata una disciplina efficace e collaudata in grado di favorire il recupero delle proprie forze, sia psicologiche che fisiche. E’ stato infatti dimostrato che questa terapia è particolarmente valida in caso di autismo e disturbi del comportamento.

L’ippoterapia è costituita da un insieme di tecniche che, attraverso il rapporto con il cavallo, consente di riparare danni di tipo fisico e cognitivo conseguenti ad un trauma, oppure favorisce il recupero di alcuni disturbi comportamentali. In greco la parola “ippoterapia” significa “cura per mezzo del cavallo”. Le prime testimonianze circa questa terapia risalgono addirittura al II° sec d.C. L’equitazione veniva utilizzata per curare i casi di epilessia, paralisi ed insonnia cronica. Solo nel secondo dopoguerra, però, l’ippoterapia ha conquistato del tutto i favori della scienza medica. Oggi viene praticata in 25 Paesi, e anche da noi in Italia è molto praticata. La riabilitazione con il cavallo utilizza metodi diversi, che conviene differenziare per non creare confusione. L’ippoterapia sfrutta le qualità dinamiche del cavallo, ed ha l’obiettivo di migliorare la postura. Il volteggio è un tipo di esercizio rivolto ai bimbi che hanno problemi nel comportamento: il rapporto con il cavallo li aiuta a rispettare le regole e a collaborare con gli altri per il conseguimento degli obiettivi comuni. La rieducazione equestre consente alla persona di guidare in modo autonomo il cavallo, utilizzando sia le redini che la sella. La presportiva è rivolta invece a chi ha già una certa dimestichezza con l’animale, e può partecipare ad attività sia individuali che di gruppo.

Il rapporto con il cavallo può essere costruito fin da piccoli. In genere dopo i 14 anni l’ippoterapia viene utilizzata per recuperare traumi da incidente. I bambini imparano presto e sono molto ricettivi. Per quanto riguarda gli adulti, si seguono percorsi di riabilitazione specifici e personalizzati. Si sottopongono alla terapia le persone che hanno subito incidenti stradali o infortuni sul lavoro, dai quali è derivata una lesione o la perdita di un arto. I cavalli utilizzati per la riabilitazione sono sani ed equilibrati, si tratta per lo più di esemplari docili e molto reattivi. Nel caso di percorsi rivolti ai bambini, si punta soprattutto sull’aspetto ludico, e questo si è dimostrato molto positivo, soprattutto se i bimbi in questione hanno problemi nel rapportarsi con gli altri. Una volta scesi da cavallo, i bimbi imparano a prendersi cura dell’animale e vengono coinvolti in attività quali pulire l’area circostante o tagliare le carote per cibare i cavalli.

Come fare dell’ippoterapia una professione

Chi ha intenzione di intraprendere questa professione deve frequentare un corso specifico. Naturalmente il percorso terapeutico cui viene sottoposto il soggetto prevede anche, soprattutto nel caso dei bambini, una partecipazione dei genitori o in genere della famiglia. Esistono master specifici di I° livello in riabilitazione equestre (ne è previsto uno presso l’Università degli Studi di Milano), oppure corsi di formazione rivolti a laureati in varie discipline: fisioterapisti, infermieri, psicologi, medici, educatori professionali.

2 Commenti

  1. Chiara Minelli
  2. Cristiana Lenoci

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