Campi da golf in Piemonte: Golf Club Alpino di Stresa

È il forte spirito d’accoglienza e la sportività di chi lo vive a rendere il percorso di gioco Golf Club Alpino di Stresa particolarmente piacevole. Andiamo alla scoperta di uno dei campi da golf in Piemonte più suggestivi.

campi da golf in piemonte: il Golf Club Alpino di Stresa

Dalla segreteria al campo fino alla club house l’unica vera regola che vige all’ interno di questo golf club è sempre una: far sentire soci, giocatori e visitatori come se fossero a casa propria permettendo loro di gustarsi il sano piacere di giocare a golf. Quello di Stresa è uno dei campi da golf in Piemonte più suggestivi. Scopriamo il campo.

Il campo

Forse non tutti sanno che è stato proprio sul campo dell’Alpino di Stresa che si è giocato il primo Open di golf tutto italiano. Precisamente il 28 giugno 1925 il consiglio direttivo del golf club decise di stanziare una somma appositamente per indire una gara di campionato per professionisti, senza pensare di star dando il via al primo campionato di golf in Italia. Da qui si può facilmente evincere quando il campo dell’Alpino sia stato realizzato: era il 1924 quando iniziarono i primi lavori sotto la precisa guida dell’architetto Peter Gannon, mentre è appena nella primavera del ’25 che Francesco Pasquali, il maestro di Valle Scure, prende possesso del campo ufficialmente. Naturalmente l’Alpino all’inizio si presentava come una specie di cross-course in cui il drenaggio non esisteva e appena tre erano i green realmente praticabili, mentre gli altri si presentavano come semplici buche. Nonostante il percorso non fosse ancora ultimato, Pasquali decise lo stesso di inaugurare il campo e di indire una riunione di gara di campionato. Per il primo Open d’Italia la cifra stanziata è di 3milioni di lire e gli iscritti sono solo tre, fra cui lo stesso Pasquali che chiude gli appena due giri di gara con 154 colpi. Da allora l’Alpino ha fatto tanta strada ospitando nuovamente nel 1926 e ’27 ancora l’Open italiano, che per fortuna ha visto un aumento del numero di partecipanti alla gara fino a trenta giocatori che hanno stabilito diversi record dell’epoca. In tempi più moderni, il campo dell’Alpino ospita i Campionati nazionali di Doppio Misto e nel ’42 una gara “pro soldati”, nel dopo guerra l’Alpino è, invece, protagonista di diverse manifestazioni tra cui un incontro quadrangolare tra Italia, Gran Bretagna, USA e Sud Africa che si conclude proprio con la vittoria italiana. Considerando  l’epoca,  da ricordare è il campionato nazionale per signore, disputato nel luglio del ’48. Inutile sottolineare come nel corso del tempo abbiano goduto del campo e dello stesso piacere del golf anche monarchi, principi e rappresentati di stato stranieri che sono stati accolti con la consueta ospitalità che il personale del club offre tutt’oggi.

Le buche

Il percorso del campo a nove buche, che diventano diciotto per le gare di campionato, inizia con il par 4 in discesa della buca 1, che presenta un green posizionato lievemente sulla destra rispetto alla direttrice che muove dal tee. La zona di arrivo del primo colpo è rappresentata da tutto l’ampio terrazzamento del fairway, che è delimitato da un mount naturale a destra, mentre a sinistra bisogna prestare attenzione al fuori gioco. I giocatori che riescono a piazzare il colpo sul terrazzamento o leggermente più avanti, potranno godere della vista diretta sul green e magari tentare di raggiungerlo con un secondo colpo dall’alto. Per arrivare al green di questa buca si possono adottare due tipi di strategia, a seconda che si voglia rischiare di più o di meno: si può raggiungere il green di volo oppure si può tirare un colpo di avvicinamento per ottenere poi un più comodo approccio al green. I giocatori più potenti potranno superare il margine del terrazzamento e avvantaggiarsi della discesa che avvicinerà il loro drive al green. Quest’ultimo è sviluppato su due piani, per cui occorre massima precisione e una buona capacità di manovra sul secondo colpo d’approccio. Ogni colpo va piazzato tenendo sempre presente il fuori limite a sinistra che continua anche dietro al green, mentre a destra c’è l’ampio mount che costringe quasi a usare un sand iron per rimettere in gioco la palla.

Altro par 4 quello della buca 2 che, diversamente dalla prima, si presenta in salita e con il green in posizione rispetto alla direttrice del tee di partenza. Quest’ultimo è leggermente rialzato, mentre la zona d’arrivo del drive è pianeggiante e leggermente in salita. L’avvallamento, che si trova prima del green, può essere sorvolato facilmente piazzando un buon secondo colpo altrimenti, proprio per le infinità possibilità di posizionamento della pallina, si dovrà mettere alla prova il proprio gioco corto. Il green presenta l’ingresso in lieve salita ed è difeso da un bunker nella parte frontale a sinistra e da un altro a destra. Per tirare il primo drive è sempre da preferire la parte sinistra della buca che permette di vedere bene il green, infatti se ci sposta  a destra la visuale sarà inevitabilmente ostacolata dal mount naturale. A sinistra la buca è costeggiata dal fuori limite che non costituisce un reale problema grazie alla favorevole inclinazione della sponda, il secondo colpo va piazzato facendo attenzione agli alberi posti a protezioni del tee della buca 3.

Ancora in discesa si trova la buca 3, par 4, con accentuato dog leg a destra proprio nella parte finale e che può rappresentare un’ulteriore sfida sul gioco corto. Per chi è più potente, meglio evitare il drive al primo colpo, mentre se si riesce a piazzare un corretto tee shot il secondo colpo andrà fatto con un piccolo wedge. Nell’approccio al green bisogna stare attenti perché, se il colpo sarà più lungo anche solo di due metri, si rischia l’out sempre se la palla non finisce in uno dei bunker posti a difesa del green. Questa buca può essere tranquillamente giocata dai golfisti più potenti usando un ferro 4 o un legno 5, i giocatori meno potenti possono raggiungere il fairway con un colpo cieco da piazzare tra il faggio a sinistra e la betulla a destra. Attenzione a non puntare troppo a sinistra per non finire out o nel bunker, a destra invece meglio un lay up o un buon colpo tirato sopra o attraverso gli alberi che proteggono il green. Quest’ultimo è anche difeso da cinque bunker, di cui uno posizionato nella parte posteriore.

La buca 4 si presenta in salita, molto corta, con un notevole dislivello e un green lungo e circondato da bunker. I giocatori one digit handicap potranno facilmente ricorrere a un wedge per il colpo al green, mentre agli altri si consiglia l’uso di un bastone che permetta un volo della pallina di un centinaio di metri. Da tenere in considerazione il dislivello del green che sottrae lunghezza al colpo. Se non si riesce a piazzare la pallina subito sul green, si rischia o di incappare nel bunker di protezione al green o nell’area scoscesa di rough da cui l’approccio diventerà più difficile. Attenti anche ai colpi corti che possono tornare indietro soprattutto se il terreno è molto secco. Qui anche i più esperti rischiano il doppio bogie.

Si parte dall’alto alla buca 5, par 4, che presenta un fairway ondulato e un green piccolo ma protetto bene da due bunker. Grazie alla partenza alta è possibile avere da subito una buona visuale del green e programmare la strategia migliore da adottare. Particolare attenzione da parte dei neofiti al fosso posizionato giusto sotto il tee di partenza e all’ostacolo d’acqua frontale. Il primo colpo può essere piazzato da chi è più esperto con un legno 3 o un utility club a distanza dal green di almeno ottanta metri, mentre i giocatori meno esperti possono usufruire dell’ampiezza del fairway con il loro drive. Il secondo colpo è sempre diverso a seconda di come si presenta il terreno ondulato del fairway: si può giocare con i piedi in piano perfetto oppure piazzando una palla più alta dei piedi o una palla più bassa. Il green si presenta un po’ in salita, per cui meglio che il secondo colpo sia giocato al centro senza pensare a un potenziale birdie. Bisogna fare attenzione al fuori limite che costeggia tutta la parte sinistra della buca. I giocatori più potenti, che decidono per il drive, dovrebbero tener presente che ai 220 metri la linea dell’out si avvicina al fairway. Se si hanno dubbi al secondo colpo, meglio optare per un bastone in meno altrimenti i colpi troppo lunghi finirebbero sul tee di partenza della buca 6.

La buca 6 è l’unico par 5 del percorso: forma un ampio semicerchio da destra a sinistra con una leggera inclinazione del terreno. La zona d’arrivo del tee shot risente un po’ della particolare conformazione del terreno a cui vanno ad aggiungersi le diverse ondulazioni naturali. Su questa buca, i giocatori potenti possono dar libero sfogo al proprio drive preferendo magari il lato destro del fairway. Qui  l’ideale è un colpo in draw. Per chi ama il rischio, giocando a sinistra potrà guadagnare anche molti metri utili ad attaccare il green con il secondo colpo, sempre tenendo presente il rough a sinistra molto scosceso. Con il secondo colpo si può riuscire a raggiungere il green, ma se non si crede di farcela si potrà decidere se tirare dal lato sinistro o destro del percorso. I giocatori meno potenti possono piazzare il secondo colpo verso il lato destro. Attenzione perché  il colpo d’approccio al green tirato da destra sa come mettere alla prova il gioco corto. Il green è ampio ed è difeso da un bunker a sinistra, con lieve pendenza da destra a sinistra e inclinazione a uscire dal fondo. I rischi che la buca presenta si trovano tutti a sinistra: dai 100 ai 25 metri prima si trova un avvallamento scosceso che bisogna superare con il secondo colpo. Se non si riesce, si potrà permettere un free drop se lo swing interferisce con la recinzione, se la pallina si ferma prima allora si va di gioco corto verso il green.

È un par 3 in leggera salita quello della buca 7, che presenta un bunker a sinistra a difesa del green e un altro bunker frontale a dieci metri dal green, un’insidia per i colpi troppo corti. Il fairway ha una forma concava che può giovare ai colpi un po’ più fuori linea. Il green è ampio con una pendenza in salita dall’ingresso al fondo ben visibile. Il primo colpo risentirà del dislivello, per cui meglio rimanere corti e lasciarsi un approccio in salita. La vera difficoltà della buca 7 sta tutta nel green a causa della sua pendenza che può dare filo da torcere ai putt e ai colpi di approccio.

Tee di partenza più basso per il par 4 della buca 8 che presenta un’area di atterraggio del drive decisamente più degradante a destra. Il lato sinistro è costeggiato dal fuori limite, a destra invece l’ostacolo è rappresentato dalla lunga serie di betulle. Il fairway è ampio, ma la pendenza laterale può giocare brutti scherzi alla vista facendo apparire il tee shot più difficile di quello che è in realtà. Per i più insicuri, si consiglia l’uso di un legno 3, un utility o anche un ferro, e per far arrivare la pallina proprio al centro del fairway si può prendere la mira con punto di riferimento a sinistra così che la naturale inclinazione del terreno conduca la palla verso il centro dell’area. Se si riesce a far arrivare la pallina oltre i 230 metri, si giocherà in piano il secondo colpo, altrimenti si giocherà con la palla più bassa dei piedi. Il green è ampio con tre bunker a difesa che lasciano qualche metro di spazio per i colpi con volo insufficiente. Meglio sempre tirare la palla verso il lato sinistro del green, perché a destra la sponda è più scoscesa. Attenzione al fuori limite che costeggia anche la parte posteriore sinistra del green.

L’ultima buca del percorso, la 9, presenta un andamento a sinistra, il tee shot in salita con fuori limite a sinistra e sponda che degrada subito sulla destra. Il fairway è molto ampio, a destra ha tre bunker pronti a raccogliere la palle che altrimenti andrebbero nel boschetto o nel rough. Prima del green c’è un modesto avvallamento. Dal tee è ben visibile il fuori limite sinistro di cui saranno vittime solo le palline tirate male, e i bunker a destra che in realtà rappresentano una sorta di salvezza. I colpi più lunghi rischiano di finire nel rough destro e di vedere chiuso il secondo colpo al green dalla vegetazione alta che delimita la buca. Un legno 3 o 5 o un utility andranno bene per i giocatori più potenti. Non sono presenti ostacoli frontali all’ingresso del green, per cui al secondo colpo bisogna semplicemente addressarsi bene in direzione dello stesso green. Ai giocatori meno potenti si consiglia l’uso di un ferro o un legno bassi, mentre chi raggiunge il green al secondo colpo deve stare attento al fuori limite a sinistra che si trova subito dopo il bunker. Se la palla finisce nel gruppo di pini a destra, meglio usare la regola della palla ingiocabile che consente il drop a due bastoni, anche se non è detto che basteranno per togliersi d’impiccio.

Putting green, driving range e pitching green

Per un golf club è immancabile la presenza di un campo pratica dove possano esercitarsi anche gli allievi del Club dei Giovani. Il Golf Club Alpino di Stresa ha vinto il premio Seminatore d’oro della Federazione Italiana Golf per essere riuscito a perseguire tutti gli obiettivi che la federazione aveva indicato quali primari per la promozione del golf presso i giovani. Il Club dei Giovani dell’Alpino nasce appositamente per far avvicinare i ragazzi a questo sport, ma sempre in modo divertente e sereno così da poter favorire l’aggregazione tra i ragazzi e la creazione dello spirito di squadra. Ai ragazzi viene impartito prima di tutto l’entusiasmo per lo sport e lo stesso senso di appartenenza a un club nonché la voglia di una sana competizione per migliorare e crescere insieme, oltre al normale allenamento che spetta a quanti vogliono diventare i campioni di domani. L’attività didattica e sportiva è curata dal maestro Massimiliano Pesenti e il programma prevede corsi collettivi a moduli stagionali, trasferte in altri circoli, gare per principianti e agonisti. Per i principianti la stagione si divide in periodo primaverile e periodo autunnale che vanno, rispettivamente, da aprile a giugno e da settembre a novembre. Gli allievi più preparati sono ammessi a partecipare alle competizioni del circuito regionale “Saranno famosi” under 12 e under 14, che rappresentano un’ottima esperienza per acquisire una preziosa esperienza di gioco. Ogni corso collettivo è formato da ragazzi dai sei ai sedici anni, coloro che il maestro ritiene pronti per la conquista dell’handicap si riuniranno in un unico corso stagionale collettivo a frequenza settimanale, ovvero il corso Pre handicap, all’interno del quale sono previste anche lezioni individuali con il maestro e un allenamento sul campo da nove buche.

Golf club

La club house ospita il deposito per le sacche, gli spogliatoi, segreteria e gli allievi del Club dei Giovani. Non  manca anche un accogliente ristorante con vista sull’ultima buca, che permetterà a quanti vorranno concedersi una pausa tra una buca e l’altra di assaporare i deliziosi piatti della tradizione culinaria locale.

Info e contatti

A.S.D. Golf Club Alpino di Stresa

Viale Golf Panorama 48, 28839 Vezzo (VB)

Tel. 0323 20642 – Fax. 0323 208900



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