Come favorire la memoria? (Prima parte)
Scritto il 10 nov 2009 da Caterina De Bellis in Psicologia, Salute
Con l’articolo di oggi, tentiamo di sfatare un mito che, ne sono certa, potrà lasciare attoniti molti lettori. Tra le credenze popolari ve ne sono alcune molto radicate. In questo caso pensiamo alla classica correlazione tra fosforo e memoria. In occasione di periodi stressanti, difficoltà nello
studio, necessità di concentrazione, spesso si riceve il consiglio d’aumentare l’apporto di fosforo per migliorare la memoria e quindi lavorare più agevolmente.
Alcuni in tal caso assumono integratori alimentari specifici, oppure si forzano a mangiare più pesce possibile, coltivando la mentalità che proprio tale alimento contenga maggiormente la sostanza desiderata. Ebbene, molti studiosi, ricerche alla mano, sostengono che non vi sia correlazione tra l’apporto di fosforo e le quasi “miracolose” capacità di miglioramento della memoria. Inoltre, se ciò non bastasse a sgretolare a sufficienza la fiducia riposta nel “credo della nonna”, il pesce non è neanche l’alimento che contiene più fosforo. Infatti, in beffa a quanto si da molto spesso per scontato, ingenti quantità di fosforo sono contenute in carne, uova, piselli e pistacchi.
Detto questo, non bisogna certo farsi abbattere dallo scenario che non vi siano speranza per aiutarci in momenti di difficoltà con la memoria. Sebbene non vi siano sostanze facilmente assumibili per un risultato immediato, piccoli accorgimenti possono aiutare la memorizzazione.
Non va sottovalutata l’influenza che condizioni di stress possono avere sulla rendita della nostra mente. Particolari condizioni d’ansia, legate alla prestazione o a fattori ad
essa esterni (problemi famigliari, con gli amici, di salute, etc.), possono compromettere la capacità di convogliare le forze sull’oggetto da studiare. Inoltre è fondamentale provare interesse, curiosità e divertimento, nella fase dell’apprendimento. Spesso capita, a scuola, all’università, a lavoro, di doversi approcciare necessariamente a qualcosa che però si ritiene fortemente noioso. Riuscire a memorizzare qualcosa che non susciti interesse, risulta molto più difficile e può condurre anche ad un senso d’abbattimento.
Spezzare la routine, uscire di casa, passeggiare e prendere una boccata d’aria, è un aiuto concreto che possiamo dare all’organismo. L’ossigenazione del cervello va garantita, non bisogna ostinarsi per troppe ore a studiare, magari chiusi tra le mura di casa. Una serata di distrazione rigenera l’umore l’organismo, generando forze nuove per approcciarsi al lavoro.






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