Quali sono i segnali di un disturbo alimentare?

I disturbi del comportamento alimentare (bulimia, anoressia e altri disordini legati al cibo) riguardano in 9 casi su 10 le donne, con un’ età compresa tra i 12 ed i 25 anni.

Non mancano però i casi di questo tipo riguardanti donne adulte intorno ai 40 anni ed adolescenti di sesso maschile. Alcune stime recenti rilevate dal Ministero della Salute hanno messo in evidenza che nel nostro Paese sono circa tre milioni le persone colpite da tali disturbi, con età compresa soprattutto tra i 13 ed i 35 anni. Secondo alcuni esperti questi dati non corrispondono alla situazione reale, e inoltre i casi di bulimia superano di almeno il doppio quelli di anoressia.

 Come accorgersi che una persona a noi vicina è alle prese con un disturbo alimentare? Siccome tali disturbi si manifestano progressivamente, è possibile notare alcuni comportamenti e modi di fare che evidenziano un disagio di tipo fisico e psicologico. Basta essere attenti ai primi segnali, ed è più facile intervenire per individuare la cura adatta.

Se ci si accorge tempestivamente che una persona soffre un disagio nel vivere il rapporto cibo/corpo, aumentano le possibilità che i medici e gli psicologi possano intervenire prima che il disturbo in questione provochi danni seri all’organismo. E’ quindi importante che i genitori e gli educatori che vivono a stretto contatto con gli adolescenti siano particolarmente bravi a cogliere tali segnali di disagio. Ecco qualche accorgimento da seguire.

A tavola

Prestate particolare attenzione se la persona tende a selezionare solo alcuni cibi presenti, mettendo da parte altri alimenti; se nasconde avanzi di cibo da qualche parte; se mangia in modo svogliato e “giocherella” con il cibo nel piatto senza mangiarlo; se ha frequenti attacchi di fame, soprattutto notturni; se dopo pranzo trascorre molto tempo in bagno.

Il corpo

Sono campanelli d’allarme di cui tenere conto: la scomparsa del ciclo mestruale o l’irregolarità di esso; le frequenti variazioni di peso corporeo, che sottopongono l’organismo ad un stress non indifferente; episodi di sanguinamento tra un ciclo mestruale e l’altro.

La psiche

I comportamenti che denotano un disturbo alimentare sono: difficoltà del soggetto a piacersi allo specchio; uso frequente, anzi ossessivo, della bilancia; difficoltà a reagire ai problemi e ai fallimenti, soprattutto quelli di natura sentimentale; difficoltà ad esprimere le proprie emozioni in modo razionale.

A chi rivolgersi

Se volete offrire un aiuto concreto alle persone che soffrono di disturbi alimentari quali anoressia e bulimia, rivolgetevi ad enti affidabili ed esperti in questo campo. L’Aba è un’associazione che si occupa da anni di studio e ricerca sui disordini alimentari, offrendo sostegno e aiuto grazie all’apporto di psicoterapeuti e psicanalisti, gruppi di medici e internisti. Ogni anno si rivolgono alle strutture presenti in Italia circa 3.400 persone. Per conoscere meglio l’attività dell’associazione e le sedi presso cui opera, consultate il sito www.bulimianoressia.it

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