Di che cosa si occupa l’educatrice prenatale?

La gravidanza e il parto sono esperienze molto forti nella vita di una donna. Insieme alla gioia per la nuova creatura che viene messa al mondo, la donna sperimenta una serie di sensazioni ed emozioni che spesso sconvolgono gli equilibri e quindi possono spaventare. All’inizio della gravidanza in genere la donna è piena di dubbi ed incognite. A questo si aggiunge, man mano che il momento del parto si avvicina, anche la paura di soffrire fisicamente. E poi, quando si tratta di cominciare la nuova vita in tre le dinamiche familiari cambiano del tutto, quindi bisogna essere preparate ed affrontare

La gravidanza e il parto sono esperienze molto forti nella vita di una donna. Insieme alla gioia per la nuova creatura che viene messa al mondo, la donna sperimenta una serie di sensazioni ed emozioni che spesso sconvolgono gli equilibri e quindi possono spaventare. All’inizio della gravidanza in genere la donna è piena di dubbi ed incognite. A questo si aggiunge, man mano che il momento del parto si avvicina, anche la paura di soffrire fisicamente. E poi, quando si tratta di cominciare la nuova vita in tre le dinamiche familiari cambiano del tutto, quindi bisogna essere preparate ed affrontare questi cambiamenti nella maniera migliore. La “doula” (che nella lingua greca significa “colei che serve la donna”) è una professionista che supporta la donna in queste fasi delicate della vita, condividendo i momenti difficili e quelli gioiosi, per favorire il benessere psico-fisico della mamma e del piccolo. Questa figura è stata sempre presente, fin dall’antichità, ed era rappresentata da una donna, familiare o amica, che assisteva la partoriente per tutta la gravidanza ed il parto, ed anche oltre. Oggi nel nostro Paese la “doula” porta il nome di “educatrice prenatale o perinatale”, un ruolo professionale che sta avendo un certo sviluppo negli ultimi anni. In alcuni Stati europei questa figura professionale è riconosciuta in appositi albi.

Come diventare educatrice prenatale

L’educatrice prenatale non è da confondersi con l’ostetrica, che ha competenze e funzioni diverse. La “doula” non compie operazioni mediche, né può somministrare farmaci. Il suo ruolo si basa esclusivamente su un supporto psicologico ed emotivo verso la donna. Ovviamente, però, per diventare educatrice prenatale bisogna seguire uno specifico percorso professionale. Se si è già in possesso del titolo di “educatrice” è più facile inserirsi in questo settore. In Italia ci sono delle scuole da frequentare per diventare “doule” professioniste: le principali si trovano a Milano, Firenze, Mestre, Bassano del Grappa e Torino. Ma ci sono corsi anche in altre città italiane, organizzati da vari enti ed associazioni.

Le competenze specifiche

Le educatrici prenatali seguono un percorso formativo che si basa su tre punti fondamentali: 1) Miglioramento della comunicazione verso l’altro: non basta conoscere le informazioni, è indispensabile riuscire a trasmettere le proprie conoscenze alla donne che ne hanno bisogno; 2) Conoscenza e rafforzamento dell’identità femminile: in base a tale principio si possono instaurare valide relazioni di aiuto; 3) Apprendimento delle competenze tecniche e pratiche: bisogna conoscere in maniera approfondita e scientifica il tema della gravidanza e tutti gli strumenti che si hanno a disposizione per affiancare la neo-mamma nel suo difficile percorso. Anche i futuri papà partecipano attivamente, insieme all’educatrice e alla mamma, al percorso intrapreso, per essere di aiuto e supporto alle loro compagne, che spesso possono trovarsi in difficoltà nel gestire la creatura appena nata. L’educatrice prenatale aiuta ad affrontare il momento del parto nella maniera più naturale possibile, consigliando alla partoriente rimedi naturali e “dolci” come l’aromaterapia ed il massaggio, per contrastare i fastidi ed i dolori che accompagnano i nove mesi di gravidanza. Inoltre, sulla base della sua esperienza, consiglia alla donna le posizioni più adatte per il travaglio ed il parto, e come gestire la delicata fase del travaglio. Alcune ricerche effettuate in questo campo hanno rilevato che le mamme che si sono affidate ad una doula professionista non hanno avuto episodi di depressione post-partum, avendo imparato a controllare l’ansia e la sensazione di abbandono che colpiscono subito dopo aver messo al mondo il bimbo.

Come richiedere assistenza

Si può chiedere di essere assistiti da un’educatrice prenatale in ospedale o in casa, a pagamento. Se si usufruisce di una polizza sanitaria privata, questo servizio può essere rimborsato. Il costo si aggira intorno ai 20-30 euro circa. Per avere informazioni più dettagliate su questa figura professionale e consultare l’elenco delle doule italiane, visitate il sito www.doula.it e www.mondo-doula.it

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