Combattere il raffreddore con rimedi naturali

Rimedi naturali per combattere il raffreddore

Il mondo naturale offre numerose risorse per non aggiungere al fastidio del raffreddore le controindicazioni dei farmaci. Quindi, è possibile combattere il raffreddore con rimedi naturali, che provengogono sia dalla fitoterapia moderna che dalla tradizione popolare.

Ma quali sono quelli più efficaci?

Combattere il raffreddore con rimedi naturali

L’echinacea  svolge un’importante azione di carattere preventivo, infatti è in grado di curare alla base l’insorgere del raffreddore. Assumere succo, estratto secco o tintura di echinacea consente di migliorare la resistenza psico-fisica in condizioni di stress e in presenza di infezioni. Si tratta di un rimedio naturale che, però, deve essere evitato da soggetti che utilizzano farmaci epatotossici o immunosoppressori e da persone affette da disordini autoimmuni, patologie sistemiche progressive e malattie del tessuto connettivo.

L’efedra, grazie alle sue proprietà decongestionanti, consente di alleviare l’iperemia provocata dal processo infiammatorio delle vie aeree superiori.

La rosa canina è un arbusto che cresce nei boschi ed è ricco di vitamina C. Di conseguenza, acquista un posto d’onore nelle metropoli il cui l’apparato respiratorio è sottoposto a continui attacchi ed ha continuamente bisogno di integrare, intensificare e rafforzare la struttura generale del corpo, non solodel sistema immunitario. La rosa canina viene usata quindi per chi è predisposto alle malattie virali, per curare il raffreddore ed anche in caso di condizioni di particolare debilitazione.

Da non sottovalutare, poi, sono anche i rimedi naturali in grado di determinare un incremento della sudorazione quali il tiglio e il sambuco. La tisana di tiglio, infatti, presenta proprietà antispastiche e diaforetiche,  mentre i fiori di sambuco esercitano proprietà diaforetiche considerevoli, determinando una sudorazione intensa che contribuisce a far passare l’infiammazione.

Stessi effetti positivi per combattere l’incipit di un raffreddore li ha la tisana di spirea olmaria, che si contraddistingue per le sue proprietà antidolorifiche, antipiretiche e antinfiammatorie. Decisamente migliori rispetto agli infusi, sono l’estratto secco e le gocce di spirea olmaria.

I rimedi della nonna

Strano a dirsi, ma i famosi “rimedi della nonna” per combattere il raffreddore sono più che validi. Per esempio, quante volte le nonne hanno preparato  e forzato a mangiare il brodino di pollo per allontanare i sintomi del raffreddore? Diversamente da quel che si pensa oggi, non avevano tutti i torti:  grazie al sale, ai molteplici amminoacidi e al calore, il brodo di pollo permette davvero di metter fine al raffreddore. Altrettanto utili, anche a livello psicologico sono le tazze di latte caldo e miele, mentre meno gradevole è il vino bianco unito al succo di limone.

Altri rimedi

Acqua e zucchero: un cucchiaio al giorno per almeno una settimana.
Infuso di limone, cedro e un pizzico di salvia: da bere o assumere per inalazione, a propria scelta.
Infuso di miele e mela bollita: due tazze al giorno sarebbero l’ideale.
Soluzione fisiologica, preferibilmente realizzata con il sale marino, che è un potente decongestionante.
Propoli in gocce.
Oli essenziali non da inalare, ma di diffondere nell’ambiente, per purificare l’atmosfera.
Camomilla pura, non mischiata ad altre erbe, per addolcire l’area della gola e del naso.

Combattere il raffreddore: meglio i rimedi naturali o i farmaci?

Molti oggi usano i rimedi naturali per evitare eventuali effetti collaterali causati dai farmaci: infatti, è scientificamente dimostrato che la somministrazione di un principio attivo attraverso il prodotto naturale non prevede controindicazioni di rilevante entità rispetto allo stesso principio attivo presente in un farmaco. È sempre meglio, però, ricorrere ai rimedi naturali solo dopo aver consultato un medico, per evitare sgradevoli controindicazioni.

Il verbasco è una resina di colore giallognolo che fiorisce d’estate ma è tra i rimedi naturali che ci aiutano molto d’inverno….

Avete presente quando arriva quel raffreddore tremendo che coinvolge il naso, gli occhi, la testa e sembra confinarci in una immensa bolla?
Ecco, in questi casi è utile il verbasco, per via delle sue proprietà terapeutiche mirate per gli stati da raffreddamento e per la dispnea, la difficoltà di respirazione. Le virtù emollienti della pianta rappresentano un toccasana per tali affezioni del cavo orale e bronchiale.

L’infuso di verbasco è semplice da preparare: 1 litro d’acqua, 20 grammi di fiori di verbasco, 20-30 minuti di infusione. È solo necessario passare in un colino la tisana prima di berla. La quantità consigliata è di minimo 2 e massimo 4 tazzine al giorno.

Quando ricorrere alla fumigazione?

La fumigazione, o suffumicazione è una pratica antica che consiste nella riduzione in vapori o fumi di prodotti fitoterapici a scopo disinfettante e terapeutico.

Nel caso del raffreddore, si usano prevalentemente sostanze balsamiche che, una volta sciolte nell’acqua, dispiegano proprietà emollienti.

Per esempio, a questo scopo la sostanza migliore da usare è senza dubbio l’eucalipto, ma effetti altrettanto benefici sono indotti anche dalla lavanda, il basilico, il rosmarino, il timo, la maggiorana, lo zenzero e la menta piperita. Camomilla e anice esercitano anche un effetto antinfiammatorio. Da tenere in considerazione anche gli oli balsamici, ideali anche per i bambini: ne bastano poche gocce per ottenere effetti terapeutici notevoli.

Combattere il raffreddore con rimedi naturali : suffumigi

Come preparare le inalazioni con il bicarbonato

Il bicarbonato in veste anti-raffreddore è di grande utilità, perchè agisce come decongestionante per le vie respiratorie, con il classico metodo delle inalazioni. Basta quindi avere a disposizione un po’ di bicarbonato (pochi cucchiai) e una pentola in cui versare l’acqua calda per contrastare con il successo il raffreddore, in qualunque luogo vi troviate.

Per una inalazione vi servono tre o quattro cucchiai di bicarbonato e mezzo litro d’acqua da far bollire. Dopo l’ebollizione, l’acqua va travasata in una ciotola o in un contenitore abbastanza ampio da consentire l’inalazione, e solo a questo punto si versa il bicarbonato, mescolando leggermente.

A questo punto tutto è pronto, vi manca solo un asciugamano da mettere sulla testa in modo che il vapore non si disperda. Attenzione a non chinarvi troppo sulla ciotola all’inizio, perchè il vapore è molto forte e puo’ darvi fastidio. Man mano che il calore si attenua potete poi avvicinarvi di più, anzi dovete, per beneficiare dell’azione del vapore.

L’inalazione deve durare dai cinque ai dieci minuti, ed essere ripetuta almeno un paio di volte al giorno, anche prima di andare a letto se possibile. Ne otterrete beneficio senza effetti collaterali.

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