Cos’è e cosa fa Slow Food?

Lo slow food, lo dice il nome stesso, è un modo di vivere la gastronomia nettamente contrapposto alla mancanza di valori (e spesso di sapori) del fast food. Ma è anche una vera e propria associazione che riunisce tantissime persone accomunate dalla passione per una cucina da assaporare… con tutto il tempo necessario!

È banale affermare che “slow food” è l’esatto contrario di “fast food”. Il termine infatti viene coniato una ventina di anni fa da Carlo Petrini per identificare un movimento che si oppone ai fast food e che predica il ritorno alle tradizioni culinarie nazionali e regionali. Non è un caso che proprio in Italia, da sempre sfavorevole all’invasione del modello alimentare americano, nasca nel 1986 un’associazione internazionale no profit (chiamata dapprima “Arcigola”) che si pone come obiettivo principale la lotta ai fast food e il recupero del “diritto al piacere”. Nel 1989 nasce a Parigi il movimento internazionale “Slow Food“; la filosofia del “mangiar sano” si diffonde nel giro di pochi anni in tutto il mondo.

Cos'è e cosa fa Slow Food?

Associati slow food

Attualmente l’associazione coinvolge 130 Paesi e può contare su circa 40 mila associati in Italia e su più di 80 mila nel mondo. La sede centrale è a Bra, in Piemonte. La struttura associativa prevede una suddivisione in Convivia territoriali: solo in Italia le Condotte (così vengono chiamate nel nostro Paese) sono 350, 450 nel resto del mondo.

Il movimento internazionale è coordinato da un Consiglio Internazionale e guidato da un Comitato di Presidenza che fa capo alle 7 Direzioni Nazionali di Italia, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Francia, Giappone e Regno Unito.

Per il resto tutta l’organizzazione spetta ai Convivia: lo scopo dell’associazione infatti è quello di favorire la valorizzazione delle realtà locali. Decentramento e volontariato sono i capisaldi attorno ai quali ruota Slow Food.

Mission di slow food

Slow food non è solo un’associazione che predilige la buona tavola, ma una vera e propria filosofia di vita. Nasce negli anni ottanta a seguito del diffondersi dell’ hamburger e del dilagare di uno stile di vita frenetico che predilige un pasto veloce ed economico. Di contro, l’associazione Slow Food si fa paladina di una cultura che si oppone alla globalizzazione diffusa e che punta alla valorizzazione e alla conservazione delle tradizioni agricole ed enogastronomiche di tutto il mondo.

Lo scopo principale dell’associazione è quello di “educare” i consumatori alla qualità culinaria, insegnando loro a degustare e a riconoscere le differenze tra i vari cibi. Slow food studia la cultura del cibo e si propone l’obiettivo di salvare la biodiversità e le tradizioni alimentari di ogni Paese e di avvicinare il consumatore ai prodotti naturali, garantendo così una relazione tra questi e l’ambiente.

Per la cultura dello Slow Food il cibo è piacere e in quanto tale va gustato con calma e condiviso con gli altri. In opposizione alla frenesia della società moderna, lo Slow food, ripropone il “mito” della lentezza, un ritmo di vita che consente di abbandonarsi ai piaceri del palato. Vivere “a velocità ridotta” significa prediligere produzioni lente ed elaborate, essere in armonia con la natura e con le altre persone.

L’obiettivo infatti è quello di partire dal cibo per recuperare i sapori di un tempo e uno stile di vita ormai perduto. Diventare consumatore consapevole significa, per Slow Food, essere più felici, in pace con se stessi e con gli altri, vivere in società senza cadere nell’omologazione.

Iniziative, eventi e manifestazioni

Slow Food opera concretamente per garantire la tutela della biodiversità, delle tradizioni locali, in opposizione all’agricoltura di massa e alle manipolazioni genetiche.

L’associazione infatti si occupa dell’organizzazione di eventi e manifestazioni, cura diverse pubblicazioni editoriali e promuove tutta una serie di progetti.

Di cibo buono, pulito e sano si è parlato anche nel corso del Salone del Gusto, la mostra mercato torinese giunta oramai alla sua sesta edizione. La fiera, aperta al pubblico, da sfoggio alla ricchezza della tradizione enogastronomica mondiale; una sorta di “villaggio globale del cibo”.

Sorto nel 2004, in occasione del Salone del Gusto, Terra Madre è un evento che si propone lo scopo di creare una relazione tra operatori e produttori del settore agroalimentare provenienti da tutto il mondo. Organizzata dall’associazione Slow Food, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricoli, la Regione Piemonte e la città di Torino, la manifestazione ha visto la partecipazione di 5mila delegati provenienti da 130 Paesi. Alla sua seconda edizione nel 2006 Terra Madre ha potuto contare sulla presenza di 1600 comunità del cibo (vai al sito http://www.terramadre2006.org/terramadre/welcome.lasso).

Dedicata interamente ai formaggi, Cheese è una manifestazione biennale che si tiene a Bra, sede dell’associazione. Le strade e le piazze della città diventano lo scenario per l’esibizione di prodotti caseari provenienti dai luoghi più disparati.

Per gli amanti del pesce, si è tenuta quest’anno la terza edizione di Slow Fish, salone internazionale del pesce organizzato a Genova. Nel corso della manifestazione si affrontano problemi legati alla pesca e all’esauribilità delle risorse ittiche. Fuori dai confini nazionali, e precisamente nella vicina Francia, l’associazione Slow Food organizza ogni biennio, in collaborazione con i vignaioli della Linguadoca, Origines du Gout una manifestazione dedicata alla riscoperta delle tradizioni e della buona tavola. L’associazione è attiva addirittura in Australia. Si chiama Barossa Slow il salone organizzato annualmente nella Barossa Valley che punta alla valorizzazione dei vini e degli altri prodotti locali.

Slow food in libreria

Dal 1989 il movimento Slow Food ha pensato di divulgare la sua filosofia, volta alla valorizzazione del gusto nel rispetto delle singole tradizioni locali, attraverso libri e riviste dedicati alla cultura enogastronomica. Si tratta di volumi che insegnano a mangiare bene, che educano il consumatore e che promuovono un’agricoltura rispettosa dell’ambiente.

L’associazione Slow Food mette a disposizione di chi ne vuole sapere di più:

  • Guide alle osterie e alle locande che seguono la filosofia “Slow” (Osterie 2008; Locande d’Italia 2007/2008; Guide) , così come ai piatti tipici e ai vini (Guida agli extravergini 2007; Formaggi d’Italia; Guida ai Vitigni d’Italia)
  • Ricettari regionali con i consigli di cuochi, osti e massaie (Ricette di osterie d’Italia)
  • asSaggi: testi storici in materia culinaria, riflessioni sulla tavola, racconti di personaggi (Storie nel bicchiere;Gastronomo e giudice; Ludwig a tavola; Viti americane)
  • Itinerari slow: compendio di mete “da gustare” senza fretta (Barolo e Barbaresco; Trentino; Ponente Ligure;Venezia)
  • Manuali di educazione al gusto, per imparare a scegliere e a mangiar bene (Forme del latte; Extravergine)
  • Riviste: Slowfood è il periodico destinato al pubblico italiano, dove si parla di tradizioni, sapori ed odori raccontati in modo inedito.

Slow Messaggero di Gusto e cultura (http://associazione.slowfood.it/associazione_ita/ita/dizionario/105.lasso) è il mensile pubblicato in sei lingue diverse che si rivolge ai soci di tutto il mondo. Lo scopo della rivista è quello di creare un dialogo tra le varie culture, attraverso la collaborazione dei soci Slow Food provenienti da diversi Paesi.

Slow food in cattedra

Attiva da pochi anni e unica nel suo genere è l’Università degli studi di Scienze Gastronomiche (vai al sito ufficiale http://www.unisg.it/ita/index.php). Nato dalla collaborazione tra la regione Emilia Romagna e Piemonte e promosso dall’associazione Slow Food, l’ateneo persegue l’obiettivo di creare un centro di formazione e ricerca che operi a tutela della biodiversità, per un’agricoltura ecocompatibile.

L’Università che ha sede a Bra in Piemonte e a Colorno in Emilia Romagna, non è un ateneo statale e si serve del supporto dell’ Associazione Amici dell’Università di Scienze Gastronomiche, gestita dai soci dell’associazione Slow Food. In virtù del suo statuto, soggetti ed entri privati possono portare avanti iniziative e progetti volti allo sviluppo dell’Università “Slow Food”.

Slow contro fast

Non solo due modi di mangiare, ma anche di vivere completamente diversi: da una parte il fast food, figlio della cultura americana, della velocità e della globalizzazione; dall’altra lo slow food, una filosofia che si oppone alla standardizzazione, che punta a valorizzare le tradizioni locali e che predilige le preparazioni elaborate. Da una parte coloro che amano l’hamburger, che non badano alla salubrità dei cibo, che spesso non hanno tempo o voglia di dedicare tempo alla cucina; dall’altra parte chi invece predilige la buona tavola e i sapori autentici.

Certamente lo slow food, dando importanza all’ambiente e ai cibi naturali, è un modus vivendi più sano: mangiare bene, i quantità moderata e lentamente aiuta l’organismo a mantenersi in forma. Non a caso l’associazione è nata proprio con l’obiettivo di opporsi alla moda del “fast”, alla dieta sregolata di chi non ha tempo. Eppure entrambi i modelli culinari sono figli dei nostri tempi.

Lo sviluppo della società industriale ha portato alla nascita del fast food, inteso anche come luogo di ritrovo, come attimo di pausa dal lavoro e dallo studio. Nel dopoguerra, probabilmente come reazione alla vita precedente, l’individuo tende a cambiare stile di vita ed abitudini alimentari. Negli anni ’80 lo Slow Food ammonisce le sregolatezze alimentari della società moderna, proponendo un ritorno alle origini. Non è un caso che proprio negli ultimi anni è nata la “moda” degli agriturismi e della vacanza all’insegna della natura e dell’enogastronomia.

L’agriturismo si oppone al fast food, ma allo stesso tempo i due convivono assieme. In città domina il fast food; in campagna l’agriturismo. L’uomo al lavoro non ha tempo e mangia un panino al volo; in vacanza ama rilassarsi, godersi la natura e riscoprire la buona tavola.

Ristoranti Slow: agriturismi, trattorie e aziende agricole

Sono numerosissimi i ristoranti in Italia e nel mondo che anno scelto di aderire alla filosofia Slow Food. Guide e volumi (vedi sopra) e siti internet sono in grado di offrire al consumatore delle indicazioni circa i “luoghi del gusto” in Italia e nel mondo. Questi possono essere di varia natura: trattorie, ristoranti o, sempre più in voga, agriturismi ed aziende agricole (vedi gli agriturismi presenti in Italia http://www.agriturismi.it/).

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