Giocare a golf in Piemonte: Golf Feudo d’Asti

È una proposta sportiva a cinque stelle davvero esclusiva quella che offre il campo da golf del Feudo d’Asti: disegnato da Graham Cooke, il Golf Feudo d’Asti rappresenta una vera oasi per gli appassionati di golf e per i giocatori più esperti. Scoprire le bellezze del Monferrato attraverso un campo da golf non è mai stato così interessante e affascinante ma soprattutto giocare a golf in Piemonte non è mai stato così bello.

giocare a golf in Piemonte: il golf Feudo d'Asti

Il campo

A poca distanza da Asti, proprio nel verde cuore del Monferrato, si può giocare a golf in Piemonte presso il Golf Feudo d’Asti un campo che permette al giocatore di immergersi in un’esperienza poli sensoriale all’interno di un paesaggio di rara bellezza, tra valli e colline solcate dal Po. Il percorso del Feudo d’Asti è stato progettato e realizzato secondo i disegni dell’architetto canadese Graham Cooke, una delle firme internazionali più notevoli del settore e che ha saputo trasformare il terreno già panoramico su cui sorge il campo in un percorso di diciotto buche molto suggestivo. Par 70, il campo si sviluppa lungo i sinuosi pendii delle colline circostanti per ben 5.320 metri di lunghezza occupando un’area di settantacinque ettari. Interpretando la filosofia del “link inglese” secondo le sue idee, Cooke ha reso ogni buca del percorso speciale e capace di offrire anche al giocatore amatoriale molti spunti di strategia e di gioco interessanti che rendono il campo una sfida entusiasmante da affrontare in solitaria o con altri amici. Una delle peculiarità del Feudo d’Asti è quella di aver scelto di impegnarsi in una gestione sostenibile del campo: l’European Golf Association ha stimato che per un campo da golf di medie dimensioni vengono consumati quasi duemila metri cubi d’acqua, quindi per evitare questi sprechi d’ingenti proporzioni avendo cura e rispetto delle problematiche che attanagliano il nostro ambiente, il Feudo d’Asti ha scelto la strada della responsabilità.

Le buche

Lungo 5.320 metri, par 70, questo campo da golf si presenta come una sfida stuzzicante e interessante per chi ha deciso di cimentarsi con le diciotto buche progettate da Cooke. Si inizia con un par 4 in leggera salita, in cui il primo colpo va piazzato al centro del fairway, altrimenti si rischia di incappare in uno dei bunker che costeggiano la buca 1. Il green di questa prima buca si presenta ampio e abbastanza  profondo, difeso da un bunker a sinistra e da una forte depressione sulla destra, mentre le diverse ondulazioni rendono più complicato il putt. Piazzare il secondo colpo sul green non dovrebbe rappresentare una difficoltà eccessiva.

La buca due è un par 3 con green sopraelevato che accorcia il volo di palla del 5%. Il  green a due livelli è difeso da un bunker profondo in entrata e da un altro a sinistra, mentre diverse depressioni possono fermare la palla posteriormente.

La buca tre è il primo par 5 del percorso tutto in salita. A sinistra del tee bisogna prestare attenzione al bunker che si trova all’interno di un lieve dog leg. La partenza è stretta e i giocatori più lunghi potrebbero incontrare diverse difficoltà a causa della presenza dei bunker fin dal primo colpo. Passati i bunker, la buca si riapre verso il green che si sviluppa su due livelli ed è difeso a destra da due bunker, mentre dietro lo costeggiano due depressioni.

Alla buca 4 si parte dall’alto, il dislivello con il green, infatti, è notevole e la scelta del bastone è decisiva per ottenere un buon colpo d’approccio. Visti gli arbusti e le erbacce sulla destra, il primo colpo va giocato al centro del fairway così da poter piazzare il secondo tiro verso il green. Quest’ultimo è difeso da un bunker a sinistra e si presenta non privo di importanti pendenze in entrata.

La buca 5 è un par 4 corto con dog leg a sinistra e ostacolo d’acqua all’interno, appena sotto il bosco. Il fairway è reso ondulato dalla presenza di griglie per il drenaggio, per cui dai cento metri inizia una salita con pendenza notevole che porta direttamente al green. Alla sua entrata, il green presenta un grande bunker a difesa. Dopo aver giocato il primo colpo al centro della pista, il secondo va tirato lungo in direzione del green e con le dovute attenzioni.

Par 3 con green sopraelevato caratterizzano la buca 6 del percorso di Cooke: il dislivello qui varia a seconda del tee di partenza che si sceglie di usare. Se si parte dal tee giallo che presenta minore inclinazione, meglio diminuire il volo della palla al 5% per non rischiare troppo, dato che anche il fairway è in completa pendenza. Il green si sviluppa su due livelli ed è posto molto in alto, per questo il secondo colpo non è facile, come anche il successivo putt.

La sette è decisamente una delle buche più entusiasmati e suggestive del campo. Par 5 con vista sulle colline astigiane, si parte dall’alto verso il basso: in questo modo si riesce a guadagnare molta distanza nel tee shot. Il drive va sparato al centro del fairway, molto ondulato e in leggera discesa che nella parte finale accosta un laghetto. L’ostacolo d’acqua è separato dal green da un bunker, per cui non dovrebbe rappresentare una difficoltà evitarlo. Il green è ampio e ondulato, quindi con il secondo colpo battuto dal fairway non è complicato raggiungerlo.

Par 3 semplice è quello della buca 8, leggermente in discesa e con un ostacolo d’acqua molto vicino al green e con out ai lati. L’ostacolo d’acqua si trova più infossato rispetto al terreno circostante per cui meglio prestare più attenzione alla palla perché tenderà a entrarci. Il green, difeso da due bunker in uscita, è ondulato e ampio e può rendere difficile il putt.

Con la buca 9 ci si appresta a fronteggiare una delle buche più difficili del percorso. In  leggera salita con laghetto da sorvolare con il primo colpo, il fairway della 9 è leggermente inclinato sulla destra e costeggiato a sinistra da un pendio e sulla destra dall’out.  La salita aumenta ai cento metri, per cui il green si presenta sopraelevato ma pianeggiante. Il colpo verso il green, quindi, va ponderato a seconda della posizione della bandiera.

La dieci presenta il par 4 più corto del percorso e non troppo impegnativo. In realtà, la maggiore difficoltà si ha proprio nel tee shot in salita perché cieco, per cui meglio dirigere la palla verso sinistra per non rischiare di farla finire in mezzo agli alberi. Il primo colpo va piazzato al centro del fairway e il secondo direttamente verso il green: qui verso i cento metri di distanza, la salita condiziona il volo di palla. Il green è diviso da una sommità centrale più pendente verso destra, ma si può giocare tranquillamente in par.

Par 3 con green profondo formato da livelli a scalare verso l’entrata: questa la buca 11 del percorso, che presenta il green ben difeso a destra da quattro bunker e da uno a sinistra in uscita. Bisogna far attenzione ai pendii sulla sinistra e all’altezza del green a destra, che allontanano la palla rendendone anche difficile il recupero.

La buca 12, par 4, offre un tee shot molto vantaggioso con inclinazione del fairway che diminuisce verso i cento metri dal green. Il primo colpo da piazzare è centrale, mentre il secondo verso il green è più lungo. Il green si presenta molto ondulato e sopraelevato rispetto al resto della buca.

Par 5 difficile quello della 13 in salita con dog leg a sinistra. Il tee shot è reso cieco dall’attenuarsi della salita all’altezza dei primi bunker ed è molto delicato, per questo va tirato verso il centro del fairway. Al secondo colpo attenzione al pendio che costeggia la buca su tutta la parte destra. Il green si caratterizza per la pendenza a destra ed i bunker sulla destra.

La buca 14 par 4, presenta un dog leg a sinistra e il tee sopraelevato, che non giova ai giocatori più potenti. Il fairway è in salita ed è molto ondulato, quindi per arrivare al green bisogna togliere un 3% al volo di palla. Il secondo colpo va giocato con attenzione perché il green è difeso da bunker e da una sponda posta dietro.

La buca 15 si presenta tutta in discesa e abbastanza corta. È importante partire dal tee con una strategia ben scelta in base alla potenza del giocatore per non rischiare di finire nel rough posizionato prima del green. Quest’ultimo è rialzato rispetto al terreno circostante ed è difeso da due bunker a sinistra.

Un par 3 lungo facile da giocare è quello della buca 16. La posizione della bandiera incide notevolmente sulla scelta del bastone da usare, che può variare anche di cinque ferri. Il green è enorme e leggermente rialzato rispetto al tee con una pendenza in uscita verso la parte frontale e i bunker a difesa. La parte centrale del green si sviluppa su un livello più alto rispetto alle estremità. I bunker a sinistra penalizzano chi non colpisce bene la palla.

Un par 5 non troppo difficile ma che necessita di attenzione quello della buca 17, tutta in discesa fino al laghetto. Nella prima parte la pendenza è più marcata, mentre tende a diminuire verso i 140 metri dal green. Quest’ultimo è inclinato verso l’acqua, ma non si dimostra impegnativo. Il primo drive va piazzato centrale e il secondo colpo va tirato con un legno o un ferro lungo proprio al centro del fairway. Il terzo colpo verso il green non presenta eccessiva difficoltà.

Il percorso di Cooke si conclude con una buca 18 par 3 molto suggestiva col il laghetto posto tra il tee di partenza e il green, ostacolo un po’ destabilizzante per i giocatori meno esperti. La buca non è molto lunga, ma può presentare delle difficoltà: bisogna cercare di non pensare all’ostacolo d’acqua e impugnare un ferro 6 o 7 per riuscire a sorvolare il laghetto. Il green è abbastanza ondulato, particolare attenzione va prestata alla pendenza verso il lago e alla parte più rasata che lo circonda.

Putting green, driving range e pitching green e club house

L’area dedicata al driving range non è molto ampia, ma è in grado di offrire tutto quello di cui si ha bisogno: il campo supera i duecento metri e consente di allenarsi con tutti i legni della sacca, la zona d’approccio è ristretta, ma permette di praticare il giusto riscaldamento prima di affrontare il percorso da diciotto buche. La zona del putting green, invece, è posizionata più vicino alla club house ovvero tra la buca 11 e la 12 del campo. La strada dalla club house al range è abbastanza lunga per cui l’uso del golf cart è d’obbligo.

Golf club

La club house si presenta finemente ristrutturata e decisamente completa di tutto, con la zona segreteria sistemata proprio all’ingresso alle cui spalle sorge un bel bar dove ristorarsi. Gli spogliatori sono ben organizzati con panche e armadietti in legno e vengono messi a disposizione di ospiti e soci del golf club anche gli asciugamani.  Non manca il ristorante dove gli chef creano ogni giorno un menu à la carte sempre completo e diverso a cui viene abbinata un’ampia scelta di vini provenienti dalle cantine più famose della zona. Ciò permette all’ospite del golf club di poter gustare le migliori pietanze della cucina tipica locale rilassandosi tra una buca e l’altra. Per chi volesse alloggiare nell’anfiteatro naturale del Feudo d’Asti, il club offre ai propri ospiti la possibilità di pernottare in una delle dodici camere a disposizione, dotate di servizi privati, aria condizionata, tv satellitare e angolo cottura. Sono  disponibili anche soluzioni unifamiliari indipendenti e sicure dalle ampie logge panoramiche, così come le scuderie che si affacciano sulla villa settecentesca del club che offrono una vista panoramica sul parco secolare, sullo stesso campo e sui vigneti e dispongono di veranda coperta, terrazzo e giardino privato. All’interno degli antichi granai sono stati ricavati degli splendidi appartamenti di varie dimensioni ristrutturati seguendo i più moderni criteri di design.

Info e contatti

Strada Mombarone, 160 -14100 Asti
T: +39.0141.294230
F: +39.0141.090663
E-mail : info@golffeudoasti.it
segreteria@golffeudoasti.it



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