Cos’è e a che serve il tornio?

Il tornio è una macchina utensile molto antica, che si è evoluta insieme all’evolversi della tecnologia e viene ancora oggi utilizzato per effettuare la lavorazione di alcuni materiali grezzi. In senso tecnico il tornio è una macchina utensile di origini molto antiche; si ritiene che sia nato in tempi lontani e che abbia poi subito un’ evoluzione straordinaria, che ne ha cambiato la funzione originaria.

Storia del tornio

Il tornio in senso costruttivo, consente di lavorare un pezzo grezzo che ruota durante l’ intervento; l’utensile che svolge il lavoro, è invece fermo. E’ possibile ruotare il pezzo mentre l’utensile agisce, e si trova nelle le mani di chi sta lavorando, oppure è fisso su un supporto rigido.

Il primo tornio che l’ uomo ha realizzato è stato quello che veniva un tempo usato con l’argilla per realizzare i vasi.

Tornio per ceramisti

Questo tornio era molto facile da realizzare ed era composto da un piatto di legno posto sulla parte superiore di una colonna verticale che poteva compiere dei movimenti rotatori; il movimento avveniva grazie alla spinta che l’ artigiano dava con il suo piede. In questo modo la base tonda solidale, girava assieme alla colonna che si trovava sotto al tavolo.

Con l’ avanzamento tecnologico, il sistema di rotazione è diventato più comodo, grazie all’ introduzione di vari sistemi che utilizzano diverse fonti come l’ acqua di un torrente, l’ elettricità, e quindi i sistemi basati su motori elettrici.

Sopra al piatto rotante del tornio, viene posto un blocco di argilla allo stato grezzo; l’ artigiano, grazie a particolari utensili, può sagomare l’ argilla e regalarle la forma di un vaso. L’artigiano poneva le sue mani ferme, e poggiava i gomiti sopra al tavolo, facendo nel frattempo ruotare il vaso su se stesso.

Posando un piccolo bastone di legno su dell’ argilla morbida, veniva disegnata una linea attorno al vaso. L’ industrializzazione, e la nascita di fabbriche in grado di lavorare i metalli, vennero introdotti dei torni, che si basavano proprio su questo stesso principio: l’ oggetto in rotazione-utensile era fermo, l’ asse posta orizzontalmente ora posta verticalmente, ( come quella dei torni dei vasai ).

Nasce il tornio parallelo

Il tornio parallelo, è quello che permette la lavorazione dei materiali grezzi attraverso la rotazione orizzontale, in sostituzione a quella verticale.

I tipi di tornio esistenti sono molti, ognuno si adatta ai vari tipi di materiale solido esistenti; sono solitamente utilizzati per sagomare i metalli ed anche il legno, tramite un intervento sul materiale grezzo, e l’ asportazione con specifiche lame.

Il tornio parallelo è principalmente utilizzato per le lavorazioni sui metalli all’ interno delle officine ed il legno nelle falegnamerie. La sua particolarità è quella di tenere il pezzo in rotazione in senso orizzontale.

L’ utensile, che è intercambiale, è fissato sopra ad una torretta, che prende il nome di portautensili; è possibile effettuare un movimento rotatorio sia seguendo l’ avanzamento che seguendo la retrocessione, con uno scorrimento parallelo all’ asse di rotazione.

L’ avanzamento o la retrocessione, creano un’ aumento o una diminuzione della penetrazione dell’ utensile all’ interno del pezzo. La portata dell’ incisione avviene all’ interno del materiale grezzo; scorrendo lungo l’asse di rotazione il punto dell’ incisione si sposta sul pezzo.

Limiti e parametri del tornio parallelo

Il pezzo che si sta lavorando, può rimanere fermo in due modi differenti:

  • bloccato da un mandrino: sporgente rispetto alla testa motrice del tornio
  • sostenuto tra il mandrino e la contropunta. E’ possibile regolare la distanza tra il mandrino e la contropunta che permette di compiere una lavorazione su pezzi di diverse dimensioni. La distanza massima tra i due elementi che fungono da sostegno, corrisponde alla lunghezza massima del pezzo che si lavorerà

Utensili

E’ possibile spostare la torretta portautensili: a mano, automaticamente e con un sistema motorizzato; lo spostamento del pezzo, ed il movimento dell’utensile, è controllato dall’operatore con un meccanismo che consente di cambiare le diverse velocità.

Il tornio parallelo ha una struttura che consente di lavorare sulla simmetria cilindrica, che nasce dal movimento rotatorio del pezzo sul suo asse maggiore. Si potranno in questo modo ottenere dei cilindri, dei coni; usando una generatrice a sagoma, sarà possibile ottenere anche dei complessi solidi di rivoluzione.

Regolando nel modo giusto l’ avanzamento dell’ utensile e della torretta, si potranno creare delle filettature sulle viti ed anche degli assi filettati. Alcuni utensili particolari permettono di effettuare delle lavorazioni meccaniche come la godronatura ed anche la zigrinatura.

Altri tipi di tornio

Ci sono diversi tipi di tornio: a torretta, a tamburo, il tornio automatico ( monomandrino e plurimandrino), il tornio frontale e quello verticale, ( una versione molto evoluta dell’ antico tornio per lavorare la ceramica, destinata a compiere delle lavorazioni meccaniche ). I tornii, senza includere quelli utilizzati dai ceramisti, possono essere catalogati in base alle caratteristiche e alle dimensioni massime del pezzo.

Troveremo quindi dei tornii piccoli per il modellismo, o quelli che servono per le lavorazioni della piccole aste metalliche con un diametro di alcuni millimetri, oppure dei tornii enormi come quelli utilizzati nella cantieristica navale, che consentono di sagomare travi di grandi dimensioni ed alberi motori delle navi.

Una risposta

  1. Federica

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