Come affrontare la depressione?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La depressione

Nel momento in cui la depressione coinvolge un membro d’una famiglia, ogni elemento d’essa se ne fa carico.  Fin quando questa condizione è derivata da un evento scatenante (morte d’ un congiunto, licenziamento improvviso, separazione, etc.) può essere alleviata dalla vicinanza d’amici e famigliari. È importante che gli affetti facciano avvertire la loro presenza ed il loro sostegno, affinché l’individuo in difficoltà non si senta solo fino ad alienarsi completamente dal mondo circostante.

Purtroppo però non sempre il sostegno dei cari è sufficiente. La condizione di nervosismo può essere tale da indurre il soggetto a rifiutare la vicinanza degli altri, magari per orgoglio o senza nemmeno rendersene conto. Può essere estremamente difficile mediare, resistere e comprendere. Molti sforzi fatti potrebbero sembrare vani.

Soggetti che tendono alla depressione

Sono stati riconosciuti momenti della vita in cui i soggetti tendono ad essere più esposti alla depressione.

Primo è il caso delle gravidanze, in particolar modo nella fase post- parto. Si tratta di un momento estremamente delicato, non solo per la sofferenza fisica che si deve affrontare ma anche per l’eccezionale stravolgimento a cui si va incontro.

La terza età è un’altra fase difficile in cui le persone si ritrovano spesso prive di ciò che aveva caratterizzato la loro esistenza fino a quel momento (lavoro, crescita dei figli, etc.) e potrebbero ritrovarsi soli alla scomparsa del consorte. Affrontare tutto ciò richiede una forza d’animo ed una volontà ancora combattiva che inciti alla ricerca di nuovi scopi.

Il sopraggiungere della menopausa (noto come Climaterio) è altra fase delicata. Occorre accettare l’avanzamento degli anni, la perdita della fertilità, il progressivo invecchiamento dei tessuti, insomma, per la prima volta dopo tanto tempo avviene nel corpo qualcosa di così travolgente da cambiare completamente la donna.

La depressione, qualunque sia la sua origine, va curata in primo luogo tramite psicoanalisi. È una terapia che può richiedere molto tempo, spesso anni, e che comunque per funzionare ha bisogno della collaborazione delle persone più vicine al paziente. Quando lo psicologo lo ritiene necessario, occorre rivolgersi allo psichiatra che possa prescrivere medicinali atti a risollevare la condizione del soggetto.

5 Commenti

  1. ana simona
  2. Caterina De Bellis
  3. BARBARA ratazzo
  4. Caterina De Bellis
  5. Luigi E.A.

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