Come si pratica il bungee-jumping?

Fino a poco tempo fa era considerato uno “sport estremo”. Ora il bungee-jumping è molto diffuso, e viene praticato non solo in mezzo alla natura, ma anche in città. Letteralmente “bungee-jumping” significa “salto con l’elastico”, e consiste nel lanciarsi da una gru o da un ponte con una corda estensibile.

Praticare il bungee-jumping

Chi effettua il salto è collegato all’elastico tramite cavigliere, invece l’altra estremità è agganciata alla struttura dalla quale avviene il lancio. Quando la persona fa il salto nel vuoto, l’elastico si allunga, ma non si può cadere perché lo stesso è ben ancorato. Inoltre si indossa una imbracatura sul torace e sul dorso, per garantire una maggiore protezione.

Quando è nato, il bungee-jumping era praticato in luoghi isolati, in genere in montagna o in collina. Oggi, al fine di avvicinare sempre più persone a questa disciplina, è stata introdotta una versione “moderna”, ovvero il salto in città. Si sistema una gru in uno spazio ampio (una piazza o una zona poco frequentata), e da tale struttura è possibile effettuare il lancio, senza spostarsi troppo per raggiungere il luogo in cui si pratica.

A giugno 2010 il bungee jumping è arrivato anche a Milano, riscuotendo un discreto successo. Se si vuole praticare questa attività nella propria città bisogna contattare un centro specializzato, che provvede a tutto, dalla sistemazione della gru alla sicurezza delle persone. Il lancio avviene in diverse fasi: caduta libera, messa in tensione dell’elastico, allungamento dell’elastico, rimbalzi, penzolamento e discesa.

Non vi sono requisiti particolari per praticare il bungee-jumping: ci vuole solo un po’ di coraggio per lanciarsi nel vuoto, lasciandosi andare all’ebbrezza dell’altitudine. Non necessita presentare un certificato medico, basta solo firmare una liberatoria nella quale si dichiara di essere in buona salute. Naturalmente il salto è sconsigliato a chi ha malattie serie (per esempio al cuore), oppure a chi ha subito da poco un intervento chirurgico, o a chi ha problemi alla retina.

Se si hanno dei dubbi la riguardo, meglio consultare il proprio medico. I minorenni possono saltare soltanto se accompagnati da uno dei genitori. I rischi, per chi pratica questa attività, sono davvero minimi. Se praticata in un centro specializzato, le attrezzature e i materiali utilizzati sono sempre controllati e sicuri. Le imbragature e le corde di sicurezza sono testate e concepite appositamente per questo utilizzo. Tuttavia è sempre consigliabile rivolgersi a centri qualificati, che sanno bene quali procedure seguire.

E’ importante scegliere una struttura che abbia una certa esperienza nel settore (si può consultare il web per avere indicazioni in questo senso), e fare domande al personale sui sistemi di sicurezza ed i materiali impiegati. Vi accorgerete dalle risposte date se avete a che fare con personale ben addestrato e competente.

E’ poi importante verificare che il centro in questione aderisca al “Sise” (lo Standard Italiano salto con elastico): è un protocollo di sicurezza cui i centri aderiscono, impegnandosi a rispettare determinati parametri di sicurezza. Chi ha praticato il “salto con l’elastico” ha dichiarato di aver provato emozioni molto forti, mai provate stando con i piedi per terra. Staccarsi da terra e lanciarsi nel vuoto provoca una forte scarica di adrenalina che regala uno stato di “naturale” euforia.

Praticare “bungee-jumping” è anche un allenamento di tipo “psicologico”, poiché aumenta l’autostima e la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Gettarsi nel vuoto, inoltre, aiuta a lasciarsi andare e a perdere, anche se solo per pochi minuti, il controllo della propria vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.