Come favorire la memoria? (Seconda parte)
Scritto il 10 nov 2009 da Caterina De Bellis in Psicologia, Salute

Quanto affermato nella prima parte di questo articolo (ossia l’importanza del fattore emotivo, l’interesse per l’oggetto da memorizzare, l’ossigenazione) , non può certo essere separata dal fattore sonno.
Una notte insonne, può compromettere le prestazioni dell’intera giornata, manifestandosi con forte emicrania o ancor più subdolo senso di stordimento. Se la mancanza di riposo si protrae nel tempo, il corpo reagisce negativamente, può indebolirsi e rendere poco rispetto alle sue potenzialità. La soglia delle otto ore per notte andrebbe rispettata, tanto più con una certa ciclicità dello scorrere delle giornate. Per aiutare il sonno e la regolarità dell’organismo, è preferibile –quanto più possibile- andare a letto e svegliarsi ad orari simili.
L’effetto deleterio di fumo ed alcool compromette l’organismo in ogni sua parte, danneggiando anche la capacità della memoria. Quelle sostanze compromettono i tessuti dell’organismo, in modo particolare quelli celebrali. Terminare l’assunzione di quelle sostanze può aiutare la mente a lavorare più lucidamente.
Talvolta l’apporto di particolari medicinali, può indurre sonnolenza. È il caso degli antistaminici, che molti soggetti allergici sono abituati a prendere anche per mesi. Lo stordimento ed il sonno certo rendono arduo l’uso della memoria e quindi il soggetto avverte affaticamento e può sviluppare l’idea d’avere difficoltà serie.
Da più parti è consigliato l’apporto di Ginseng per migliorare la capacità di relax, magari per reagire a momenti di stress. Seppure si tratti d’una sostanza naturale, la sua assunzione va comunque regolata dal controllo medico. I principi attivi che compongono la pianta di Ginseng hanno conseguenze positive sulla produzione ormonale, su alcuni neurotrasmettitori, metabolismo, stimolazione del sistema immunitario. Effetto da non dimenticare è quello legato a condizioni di depressione e stress. Il ginseng è però sconsigliato in caso d’ipertensione arteriosa. Benché le attestate capacità del ginseng siano molte, non è stato ancora
possibile stabilire con certezza in che modo e con che efficacia possa agire sulle funzioni dell’intelletto umano. I trattamenti con Ginseng non controllati, magari in foglie, sono altamente sconsigliabili. Gli effetti collaterali potrebbero essere anche seri (insonnia, diarrea, ipertonia muscolare, forte nervosismo, problemi digestivi). Per questo motivo le sostanze utili vanno assunte in forma secca ed in dosi controllate e con somministrate sotto consiglio medico.
Il modo migliore per rendere efficiente al massimo la memoria, è cercare di tenere la mente sveglia quotidianamente. Gli sforzi massivi, concentrati in un breve periodo non danno le prestazioni desiderate. In caso di studi impegnativi è preferibile dividere il materiale in piccole dosi assimilabili con calma.






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