Quali sono le cause del gonfiore alle caviglie?

E’ capitato a tutti, almeno una volta, di avere le caviglie particolarmente gonfie e doloranti. Nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo passeggero che non deve preoccupare più di tanto. Ma se il gonfiore persiste e non accenna a diminuire, conviene non sottovalutarlo e chiedere consiglio al medico di famiglia.

L’edema, infatti, potrebbe estendersi ad altre parti del corpo e quindi avere conseguenze molto serie. Vediamo quali sono le cause che provocano tale disturbo ed i sintomi che non bisogna trascurare.

In genere ci si accorge del gonfiore alle caviglie perché si fatica ad infilare le scarpe, che improvvisamente diventano strette e perché, premendo sulla parte dolorante con un dito, si forma una specie di fossetta che scompare però dopo poco tempo. Il gonfiore o edema alle caviglie si forma a causa di un accumulo e ristagno di liquidi all’interno degli spazi interstiziali dei tessuti.

Le cause: farmaci e aereo

L’edema alle caviglie può dipendere dall’assunzione di alcuni medicinali per l’ipertensione, che possono favorire vasodilatazione delle vene e arrossamento delle gambe. Anche i lunghi viaggi in aereo o in automobile causano ristagno del sangue nelle gambe, e quindi gonfiore localizzato alle caviglie. Frequenti sono i gonfiori dovuti a scarpe e calze troppo strette che ostacolano la circolazione del sangue, alle temperature estive, a condizioni particolari come la gravidanza.

Artrite

Il gonfiore alle caviglie può essere provocato dall’artrite, che si manifesta con rossore, calore e dolore localizzato. Per guarire dall’artrite non basta ricorrere agli antinfiammatori per lenire dolore e gonfiore, ma bisogna eliminare il problema che sta alla base di tale malattia.

Varici

Le varici consistono in un ristagno dei liquidi nei tessuti a causa della perdita di elasticità dei vasi sanguigni. Questo disturbo compare soprattutto nelle persone che stanno tanto tempo in piedi o sedute. Se le varici sono allo stadio iniziale basta tenere i piedi leggermente sollevati quando si dorme e indossare calze elastiche. Se invece il disturbo è più grave, si può ricorrere all’iniezione di sostanze sclerosanti o ad un intervento chirurgico vero e proprio.

Scompenso cardiaco

Quando al gonfiore alle caviglie si associano altri malesseri come affanno, palpitazioni, stanchezza persistente, forse si tratta di uno scompenso cardiaco. Questa patologia, che consiste in una alterazione della funzione di pompa del cuore, colpisce soprattutto le persone anziane.

Alterazione del fegato

Il gonfiore alle caviglie potrebbe essere il segnale che qualcosa non funziona come dovrebbe al fegato. Questo organo può essere colpito da cirrosi o altre alterazioni dovute all’alcol o al virus dell’epatite B.

Glomerulonefrite

Questa malattia che colpisce i reni è molto subdola, e si manifesta con febbricola leggera, stanchezza, pressione alta, urine scure e riduzione della diuresi. Si tratta di un’infiammazione dei glomeruli, che hanno la funzione di filtrare il sangue. Si può curare con antibiotici o con gli immunosoppressori.

2 Commenti

  1. ROSARIO PARATORE
  2. PAOLO

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