Che cos’è lo stress da terremoto?

Quando si parla di un evento catastrofico e imprevedibili come un terremoto oltre ai gravi problemi pratici le persone si trovano di fronte a un grave disturbo post traumatico fatto di stress, depressione e paura. Una situazione difficile che deve essere affrontata con attenzione e non deve essere sottovalutata. Il PTSD è classificato come un vero e proprio disturbo psicologico.

Lo stress da terremoto

È un dato accertato che subire un’esperienza come quella del terremoto porta a problemi psicologici di varia natura. Il post terremoto lascia danni non solo pratici ma anche mentali, con grande possibilità di depressione e di un vero e proprio post-trauma.

La mente cerca di superare un evento catastrofico in vari modi, passando attraverso diverse fasi. Sembra che raccontare la propria esperienza scrivendo o parlando sia un primo passo utile per superare lo stress e la paura che rimane dopo un terremoto. La ricerca di informazioni in modo non eccessivo e anche il tentativo di mantenere le proprie abitudini aiuta nel percorso che porta al superamento di questo insostenibile malessere. È fondamentale condividere questa esperienza senza isolarsi e cercare di ritrovare l’equilibrio anche nelle cose pratiche.

PTSD Post Traumatic Stress Disorder

Il PTSD Post Traumatic Stress Disorder è una vera e propria sindrome che nasce dopo aver subito esperienze traumatiche. Questo termine nasce negli Stati Uniti ed era inizialmente legato a eventi bellici, per essere usato poi anche per altri tipi di eventi traumatici, tra cui il terremoto, che causano problemi psicologici e stress. Colpisce non solo chi subisce l’evento ma anche chi è solo testimone o soccorre, chiunque abbia un coinvolgimento diretto ma anche diretto con l’evento che si verifica.

È un disturbo che colpisce sia gli adulti che i bambini. Il dato di maggiore interesse è che il PTSD non comporta solo problemi psichici ma anche delle alterazioni fisiche del cervello, in particolare per quanto riguarda le zone che elaborano gli stimoli sensoriali. In questa situazione lo stress e la paura persistono anche quando l’evento si è concluso.

La mente umana ha modi specifici per reagire a eventi imprevedibili come un terremoto. I processi che la mente aziona sono due:

  • sopravvivere e reagire: la mente tenta di valutare i rischi e trovare le soluzioni migliori per sopravvivere
  • superare lo shock: quando l’evento termina la mente deve reagire al ricordo, allo stress e alla paura dell’evento che si è verificato.

I ricordi legati al terremoto persistono nella mente della persona che ha vissuto questo evento catastrofico, non si tratta di ricordi normali ma del rivivere continuamente lo stress e la paura di quell’orribile momento. È necessario del tempo che permetta di somatizzare l’accaduto e tornare a vivere normalmente considerandoci al sicuro. Questo processo può durare settimane o addirittura mesi.

I sintomi più comuni sono:

  •  un senso di smarrimento e di malessere continuo;
  • difficoltà nel dormire;
  • difficoltà nella concentrazione e irritabilità;
  • sensazione di non connessione con il mondo esterno;
  • immagini confuse e pensieri negativi legati a l’evento.

I problemi legati allo stress da terremoto continuano fin quando la nostra mente trova in qualche modo la via giusta per dare un senso all’accaduto, eliminandolo dai pensieri che abbiamo giornalmente e trasformandoli in ricordi che non vi facciano percepire la realtà in cui vivete pericolosa. Il tempo vi aiuterà in questo percorso.

Differenze tra bambini e adulti

Un evento catastrofico come un terremoto a effetti differenti in base alla capacità e la forza che la persona ha nel  vedere oltre l’accaduto e tentare  di superare con il tempo, la paura e lo stress. I bambini sembrano essere in grado di ritrovare l’equilibrio con maggiore facilità, distraendosi più velocemente dagli eventi.

Il punto fondamentale è che i bambini non sono in grado di compiere un collegamento vero e proprio tra gli eventi e il pericolo e quello che percepiscono molto spesso deriva dagli adulti che li circondano. Lo stress e la paura di un adulto influiscono negativamente su un bambino che in quel momento percepisce la stessa sensazione di pericolo senza capirne il perché. Non si tratta solo delle parole che usa un adulto ma anche del tono della sua voce, la postura e le espressioni del viso.

I genitori devono tentare di dare il massimo supporto ai bambini nel tentativo di assicurare una sorta di routine e stabilità anche se la situazione non lo permette fino in fondo. È necessario cercare di rispondere in modo semplice e sincero alle domande che faranno, per dare un senso a quello che è accaduto o sta accadendo.

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