Come intervenire se il bambino ha le gambe storte?

Quando si è piccoli, almeno fino ai 12-18 mesi, le gambe sono a forma di “O”, a causa di un varismo fisiologico. Poi cominciano a diventare più dritte, ma si può arrivare all’opposta deviazione, cioè il “valgismo infantile” (le tipiche ginocchia a X), che riguarda i bimbi fino ai 3-4 anni. Da questa età in poi si verifica la correzione spontanea di queste deviazioni, arrivando ai gradi di valgismo naturale per gli adulti, verso gli 8-9 anni di età. Questo è quello che succede in generale. Quando tale correzione spontanea non si verifica o viene bloccata, e la deviazione (verso l’interno o verso l’esterno) è molto pronunciata, allora è necessario intervenire per correggere un difetto che con il tempo potrebbe provocare conseguenze più serie. Sia il varismo che il valgismo vanno affrontati subito, perché camminare in modo scorretto porta complicazioni alle ginocchia e alle articolazioni. Inoltre, se il ginocchio è deviato, il carico del corpo non viene distribuito in modo equo, ma solo su di un lato. Con il tempo questo problema usura la cartilagine e favorisce la tendenza a sviluppare forme di artrosi.

Quali sono le cause delle gambe storte

Ecco quali possono essere le motivazioni alla base della deviazione all’esterno o all’interno delle gambe nei bambini: l’obesità e i chili di troppo incidono sulla postura, gravano sulle articolazioni e favoriscono la comparsa del valgismo; la familiarità e la predisposizione genetica riguardano in particolare il valgismo (nelle femminucce) e il varismo (nei maschietti); alcune malattie delle ossa, quali il rachitismo, provocano la comparsa del varismo. Anche i traumi possono essere responsabili del valgismo, ma si tratta di casi abbastanza rari.

Come curare le deviazioni delle gambe

Attraverso alcuni controlli specifici si rileva la presenza di valgismo e varismo. Nel primo si calcola la distanza intermalleolare (i “malleoli” sono i piccoli ossicini che sporgono a livello delle caviglie), stando a ginocchia unite. Dopo i 10 anni di età quando questa distanza è di 9-10 centimetri, allora si può parlare di valgismo. Se il grado di valgismo tende ad arrivare fino a 10 per le femmine e 11 per i maschietti, è necessario intervenire. Nel varismo, invece, si tiene conto della distanza intercorrente tra i due condili mediali del ginocchio (cioè la parte interna), mettendosi a caviglie unite. La teleradiografia in carico è una radiografia che permette di vedere gli arti interamente e quindi osservare anche eventuali deviazioni. Se il bimbo, verso i tre anni di età, continua a manifestare il varismo, vanno effettuati esami del sangue e radiografici per escludere o prendere in considerazione la presenza di patologie.

La “crescita guidata” per correggere le deviazioni

Se plantari e scarpe correttive non riescono a risolvere il problema, appare chiaro che bisogna ricorrere all’intervento chirurgico. La “crescita guidata” (o epifisiodesi) è una tipologia di operazione che ormai è possibile effettuare in quasi tutti gli ospedali d’Italia. Si esegue in anestesia dal bacino in giù, e prevede l’applicazione di una placca a due viti nella cartilagine in fase di crescita. Il chirurgo procede ad una microincisione per inserire la placca, che viene applicata nella parte interna in caso di ginocchio valgo, e nella parte esterna in caso di ginocchio varo. L’intervento dura una quarantina di minuti.

L’operazione tradizionale per correggere le deviazioni

Oltre all’intervento di “crescita guidata”, che è diffuso da circa dieci anni, c’è anche l’osteotomia, che è indicata in entrambi i cadi di ginocchio varo e valgo. Si tratta però di un’operazione più invasiva, poiché si effettua in anestesia generale, e vengono provocate delle fratture dell’osso deviato (perone e tibia in caso di varismo, e femore nel valgismo), che viene poi rimesso nella corretta posizione tramite l’ausilio di viti ed altri mezzi meccanici. A questo intervento in genere si ricorre dall’adolescenza in poi, quando la cartilagine non è più in fase di crescita. Quindi tale intervento può essere praticato anche sugli adulti, mentre andrebbe evitato sulle persone anziane.

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