Il dentifricio: quale scegliere?

Il dentifricio rappresenta una pasta utile per l’igiene e la pulizia dei denti e della bocca in generale. La scelta del dentifricio non è molto semplice ed è un aspetto da non sottovalutare: deve basarsi su fattori oggettivi e sanitari, volti a risolvere il problema di cui un individuo soffre, come ad esempio denti macchiati, le carie o il tartaro. Ecco spiegato il motivo per cui è necessario conoscere i vari ingredienti di cui è composto un dentifricio e fare la scelta migliore.

tipologie di dentifricio

Generalmente, in un dentifricio sono presenti sostanze come il fosfato di calcio diidrato, il carbonato di calcio, i gel silicati disidratati che, essendo abrasivi, aiutano a lucidare e a pulire le arcate dentali. Poi, ci sono la glicerina e i derivati della cellulosa che hanno natura “legante” e, quindi, non permettono che le sostanze liquide si separino da quelle solide.

Infine, troviamo ingredienti lubrificanti e umettanti, come il polietilenglicole e sorbitolo, che evitano l’indurimento del dentifricio a contatto con l’aria. Molto spesso, nel dentifricio vengono aggiunti aromi e dolcificanti con uno scopo ben preciso: produrre effetti benefici sull’intero cavo orale, migliorare il profumo dell’alito e ottimizzare lo stato di conservazione dei denti. Tra gli innumerevoli aromi, troviamo il mentolo, il timolo, la cannella, la menta piperita e altri olii essenziali. Il sodio lauril sulfato e la cocamidopropil betaina, invece, sono detergenti in grado di rimuovere i residui asportati tramite lo spazzolino che restano inglobati nelle bollicine prodotte dalla schiuma.

I diversi tipi di dentifricio

Una volta appurate le sostanze presenti all’interno di un dentifricio, è opportuno capire quale “pasta” scegliere in base alle esigenze o ai problemi da risolvere. Ad esempio, se soffrite di carie è necessario optare per un dentifricio a base di fluoro, una sostanza utile per la remineralizzazione dello smalto e, allo stesso tempo, efficace per la sua azione anti-batterica.

Il fluoro, conosciuto anche fluoruro sodico, ha un compito importante: raggiungere la superficie dello smalto e contrastare gli acidi della placca, diminuendo di circa un terzo la comparsa della carie. L’uso, però, deve essere limitato negli adulti ed è sconsigliata la somministrazione nei bambini con età inferiore a sei anni. I danni potrebbero essere l’insorgenza della fluorosi, ossia un’intossicazione che comporta complicazioni funzionali ai denti.

Se, invece, il problema riguarda la placca allora la soluzione ideale è un dentifricio a base di cloruro di sodio. Questa sostanza contribuisce alla produzione di maggiore saliva, nella quale sono contenute sostanze anti-batteriche. Oltre al cloruro, per combattere il problema della placca sono necessari altri ingredienti, come lo iodio, l’alluminio, lo stagno e lo zinco che contribuiscono alla creazione di una pellicola protettiva dell’intero cavo orale.

Sono disponibili anche dentifrici anti-tartaro, a base di pirofosfati, necessari per consolidare lo smalto dei denti e ridurre la precipitazione di sali di calcio; dentifrici alla clorexidina, a base di triclosan e tibenzenio di idouro per disinfettare completamente e in modo approfondito l’intero cavo orale, acquistabili solo in farmacia o dietro prescrizione medica; dentifrici sbiancanti, da usare moderatamente in quanto molto abrasivi a causa delle sostanze contenuti in essi che hanno, appunto, lo scopo di rimuovere le pigmentazioni dei denti causate dal tartaro, caffè, fumo e alimenti con alte percentuali di zucchero; dentifrici per gengive sensibili, a base di cloruro di stronzio e sali di fluoro, che svolgono un’azione di remineralizzazione della dentina e dello smalto dentale in grado di rendere i denti più resistenti agli acidi e al freddo.

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