Abito da sposa: vintage, biodegradabile o usato?

Se siete persone originali oppure attente alle problematiche dell’ecosostenibilità difficilmente per il giorno delle vostre nozze vi orienterete su una soluzione classica, tradizionale. Se siete estrose, creative e originali magari potrebbe piacervi sposare in un abito vintage, con uno stile Art Decò degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, oppure quello fantastico e allegro degli anni ’50. Se invece avete un’anima eco e verde, allora potreste decidere di far risparmiare all’ambiente il costo della produzione di un nuovo abito, optando per un abito da sposa usato. O addirittura per uno biodegradabile ! Contenuti della guida:Come scegliere l’abito da sposa

Se siete persone originali oppure attente alle problematiche dell’ecosostenibilità difficilmente per il giorno delle vostre nozze vi orienterete su una soluzione classica, tradizionale.

Se siete estrose, creative e originali magari potrebbe piacervi sposare in un abito vintage, con uno stile Art Decò degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, oppure quello fantastico e allegro degli anni ’50.

Se invece avete un’anima eco e verde, allora potreste decidere di far risparmiare all’ambiente il costo della produzione di un nuovo abito, optando per un abito da sposa usato.

O addirittura per uno biodegradabile !

Come scegliere l’abito da sposa vintage

Ormai è risaputo che la moda di un determinato periodo, non sparisce negli anni, ma ritorna, magari con qualche modifica o qualche dettaglio in più o in meno.

Negli ultimi anni, infatti, gli stilisti più famosi hanno riproposto sulle passerelle abiti in stile vintage trasformandoli in abiti di classe e raffinatezza.

Ultimamente, inoltre, questo ritorno al passato sta prendendo piede anche negli abiti da sposa, in questi anni, infatti, vanno molto di moda gli abiti da sposa vintage, ossia ispirati ai decenni ruggenti del XX secolo.

Scopriamoli !

abito da sposa vintage

L’ abito da sposa stile anni ’20 e ‘30

L’abito da sposa che richiama lo stile degli anni ’20 e ’30 è caratterizzato da linee scivolate, frange, paillette, piume e cloche. È uno stile ispirato ai divi dello star system che nasce proprio in quegli anni, stiamo parlando di attori del calibro di Clark Gable, Rodolfo Valentino, Greta Garbo, Marlene Dietrich e Jean Harlow, che si lasciano sedurre dallo stile Charleston e diventano icone della moda.

L’abito da sposa di quegli anni, trae ispirazione anche dal nuovo modello femminile nato proprio in quel periodo, dopo l’emancipazione della donna: è una donna mascolina, dai capelli corti, magra e senza forme. Per questo l’abito non ha più il busto steccato, le imbottiture e i drappeggi, tipici degli abiti della Belle Époque.

Abito da sposa alla Garçonne

Il modello di abito che rispecchia tutte queste caratteristiche è quello alla Garçonne che è un tipo di abito semplice, pratico, elegante, di lunghezza media che lascia scoperte le gambe e ha il punto vita basso.

L’ispiratrice di questo modello è la stilista francese Gabrielle Coco Chanel che vuole per i suoi abiti il jersey, un tessuto povero.

abito da sposa vintage

Coco Chanel lancia nella moda due tipi di abiti da sposa, quello corto, lungo fino al ginocchio e di colore bianco e l’abito da sposa impreziosito da frange, piume, perle e ricami.

Ma senza dubbio l’abito da sposa che rispecchia a pieno lo stile degli anni ’20 è semplice, corto sul davanti, ha un lungo strascico, e in testa un cappello a cloche o in alternativa un velo di pizzo, di tulle o di seta, molto lungo, l’abito è rigorosamente bianco.

Negli anni ’30 l’abito da sposa segue lo stile delle donne sinuose che prediligono i modelli lunghi e fascianti i così detti, abiti a sirena, il tessuto principalmente utilizzato per questo tipo di abito è la seta charmeuse. Il taglio di questi abiti da sposa è in sbieco, inventato dalla stilista francese Madaleine Vionnet.

Parallelamente alla crisi mondiale diffusa alla fine degli anni ’20, si inizia a diffondere, quindi l’abito da sposa con taglio a sbieco, in satin di seta che risalta le forme femminili in quanto è morbido e drappeggiato.

Abito da sposa anni ’20 o anni ’30?

L’abito da sposa ispirato agli anni ’20 e ’30 è tornato di gran moda in questi anni.

Il modello stile anni ‘20 è l’ideale per coloro che vogliono un abito semplice e sobrio, per le donne decise e dinamiche che sanno il fatto loro, questo tipo di donne saranno perfette con indosso un abito dal modello androgino o un abito corto stile Charleston, pieno di frange e di perle.

L’abito da sposa ispirato agli anni ’30 è adatto a quelle donne che non vogliono rinunciare alla loro femminilità, a quelle donne che amano sentirsi comode e a loro agio ma che contemporaneamente vogliono mettere in risalto le proprie forme, questo tipo di donne saranno perfette con indosso il modello a sirena.

abito da sposa vintage

L’abito da sposa vintage anni ‘50

Ideale per chi vuole uno stile retrò, l’abito da sposa stile anni Cinquanta è ispirato alle dive del cinema del passato, alla loro femminilità e alla loro eleganza, stiamo parlando di dive del calibro di Marylin Monroe (formosa e sensuale), Audrey Hepburn (esile e raffinata), Ava Gardner (intrigante e ammaliatrice), Grace Kelly (elegante e principesca).

Gli abiti da sposa vintage degli anni Cinquanta si prestano a una grande varietà di stili, ogni donna può scegliere l’abito più adatto alla sua fisicità e al suo gusto personale, preferendo un abito con gonna a ruota lunga fino al ginocchio, un abito da sposa lungo tipo un raffinato ed elegante tubino che risalti le forme o un abito midi, vale a dire lungo fin sotto il ginocchio ma sopra alla caviglia.

Il punto vita di un abito da sposa stile anni ’50 è alto e delineato, nella parte superiore, il vestito si compone solitamente di un bustier con scollatura a cuore, che lascia le spalle nude, in alternativa si può scegliere un coprispalle con delle maniche sottili.

I tessuti che caratterizzano l’abito da sposa vintage sono leggeri, svolazzanti e multistrato, impreziositi da provocanti ricami.

Accessori e acconciature da sposa anni ’50

Per chi per le proprie nozze sceglie di indossare un abito vintage stile anni ’50, sappia che i tacchi non sono appropriati, questi tipi di abiti, infatti, vogliono delle scarpe basse come le ballerine, in modo che la linea dell’abito risulti assottigliata.

Per evidenziare il punto vita, invece, si può optare per una cintura grande, ispirandosi allo stile delle pin-up in voga proprio negli anni ’50.

Per quanto riguarda l’acconciatura, si può optare per una lunga coda di cavallo, per chi invece desidera tenere i capelli sciolti, può utilizzare una larga fascia di tessuto dalla stoffa raffinata e dalle tonalità tenui, molto in voga negli anni Cinquanta.

Perché scegliere un abito da sposa anni ’50?

L’abito da sposa vintage che più rappresenta lo stile degli anni ’50 è senza dubbio il modello midi. Questo tipo di abito può essere scelto per tre motivi.

La prima ragione ha a che fare con il tempo atmosferico, chi ha scelto di sposarsi durante la stagione invernale, avrà di sicuro messo in conto un probabile temporale; le spose che hanno scelto l’abito midi, si renderanno presto conto che non rischiano minimamente di bagnarsi e quindi di sporcare la parte inferiore del vestito.

Il secondo motivo riguarda le spose che si sposeranno con il rito civile, anche loro potranno indossare un bell’abito romantico, invece del classico tailleur.

Infine l’abito midi è l’ideale per chi sogna di sposarsi con un abito da sposa colorato, questo tipo di abito, infatti, avendo delle forme più leggere, rispetto a un abito lungo, fa risaltare di più i colori e riduce il rischio di far sembrare l’abito colorato o a fantasia un po’ pacchiano, aumentando di conseguenza l’eleganza.

Come scegliere l’abito da sposa biodegradabile

Nell’era dell’eco-friendly e della ricerca spasmodica del riciclo, non poteva mancare un’attenzione particolare anche al giorno delle nozze e a tutto ciò che comportano.

Un gruppo di studenti della Sheffield Hallam University in Gran Bretagna ha disegnato e realizzato 5 abiti da sposa biodegradabili.

Ebbene sì, è caduto anche l’ultimo tabù: l’abito da sposa, una volta indossato e utilizzato per quell’unico giorno, potrà essere letteralmente dissolto.

In acqua, come una triste Ofelia svuotata di tutto. “Esattamente” il sogno di tutte le donne, che solitamente rimangono più che gelose del cimelio più importante del matrimonio, anche a distanza di anni.

Il segreto di questa dissolvenza sta nell’alcol polivinilico, utilizzato nella lavorazione degli abiti.

Come scegliere l’abito da sposa usato

Il giorno del matrimonio richiede spese che col passare degli anni diventano sempre maggiori. Inutile negarlo, più che d’un sacramento ormai si tratta d’un lusso.

Una coppia d’innamorati che voglia unirsi in giuste nozze spesso si trova a dover rimandare il fatidico momento per difficoltà finanziarie oppure a dover ripiegare in un matrimonio che non è quello a lungo sognato.

Inutile è entrare nel merito di questa problematica che potremmo a buon titolo definire sociale, piuttosto segnaliamo una possibilità concreta di risparmio tra gli elementi –certamente numerosi- che compongono un matrimonio.

L’abito da sposa, sebbene non possa considerarsi la spesa maggiore, è sen’altro una delle più impegnative.

Ma soprattutto chiediamoci, vale la pena pagare 2 mila o 3 mila euro un abito che indosseremo una volta sola nella vita?

Se a questa domanda rispondete si, è evidente che questo articolo non vi è utile. Se, invece, riconoscete una necessità concreta di combinare assieme il risparmio –teso a spendere quei soldi per la vita famigliare, piuttosto che per una frivolezza lunga un giorno- al gusto d’un abito a lungo anelato, allora eccovi alcune idee niente male.

Abito da sposa usato

Sono sempre più le spose che, consumatosi in fatidico “si”, decidono poi di rivendere il proprio abito.

Convivono, in un certo senso pacificamente, tendenze opposte. Vi è chi, forzato dalla tradizione, sostiene sia impossibile e quasi crudele rivendere il proprio abito da sposa.

I sostenitori di questa idea conservano gelosamente l’abito, che per anni rimane stipato nella sua apposita custodia in cui caramente raccoglie polvere. Rispettabilissima scelta, d’altronde si tratta d’un ricordo innegabilmente importante.

Altrettanto rispettabile però è il versante contrario che decide di recuperare liquidità. L’abito conservato per qualche tempo, ma non ancora andato fuori moda, può essere rivenduto tramite più vie.

Internet pare essere quella più veloce ed autonoma. Ebay, più noto sito d’aste online, è classica vetrina in cui sempre più si riversano questi abiti.

Obbiezione sicuramente giusta è quella che riguarda la necessità di provare gli abiti, tanto più uno così importante.

A ciò si può solo rispondere con l’invito di visitare e prendere in considerazione aste online che presentino unicamente dati precisi relativi alle misure dell’abito, espresse in centimetri e parte per parte.

L’accortezza da prestare per gli acquisti online deve essere più che minuziosa, per qualsiasi tipo di prodotto le eventuali truffe sono dietro l’angolo ma altrettanto prossimi sono talvolta sono veri affari.

Non dimentichiamo mai che un abito può sempre essere ritoccato da una sarta, certo piccoli o medi interventi.

Altra alternativa è quella degli abiti in affitto. Non va affatto sottovalutata, i modelli a disposizione sono davvero preziosissimi ed eccezionali e rivolgendosi alle agenzie specifiche s’incontrano figure professionali che v’aiuteranno senz’altro ad essere perfette, risparmiando.

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