Palline da golf: una storia di cambiamenti

Le primissime palline da golf erano in pelle imbottita di piuma d’oca o di gallina e si chiamavano “feathery” (pennute). Erano piuttosto costose, ma si continuò a usarle per quasi 400 anni. Con l’avvento dell’era della plastica, del silicone e della gomma sintetica le palline moderne garantiscono più distanza, più rotazione, migliore controllo e affidabilità.

la storia delle palline da golf

Palline da golf: l’evoluzione negli ultimi anni

Anche la pallina da golf si è molto evoluta negli ultimi 10-15 anni. Il passato le palline da golf che ruotavano più in alto erano ricoperte di balata, un tipo di gomma non elastica che le faceva durare poco. Alcuni professionisti cambiavano pallina ogni due o tre buche; altri ad ogni buca, ma continuarono a usare quelle di balata perché al momento del chip, del pitch e del putt assicuravano una maggiore sensibilità e li aiutavano a valutare la distanza. Coloro che necessitavano di maggiore distanza potevano sempre optare per una pallina dalla copertura più dura e un diverso disegno a fossette, che riduceva il backspin. Con questa, però, l’aspetto più “tattile” del gioco — che comprende tutto quanto non richieda uno swing completo — era molto difficile da eseguire, perché il rivestimento zigrinato la faceva quasi sobbalzare dalla faccia del bastone. Questa poteva essere una buona opportunità per un golfista con handicap alto, che aspira principalmente alla distanza; ma i giocatori con handicap basso avevano piuttosto bisogno di sentire la palla, per migliorare lo score nei gioco corto.

Palline da golf: la nascita della PRO V1

I produttori di materiale da golf cercarono di creare una pallina che andasse bene per entrambi i tipi di handicap. Nel 2000 Titleist produsse la PRO V1. Fecero una promozione incredibile: settimane prima dei tour per il lancio ufficiale i professionisti già vincevano sui campi usandola e tutti i giornali e le televisioni ne parlavano. Era una pallina pensata per il giocatore in singolo con handicap scratch, ma l’operazione pubblicitaria fu talmente aggressiva che presto tutti iniziarono a dotarsene.
La PRO V1 aveva tutto quello che un buon golfista desiderava: andava più lontano di quelle con rivestimento in balata ad alta rotazione, ma aveva quasi la stessa esatta velocità di rotazione nei colpi corti. Nonostante la PRO V1 costasse un 25% in più delle altre, il suo rivestimento durava meno. In ultima analisi, però, questa pallina da sola spazzò via dal mercato quelle con rivestimento in balata, e oggi quasi tutti i produttori ne hanno una versione propria.



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