Come scegliere il driver giusto

Viene usato in media non più di 14 volte a giro, ma è considerato uno dei bastoni più importanti: il driver è il bastone più difficile da controllare. A causa della sua lunghezza, il driver crea un arco più grande nello swing e, di conseguenza, la palla vola a una distanza superiore rispetto a qualsiasi altro ferro. Un buon driver, però, può sistemare la partita, per questo è bene sapere come scegliere il driver giusto.

come scegliere il driver

Come scegliere il driver: ad ogni golfista il suo

Il driver, o legno 1, é uno dei bastoni più controllati nella sacca. Per anni le aziende sono state in competizione, investendo milioni, per creare il prototipo perfetto in termini di massima distanza e precisione. Sebbene il suo aspetto non sia cambiato molto, si è decisamente evoluta la ricerca dei materiali: prima l’acciaio, poi il titanio e le teste realizzate con materiali compositi. Tutto questo, oltre a diversi tipi di shaft, ha portato l’acquirente, già confuso nella scelta, a essere quasi sopraffatto. Come per tutti i bastoni, sapere come é fatto il driver fa capire ancora meglio il suo funzionamento e aiuta a trovare quello più adatto al proprio stile di gioco.

Le teste

I driver con la testa in legno erano difficili da giocare e conservare, e necessitavano di una frequente manutenzione: la faccia, la base d’appoggio e la testa, infatti, risultavano molto rovinate dopo una stagione.

L’acciaio ne ha aumentato la durata, ma le teste rimanevano ancora troppo piccole e pesanti, cosi le aziende iniziarono ad assottigliare la lamina. Il risultato furono teste più ampie, che rendevano i colpi facili, senza peso aggiunto. In seguito, ci si mise alla ricerca di nuovi materiali per costruire il driver più grande e potente possibile, e alla fine si optò per il titanio. Fu un vero boom. La testa in titanio era più leggera di quella in acciaio e decisamente più robusta, fino a un terzo più grande delle precedenti, e ancora più facile da colpire grazie alle pareti ultrasottili. Tutto questo, però, aveva un caro prezzo.

Il titanio si trova nella sabbia di tutto il mondo, soprattutto in quella dell’Australia e della Cina, ma estrarlo è un procedimento difficile, che lo rende più costoso dell’acciaio. Inoltre, deve fondere sotto vuoto, il che implica un costo ulteriore, perché molti bastoni non riescono bene e vengono scartati. La maggior parte dei legni in titanio ha shaft in grafite che, se da una parte li rende stabili e leggeri, dall’altra risultano difficili e onerosi da produrre.

Loft

Il loft è un fattore importante per il driver, che spesso non viene considerato. La gamma disponibile è rimasta costante, dai 7° ai 12°, anche se in realtà i moderni driver in titanio colpiscono più in alto di quelli in acciaio o in legno. L’ampiezza del loft dipende dallo spin che si produce: più è veloce il bastone all’impatto, maggiore sarà la rotazione, per cui serve meno loft per evitare che la palla faccia una parabola in alto perdendo distanza.

Se lo spin é lento, serve più loft per compensarlo e tenere alta la palla: la distanza aumenterà quando si effettuerà un lancio alto con poca rotazione. Oggi é piuttosto comune che la maggior parte dei driver in titanio abbia poche o nessuna scanalatura nella faccia, ciò serve a ridurre la quantità di spin. Questo vale per il loft medio del driver, un golfista classico che usa driver in acciaio o in legno ha bisogno di un loft di 11° o 12°. Con la testa in titanio si scende a 10°.

Anche il modo di mettere la palla sul tee è cambiato. Prima dell’era del titanio, veniva posizionata abbastanza bassa per facilitare un colpo discendente verso dietro: ciò dava vita a un lancio molto lento con tanta rotazione, che non è decisamente il migliore per creare maggiore distanza. Attualmente, siccome le teste dei driver più grandi e profonde richiedono un lane alto e meno rotazione, le palle vengono posizionate più in alto sul tee per ridurre lo spin e aumentare l’angolo di lancio.

Shaft

Esistono diversi tipi di shaft e il gioco diventa faticoso se non si usa quello giusto.. I tre fattori principali da ricordare sono:

  • peso
  • flessibilità
  • torsione

Peso

Gli shaft in acciaio sono più precisi ma poco flessibili e pesanti, per questo vengono sempre meno usati nei driver e sostituiti, a esempio, dalla grafite, che assicura più lunghezza nel volo della palla. Gli attuali shaft in titanio sono dai 5 ai 7,5 cm più lunghi di quelli in acciaio che venivano realizzati dieci anni fa e che vanno scomparendo, e questo aiuta con la distanza, perché il bastone riesce a condurre un arco più ampio e a caricare più potenza.

I golfisti vogliono fare distanza, e con i driver si realizza uno swing più forte che con qualsiasi altro bastone.

La loro forma è studiata proprio per aumentare la fiducia nel gioco: la testa più grande fa sembrare la palla più piccola e quindi più facile da colpire, e sono utili per la distanza. Per questo è accettabile che il driver abbia uno shaft un po’ più rigido. La maggior parte dei driver, in acciaio o in titanio, ha uno hosel che supporta e stabilizza lo shaft quando si congiunge alla testa e vi scende per circa i due terzi, dove si fissa grazie anche all’impiego di colle moderne. Alcuni attraversano tutta la testa e arrivano rasenti la base d’appoggio per offrire maggiore stabilità. Dal punto di vista visivo, molti preferiscono questa soluzione, anche perché i requisiti per l’hosel non ci sono più.

Flessione

È la quantità di curvatura dello shaft quando è sottoposto a un carico, e deve risultare in perfetta sintonia con la velocità dello swing, affinché la faccia del bastone, che si chiude nell’impatto, colpisca la palla in pieno. É tutta questione di precisione: se lo shaft é troppo flessibile si può chiudere in anticipo, producendo uno hoolq, viceversa se è troppo rigido il risultato é uno slice. La flessione dello shaft si basa sulla velocità dello swing: se si colpisce la palla più lunga e più forte, lo swing sarà più veloce e lo shaft più rigido tenderà a stabilizzare il bastone. Se, invece, lo swing é più lento, uno shaft più flessibile può aiutare nella chiusura della faccia. Non bisogna trascurare l’importanza del grio nel driver: può essere adattato alla propria mano, infatti, i giocatori con le mani piccole ne preferiscono uno più stretto per sentire meglio la presa.

Torsione

La torsione è la quantità di vibrazione degli shaft in grafite. Al contrario dell’acciaio in cui è più solida, la grafita é formata da una sorta di strisce che si avvolgono insieme e aumentano la vibrazione. La torsione giusta si basa sulla velocità dello swing, sulla sensibilità e sul volo della palla. In ultima analisi, dipende dalla persona. Chi colpisce più forte e veloce ha bisogno di meno torsione per dare stabilità alla testa, mentre chi lo fa più lentamente ha bisogno di un po’ di vibrazione per chiudere meglio la faccia del bastone.

Una risposta

  1. mario romagnuolo

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