Come fare una insalata per la pausa pranzo in ufficio?

Il pranzo in ufficio è sempre un dilemma, perché si è portati a mangiare in fretta e quindi male. La tentazione di uscire per andare al bar, in pizzeria o in tavola calda è forte, soprattutto per chi lavora in centro ed è esposto a mille tentazioni.

Insalate per la pausa pranzo in ufficio

Si può fare un giorno, magari due, ma non tutti, altrimenti si rischia di rimetterci in termini di salute e di linea.Una buona alternativa è portare il pranzo da casa e uscire magari solo per il caffè, in modo da conciliare l’aspetto nutrizionale con la normale e sana esigenza di ‘prendere un po’ d’aria’ e staccare durante la pausa.

Parliamo dell’insalata, che è uno dei piatti migliori da preparare per il pranzo, perché leggera, fresca e versatile. Inoltre è pratica da portare, perché esistono contenitori di tutti i tipi, dalla plastica all’alluminio al vetro, e di ogni dimensione, anche con lo spazio per le posate- Le posate possiamo lasciarle in ufficio per avere un ingombro in meno se c’è la possibilità di lavarle e tenerle in un armadietto.

Insalata semplice

E’ la versione classica dell’insalata, quella che fino a poco tempo fa si abbinava soltanto ai secondi piatti e non veniva considerata come possibile piatto unico. Lattuga, rughetta, songino, scarola: è composta solo di verdure, rigorosamente crude, e se il limite è la ripetitività e il sapore uniforme, il vantaggio è la quantità, che non conosce limitazioni.

E’ inoltre leggera e dietetica, quindi va bene per chi non vuole appesantirsi e per chi segue una dieta. Per il condimento utilizzare olio extravergine d’oliva, sale e, a piacere secondo i gusti personali, aromi e spezie, dall’origano al rosmarino alla salvia alla menta all’erba cipollina al peperoncino (che non fa male in quantità controllate).

Insalata di tonno

Qui ‘il verde’ è solo di contorno, non rappresenta il protagonista principale, che è invece il tonno. Il tonno è perfetto per preparare insalate gustose, perché non si rovina, si conserva bene anche dopo molte ore ed è buono a temperatura ambiente.

Il vantaggio non è da poco, nell’ottica che se prepariamo l’insalata la mattina presto, dobbiamo calcolare che la mangeremo solo a metà giornata e tipicamente non si ha la possibilità di tenerla in frigorifero, a meno di non lavorare in un ufficio piccolo in cui si organizza anche con gli altri e si predispone magari un piccolo frigo proprio per spaziare con gli alimenti per il pranzo. In condizioni normali, in cui l’insalata rimane chiusa nel porta-pranzo per almeno 4-5 ore, un ingrediente come il tonno assicura la ‘mangiabilità’ del pasto.

Al tonno si possono unire la lattuga, i fagioli (sia borlotti sia cannellini), il mais, le olive, i carciofini e così si ottiene una insalata ricca e nutriente, soddisfacente per il fisico e per il palato. Il condimento qui deve essere semplice, non c’è bisogno di aggiungere sapore, sono sufficienti olio e sale, peraltro senza abbondare.

Insalata di pollo

Altro classico della cucina delle nostre mamme e nonne. L’insalata di pollo è un ricordo di infanzia, e un espediente per mangiare ancora una volta in modo sano ma gustoso, piacevole. Prepararla è semplice, basta lessare il pollo (in genere il petto, o comunque parti morbide, ricche di carne) e tagliarlo come si preferisce, in pezzi più o meno grandi o strisce. Gli ingredienti da aggiungere non sono molti, è sufficiente la sola insalata verde per mantenere un sapore delicato.

Chi invece desidera un sapore più intenso può aggiungere le olive nere, possibilmente già snocciolate, il che è decisamente più pratico. Per il condimento, oltre ad olio e sale qualche spezia od erba aromatica va bene, secondo i gusti.

Insalata di melanzane, pomodori e parmigiano

Un’insalata più elaborata, un vero e proprio piatto unico adatto a chi necessita di una certa consistenza anche a pranzo. Le melanzane possono essere in strisce o tocchetti e vanno grigliate la sera prima (certo non al mattino durante la colazione) e conservate nell’olio.

I pomodori possono essere S.Marzano o Pachino, dipende dal gusto personale, l’importante è che siano in pezzi piccoli e privi di semi. All’ultimo, dopo aver condito con olio extravergine d’oliva e sale, si aggiunge il parmigiano, tagliato in piccoli pezzi o in scaglie, in base al risalto che si vuole dare alla sua presenza. Se il sapore deve essere ben percepibile, è meglio metterlo a tocchetti e in discreta quantità, mentre se deve essere una nota sullo sfondo, quel ‘qualcosa in più’ non predominante, è meglio in poche scaglie.

Una risposta

  1. carla

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